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	<title>Odio Facebook &#187; Degenerazione</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Un “Facebook” per chi resta, in ricordo di chi va</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/degenerazione/18-09-2009/un-%e2%80%9cfacebook%e2%80%9d-per-chi-resta-in-ricordo-di-chi-va.html</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 15:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: TGCOM
Un facebook per esorcizzare la morte. Lo ha creato un imprenditore australiano, Peter Ingram che, sul modello del network di Zuckerberg, ha ideato un sito dove lasciare ai posteri e ai congiunti messaggi e video.
Preoccupato per una sua dipartita improvvisa, memore di una triste vicenda familiare, Ingram ha creato Frombeyound2u.com, una bacheca dove raccogliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://superblog.tgcom.it/wpmu/2009/09/18/un-facebook-per-chi-resta-in-ricordo-di-chi-va/" target="_blank"><strong>TGCOM</strong></a></p>
<p>Un facebook per esorcizzare la morte. Lo ha creato un imprenditore australiano, Peter Ingram che, sul modello del network di Zuckerberg, ha ideato un sito dove lasciare ai posteri e ai congiunti messaggi e video.<br />
Preoccupato per una sua dipartita improvvisa, memore di una triste vicenda familiare, Ingram ha creato Frombeyound2u.com, una bacheca dove raccogliere immagini, ricordi o eventualmente programmare il funerale e iniziare a scriversi necrologi. Basta un dollaro a settimana per aggiungere contenuti che familiari e amici potranno consultare in futuro attraverso un codice di attivazione che l&#8217;utente lascerà in eredità alle persone care o agli amici.<br />
Ingram ha pensato davvero a tutto: su Frombeyound2u.com quelli che stanno per dipartire potranno lasciare messaggi di auguri a figli, amici e parenti, potranno rivelare tutte quelle cose che in vita non si dicono e che , poi, dopo è sempre troppo tardi.<br />
Per nulla scaramantico, Ingram ha già messo mano al suo archivio mortuario, accumulando video per suo figlio nel caso in cui, al ventunesimo compleanno dell&#8217;erede, lui fosse già all&#8217;altro mondo.<br />
Un modo per restare uniti allla famiglia e ai cari, sostiene l&#8217;ingegnere.<br />
Anche la morte si adegua all&#8217; &#8220;user generated content&#8221;</p>
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		<title>Su Facebook un gruppo agghiacciante &#8220;Esultiamo per i militari morti a Kabul&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 15:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[kabul]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: Repubblica.it
E&#8217; comparso ieri sera sul social network e stamane è stato cancellato
Altri gruppi con oltre cinquecento adesioni ne hanno chiesto l&#8217;immediata eliminazione
Un gruppo su Facebook di persone che &#8220;esultano per la morte dei militari italiani a Kabul&#8221;. E&#8217; nato ieri sera, fondato da una sedicente ragazza bionda (foto probabilmente falsa) che si fa chiamare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/afghanistan-19/gruppo-su-facebook/gruppo-su-facebook.html" target="_blank"><strong>Repubblica.it</strong></a></p>
<p><strong>E&#8217; comparso ieri sera sul social network e stamane è stato cancellato<br />
Altri gruppi con oltre cinquecento adesioni ne hanno chiesto l&#8217;immediata eliminazione</strong></p>
<p>Un gruppo su Facebook di persone che &#8220;esultano per la morte dei militari italiani a Kabul&#8221;. E&#8217; nato ieri sera, fondato da una sedicente ragazza bionda (foto probabilmente falsa) che si fa chiamare Sofia B. Questa mattina è già stato rimosso e cancellato dagli amministratori del social network con la seguente spiegazione: &#8220;Questo messaggio presentava contenuti che sono stati rimossi o resi invisibili in base alle impostazioni sulla privacy&#8221;. Al suo posto ci sono quattro altri gruppi con circa cinquecento adesioni complessive che ne chiedono l&#8217;immediata eliminazione.</p>
<p>Ma davvero alcune persone possono essere così folli da esultare per la strage di Kabul? Il mistero, per ora, resta. Gli esperti di Facebook dicono che tutte le ipotesi sono valide: dall&#8217;estremismo politico (ma il linguaggio non sembrava quello tipico di questi settori), alla provocazione volta a suscitare reazioni giustamente inferocite e a far agire la censura di Facebook, alla goliardata cretina.</p>
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		<title>Ti taggo ovunque su Facebook</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 10:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[tag]]></category>
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		<category><![CDATA[taggo]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: TGCOM
Nelle prossime settimane Facebook consentirà agli utenti di &#8220;taggare&#8221;, ovvero marchiare con un nome, i propri amici nei &#8220;post&#8221;, vale a dire nei commenti e messaggi pubblicati sul proprio profilo, un po&#8217; come avviene per le foto messe online nel popolare social network.
&#8220;Vogliamo &#8211; ha spiegato Andrew Huang, manager di Facebook &#8211; portare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://superblog.tgcom.it/wpmu/2009/09/11/ti-taggo-ovunque-su-facebook/" target="_blank"><strong>TGCOM</strong></a></p>
<p>Nelle prossime settimane Facebook consentirà agli utenti di &#8220;taggare&#8221;, ovvero marchiare con un nome, i propri amici nei &#8220;post&#8221;, vale a dire nei commenti e messaggi pubblicati sul proprio profilo, un po&#8217; come avviene per le foto messe online nel popolare social network.</p>
<p>&#8220;Vogliamo &#8211; ha spiegato Andrew Huang, manager di Facebook &#8211; portare la partecipazione nel sito al massimo livello. L&#8217;obiettivo è lasciare agli utenti la libertà di fare riferimento ai loro contatti del mondo reale nei post che saranno inseriti nel profilo&#8221;.</p>
<p>In parole povere: se un aggiornamento dello status del profilo rivela che sto pranzando con un amico, l&#8217;utente può &#8220;taggare&#8221; quel post per mettere un nome a quell&#8217;amico. Questo renderà più semplice, ad esempio visualizzare tutti i messaggi di status che fanno riferimento a quella particolare persona, indipendentemente da chi ha messo il post nel profilo.</p>
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		<title>Non hai abbastanza amici su Facebook? Comprali!</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/degenerazione/03-09-2009/non-hai-abbastanza-amici-su-facebook-comprali.html</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 10:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[amicizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: REUTERS
Chi ha detto che gli amici non si possono comprare? Una società australiana di marketing online vende amici e fan ai membri di Facebook, dopo aver già offerto lo stesso servizio agli utenti di Twitter.
La compagnia di marketing, pubblicità e promozioni uSocial (usocial.net) ha spiegato di aver rivolto la propria attenzione ai siti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE58207D20090903?sp=true" target="_blank"><strong>REUTERS</strong></a></p>
<p>Chi ha detto che gli amici non si possono comprare? Una società australiana di marketing online vende amici e fan ai membri di Facebook, dopo aver già offerto lo stesso servizio agli utenti di Twitter.</p>
<p>La compagnia di marketing, pubblicità e promozioni uSocial (usocial.net) ha spiegato di aver rivolto la propria attenzione ai siti di social network perché hanno un enorme potenziale per la pubblicità.</p>
<p>&#8220;Facebook è uno strumento di marketing estremamente efficace&#8221;, ha detto in una nota Leon Hill, amministratore delegato di uSocial.</p>
<p><span id="more-531"></span>&#8220;Il fatto è che con un largo seguito su Facebook, si può avere un gruppo di persone con caratteristiche comuni da contattare per promuovere qualunque cosa si voglia promuovere&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p>&#8220;L&#8217;unico problema è che raggiungere un grande seguito può essere molto difficile, ed è qui che entriamo in gioco noi&#8221;.</p>
<p>La compagnia infatti offre agli utenti di Facebook &#8212; il sito di social network numero uno al mondo &#8212; &#8216;pacchetti di amici&#8217; da 1.000 fino a 10.000 ad un prezzo che va da un minimo di 177 dollari fino ad arrivare a 1.167 dollari.</p>
<p>&#8220;Quello che facciamo è inviare (agli utenti di Facebook) un messaggio di benvenuto o una richiesta di amicizia da parte del nostro cliente. Se vogliono possono andare avanti e aggiungere il nostro cliente come amico, altrimenti possono decidere di non farlo&#8221;, ha spiegato Hill ai media australiani.</p>
<p>Attualmente Facebook è il quarto sito web più visitato al mondo.</p>
<p>La compagnia, &#8212; che vede tra i suoi investitori Peter Thiel, Accel Partners, Microsoft e l&#8217;azienda russa di investimenti online Digital Sky Technologies &#8212; ha oltre 250 milioni di utenti registrati.</p>
<p>Ma ai pacchetti di But uSocial non mancano i problemi.</p>
<p>Secondo alcuni siti web australiani, Twitter ha cercato di chiudere uSocial accusandola di avere degli utenti che diffondevano spam, e il Time di Los Angeles ha riferito che anche Digg.com &#8212; un sito web dove gli utenti possono votare le loro notizie e i loro siti preferiti &#8212; ha cercato di chiudere uSocial perché vendeva voti.</p>
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		</item>
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		<title>Facebook, Internet ed e-mail vietati ad arbitri, commissari e ufficiali di gara</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/02-09-2009/facebook-internet-ed-e-mail-vietati-ad-arbitri-commissari-e-ufficiali-di-gar.html</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 07:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
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		<category><![CDATA[basket]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: L&#8217;espresso
Sei arbitro di basket, o commissario di campo, oppure ufficiale di gara o ancora istruttore? Bene, e allora dimentica Facebook. Se hai un account chiudilo subito, altrimenti subirai sanzioni in base alla gravità e alla ripetitività di questa «mancanza». Eccola, l&#8217;ultima trovata. L&#8217;ha servita a tutti i tesserati Luciano Tola, presidente del Comitato italiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/facebook-internet-ed-e-mail-vietati-ad-arbitri-commissari-e-ufficiali-di-gara/2108411" target="_blank"><strong>L&#8217;espresso</strong></a></p>
<p>Sei arbitro di basket, o commissario di campo, oppure ufficiale di gara o ancora istruttore? Bene, e allora dimentica Facebook. Se hai un account chiudilo subito, altrimenti subirai sanzioni in base alla gravità e alla ripetitività di questa «mancanza». Eccola, l&#8217;ultima trovata. L&#8217;ha servita a tutti i tesserati Luciano Tola, presidente del Comitato italiano arbitri di basket.<br />
Nella sua direttiva d&#8217;inizio stagione, contenente le norme di comportamento per la stagione che va a cominciare, Tola ha vietato in modo assoluto ad arbitri, ufficiali e istruttori di rilasciare dichiarazioni anche a mezzo e-mail oppure su siti internet. E soprattutto, «divieto di partecipare a gruppi di discussione come quelli di ultima generazione (dei quali Facebook in Italia è il più diffuso,<strong> </strong>ndr), mailing list, forum, blog e tantomeno di esprimere giudizi sull&#8217;operato dei collghi e di qualsiasi altro tesserato della Fip, salvo espressa autorizzazione del presidente del Cia».</p>
<p><span id="more-523"></span>La cancellazione da mailing list, siti internet e Facebook dovrà essere, come Tola dice espressamente nella direttiva, definitiva. E a questo punto, dato che neanche nel calcio si è ardito arrivare a tanto, sgorga spontanea una domanda: dove finisce l&#8217;arbitro di basket e dove comincia la comune persona che lo interpreta? Perchè se un arbitro può anche dover osservare la riservatezza, quando si toglie divisa e fischietto riacquista tutti i diritti di qualsiasi altra persona. Dunque, anche quello di utilizzare come meglio crede Internet con tutti gli annessi e connessi.<br />
Il presidente Tola cerca di minimizzare: «Negli ultimi mesi si sono lette cose incredibili anche a proposito di baskettopoli e perfino sulle pagine dei Comitati regionali Fip: è una cosa che non possiamo accettare. Ma rileggendo la disposizione &#8211; ammette &#8211; mi rendo conto che andrà corretta immediatamente perchè non possiamo vietare determinate cose». Meglio tardi che mai&#8230;</p>
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		<title>Internet vietato agli arbitri: bando a chat e facebook</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/degenerazione/31-08-2009/internet-vietato-agli-arbitri-bando-a-chat-e-facebook.html</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 10:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Massimo Pandolfi
fonte: Quotidiano.net
Gli arbitri, è una vecchia storia, non possono parlare: devono solo fischiare, e bene possibilmente. Dall&#8217;altro giorno quelli del basket hanno un altro divieto: oltre alla lingua devono tenere a freno anche le mani. O meglio: è bene che le mani restino il più possibile lontane dai computer. Dal sito www.forlibasket.it, diretto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Massimo Pandolfi<br />
fonte: <a href="http://club.quotidianonet.ilsole24ore.com/pandolfi" target="_blank">Quotidiano.net</a></p>
<p>Gli arbitri, è una vecchia storia, non possono parlare: devono solo fischiare, e bene possibilmente. Dall&#8217;altro giorno quelli del basket hanno un altro divieto: oltre alla lingua devono tenere a freno anche le mani. O meglio: è bene che le mani restino il più possibile lontane dai computer. Dal sito www.forlibasket.it, diretto dall&#8217;attento Riccardo Girardi, scopro che è è vietato per gli arbitri di pallacanestro (ma anche per gli ufficiali di campo, i commissari speciali, gli istruttori: migliaia di persone in Italia, insomma), chattare, partecipare a forum, dialogare via facebook o con altri social network, addirittura essere iscritti a mailing-list.</p>
<p><span id="more-506"></span>La direttiva partita sabato scorso dalla Commissione Italiana Arbitri della Federbasket è chiara: ‘.. I tesserati appartenenti alle categorie sopraindicate, già registrati/iscritti a facebook e/o altri social network, blog, mailing list e simili dovranno disattivare il proprio account, cancellandosi in maniera definitiva. I tesserati non ancora registrati/iscritti non dovranno procedere all&#8217;attivazione di alcuni account personali sui predetti siti, blog e simili&#8217;.</p>
<p>E se uno non obbedisce? La Cia (è la commissione arbitri; non pensate male&#8230;) è perentoria: ‘Si invitano pertanto tutti gli interessati ad ottemperare a quanto previsto, dalla data odierna e comunque entro e non oltre il 5 settembre, rammentando loro che il mancato rispetto delle norme comporta provvedimenti in base alla gravità e alla ripetività della mancanza&#8217;.</p>
<p>Quindi se l&#8217;arbitro Pinco Pallino di serie Z di basket si sveglia il 6 settembre e dal suo profilo su facebook saluta gli amici dicendo: ‘Ho appena fatto colazione, è una bella giornata, vado al mare&#8217;, beh, magari viene sospeso, punito, multato, radiato o chissà cosa.</p>
<p>E&#8217; chiaro che un tale provvedimento susciterà, sta suscitando, un mare di polemiche nell&#8217;ambiente cestistico. Perché l&#8217;evidente preoccupazione dei capi della Federbasket di evitare che i loro iscritti si mettano a raccontare in rete vicende riservate inerenti al loro, diciamo così, lavoro, va a sbattere contro il dilagare moderno della rete stessa, utilizzata ormai con ben altri fini da milioni di iscritti. C&#8217;è chi è pronto ad adire le vie legali: ‘E&#8217; un provvedimento incostituzionale &#8211; ci dice un arbitro &#8211; Io mi dovrei cancellare dalla mailing list con cui la mia agenzia viaggi mi informa delle occasioni last minut? Ma dove siamo finiti, nel Medioevo?&#8217;.</p>
<p>Sarà interessante vedere se qualcuno ora seguirà la strada presa dalla Federbasket. Sport a parte: non so, il Consiglio Superiore della Magistratura vieterà ai magistrati di sfruttare le nuove risorse sociali della rete? E le parucchiere (fedeli custodi dei segreti di molte signore) potranno ancora chattare?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Su Facebook: &#8220;Legittimo torturare i clandestini&#8221;</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/degenerazione/27-08-2009/su-facebook-legittimo-torturare-i-clandestini.html</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 11:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[bossi]]></category>
		<category><![CDATA[clandestini]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: Repubblica.it
ROMA &#8211; &#8220;Immigrati clandestini: torturali! E&#8217; legittima difesa&#8221;. Lo sostiene una pagina Facebook chiamata &#8220;Lega Nord Mirano&#8221; a cui sono legati da &#8220;amicizia&#8221; oltre 400 persone. Accanto a nomi tradizionali della mitologia del Carroccio come &#8220;Attila flagello di Dio&#8221; e &#8220;Padano guerriero&#8221;, troviamo nomi eccellenti come Umberto Bossi e suo figlio Renzo, ideatore del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-10/lega-nord-mirano/lega-nord-mirano.html" target="_blank"><strong>Repubblica.it</strong></a></p>
<p>ROMA &#8211; &#8220;Immigrati clandestini: torturali! E&#8217; legittima difesa&#8221;. Lo sostiene una pagina Facebook chiamata &#8220;Lega Nord Mirano&#8221; a cui sono legati da &#8220;amicizia&#8221; oltre 400 persone. Accanto a nomi tradizionali della mitologia del Carroccio come &#8220;Attila flagello di Dio&#8221; e &#8220;Padano guerriero&#8221;, troviamo nomi eccellenti come Umberto Bossi e suo figlio Renzo, ideatore del gioco &#8220;Rimbalza il clandestino&#8221; (poi tolto da Fb dopo la denuncia di Repubblica.it).</p>
<p><span id="more-515"></span>Tra i nomi che si fanno notare anche Enzo Erminio Boso, già parlamentare leghista, e Roberto Cota, capogruppo alla Camera. Che dopo il divampare delle polemiche si è cancellato: &#8220;L&#8217;amicizia su Facebook si dà in buona fede a centinaia di soggetti ogni giorno e non si può in alcun modo essere responsabili delle condotte altrui&#8221;. Cota minimizza dunque la sua &#8220;amicizia&#8221; con la pagina xenofoba e invece se la prende con &#8220;il circuito mediatico impazzito&#8221; e con chi avrebbe utilizzato per questa pagina &#8220;un manifesto ritoccato graficamente&#8221; che &#8220;la Lega non ha mai ideato&#8221;. &#8220;Ho ovviamente fatto rimuovere subito l&#8217;amicizia a questa fantomatica pagina &#8211; conclude il capogruppo &#8211; e lo stesso farà Bossi&#8221;.</p>
<p>Lo stesso Umberto Bossi in serata prenderà le distanze spiegando che il suo partito &#8220;nulla ha a che fare con quello slogan&#8221;. &#8220;Il popolo leghista &#8211; dichiara &#8211; è troppo intelligente e ora basta che uno dica una stupidaggine&#8230; Non sanno come fermare la valanga. Può darsi che ci sia qualche pirla che la pensa così, ma noi siamo per aiutare gli immigrati a casa loro e non qui. Abbiamo milioni di immigrati e non abbiamo posti di lavoro&#8221;.</p>
<p>Anche il segretario della Lega Nord Mirano si è affrettato a disconoscere la pagina di Fb: &#8220;E&#8217; solo uno scherzo di cattivo gusto. Faremo delle indagini per capire chi è stato e se dovessi scoprire che è iscritto alla Lega non c&#8217;è dubbio che lo allontanerò all&#8217;istante&#8221;.</p>
<p>La pagina e soprattutto le sue amicizie, accordate e poi ritrattate, hanno comunque suscitato un vespaio di polemiche. Il primo a intervenire è stato Walter Veltroni: &#8220;Stamattina aprendo Facebook ho visto un&#8217;email inviatami da un&#8217;amica di Brescia: è la foto che la sezione di Mirano della Lega Nord usa come immagine di profilo. E&#8217; un manifesto con il simbolo della Lega e sotto la scritta Immigrati clandestini, torturarli è legittima difesa&#8221;. L&#8217;ex segretario del Partito democratico ha poi aggiunto: &#8220;Io credo che questo sia inaccettabile. E&#8217; contrario a ogni forma di civiltà, prima ancora che alla nostra storia e alla nostra tradizione di emigranti&#8221;. Veltroni ha perciò annunciato: &#8220;Chiederò al ministro degli Interni Maroni di adoperarsi perchè venga immediatamente cancellato&#8221;. E dopo avere letto le dichiarazioni di Cota e del segretario del Carroccio di Mirano, Veltroni aggiunge: &#8220;Ho visto che c&#8217;è stata una mezza smentita però per me è più una conferma che una smentita. E&#8217; solo l&#8217;ultimo episodio di un linguaggio barbaro, figlio di una cultura intollerante che deve essere combattuta con grande nettezza&#8221;.</p>
<p>In campo è sceso anche l&#8217;Osservatorio antiplagio chiedendo ai politici di prendere le distanze e alle autorità d&#8217;intervenire perchè la pagina venga cancellata&#8221;. Risposta anche dalla comunità di Facebook dov&#8217;è nato il gruppo &#8220;Cancelliamo la pagina della Lega Nord di Mirano&#8221; che in poche ore ha già centinaia di iscritti.</p>
<p>L&#8217;Arci, invece, presenterà un nuovo esposto alla Procura e chiederà all&#8217;opposizione parlamentare &#8220;di presentare con urgenza una mozione di sfiducia nei confronti di un ministro indegno di ricoprire tale ruolo&#8221;. Reazioni indignate anche dall&#8217;ex capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli, Paolo Cento (Verdi-Sinistra e libertà) e Marco Di Lello (Partito socialista).</p>
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		<title>DUE STUDENTI BARANO ALL&#8217;ESAME, &#8216;INCASTRATI DA FACEBOOK</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 11:11:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fonte: adnkronos.com
Barano all&#8217;esame scolastico ma vengono incastrati da Facebook. E&#8217; successo in Belgio, dove due studenti di un prestigioso istituto si sono visti attribuire il minimo dei voti, nientemeno che 0 su 20, per aver barato durante le prove scritte di un esame. Secondo quanto si legge sui quotidiani fiamminghi &#8216;De Standaard&#8217; e &#8216;Het Nieuwsblad&#8217;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/?id=3.0.3694154395" target="_blank"><strong>adnkronos.com</strong></a></p>
<p>Barano all&#8217;esame scolastico ma vengono incastrati da Facebook. E&#8217; successo in Belgio, dove due studenti di un prestigioso istituto si sono visti attribuire il minimo dei voti, nientemeno che 0 su 20, per aver barato durante le prove scritte di un esame. Secondo quanto si legge sui quotidiani fiamminghi &#8216;De Standaard&#8217; e &#8216;Het Nieuwsblad&#8217;, l&#8217;organo incaricato di esaminare le controversie riguardanti gli esami di Stato (il &#8216;Raad voor examenbetwistingen) ha stabilito che i contenuti del celebre &#8217;social network&#8217; hanno valore di prova in casi di frode.</p>
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		<title>Le Br su Facebook: &#8220;Ammazziamo il premier&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 07:28:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fonte: il Giornale
Milano - Su Facebook c&#8217;è tutto. Non è una novità. Ma ogni tanto la rete supera l&#8217;immaginazione, anche quella fatta col materiale degli incubi. Frugando fra le pagine del social network si passa dalle pagine dedicate a Madre Teresa di Calcutta ai fan club di Rocco Siffredi. Molto flocklore, niente di male. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=376884" target="_blank">il Giornale</a></strong></p>
<p><strong>Milano -</strong> Su Facebook c&#8217;è tutto. Non è una novità. Ma ogni tanto la rete supera l&#8217;immaginazione, anche quella fatta col materiale degli incubi. Frugando fra le pagine del social network si passa dalle pagine dedicate a Madre Teresa di Calcutta ai fan club di Rocco Siffredi. Molto flocklore, niente di male. Ma quando lo scherzo diventa istigazione a delinquere si scende nel penale.  <br />
<strong><br />
Brigatisti in Rete </strong>&#8220;Resuscitiamo le Brigate rosse e ammazziamo Berlusconi&#8221;, è questo il nome del delirante gruppo su Facebook. La descrizione lascia poco spazio all&#8217;interpretazione: &#8220;Ammazziamolo prima che ci faccia fuori tutti e si ritorni allo stato fascista mussoliniano&#8221;. Il gruppo fa capo a un profilo (senza foto) intestato a tal Mario Guevara&#8230; Nomen omen?</p>
<p><strong>Uno scherzo di cattivo gusto?</strong> Lo scherzo, di pessimo gusto, di un cyber navigatore? Forse, ma i 462 iscritti al gruppo e i 71 post che vanno dall&#8217;apologia delle Br alle ipotesi di omicidio, rendono inquietante la pagina di Facebook.</p>
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		<title>Usa: Gli americani preferiscono chattare su Facebook che fare colazione</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 10:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: newsfood.com
Washington &#8211; Il mattino in America inizia con un click, il rito della colazione può aspettare. Facebook, e-mail e Twitter, poi subito BlackBerry e i-phone. Come colonna sonora, il cellulare spara una suoneria polifonica. Caffé, uova e pancetta verranno dopo: surclassati dall&#8217;impulso tecnologico, non sono più la prima cosa a cui gli americani pensano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://newsfood.com/q/fd70e400/usa-gli-americani-preferiscono-chattare-su-facebook-che-fare-colazione/" target="_blank"><strong>newsfood.com</strong></a></p>
<p><em>Washington</em> &#8211; Il mattino in America inizia con un click, il rito della colazione può aspettare. Facebook, e-mail e Twitter, poi subito BlackBerry e i-phone. Come colonna sonora, il cellulare spara una suoneria polifonica. Caffé, uova e pancetta verranno dopo: surclassati dall&#8217;impulso tecnologico, non sono più la prima cosa a cui gli americani pensano al loro risveglio.   </p>
<p>A sancire il cambiamento di abitudini è il New York Times di oggi, che dedica un posto in prima pagina alla &#8216;hi-tech dipendenza&#8217; mattutina. Il fenomeno &#8211; dicono gli esperti &#8211; rappresenta una seria minaccia per l&#8217;american breakfast, tradizionalmente abbondante, sempre più spesso ridotto ad un caffé e un muffin di corsa, con gli occhi fissi allo schermo; non più un&#8217;occasione per stare in famiglia, guardarsi in faccia e, magari, augurarsi una buona giornata.   </p>
<p><span id="more-437"></span>I dati sul traffico wireless e on-line parlano chiaro: tra le 6 e le 7 di mattina si ha un vero e proprio balzo adrenalinico; ci raccontano un paese che si sveglia e subito mette mano al computer, prima ancora di accendere il tostapane.   </p>
<p>Il richiamo tecnologico funziona per tutti: se i professionisti non possono resistere a controllare l&#8217;e-mail o l&#8217;account su Twitter, per i ragazzini c&#8217;é l&#8217;ultimo record da battere al videogico, o i messaggini da inviare ai compagni di scuola. Poco importa se li si vedrà poco dopo, l&#8217;importante è comunicare, mettersi in rete, esserci, e farlo il prima possibile.   </p>
<p>C&#8217;é chi, per disintossicarsi, si è autoimposto dei limiti. &#8220;Niente BlackBerry a colazione, è la regola&#8221;, ha raccontato al New York Times un padre, vittima della tecnologia. &#8220;Devo ammettere però che quando vedo lo schermo lampeggiare per un messaggio non letto la tentazione è fortissima, faccio una gran fatica a non cedere davanti ai miei figli&#8221;. In altre famiglie la situazione è già compromessa da un pezzo: quattro persone chiuse in quattro stanze diverse, ognuna di fronte ad un pc, mentre il caffé si fredda in cucina, abbandonato a se stesso.    &#8220;Prima ci si alzava, si andava in bagno, ci si lavava i denti e si leggeva il giornale &#8211; ha detto Naomi S. Baron, professoressa di linguistica alla American University &#8211; Ora è tutto cambiato: la prima cosa che faccio è controllare la mail&#8221;.   </p>
<p>A casa Gude, in Michigan, si comunica da una camera all&#8217;altra via cellulare: il papà sveglia i ragazzi con un sms, tanto sa che il telefonino è sempre acceso. Facebook, poi, esercita il suo fascino fin dalle prime luci dell&#8217;alba: c&#8217;é chi effettua il log-in direttamente dal letto, prima ancora di mettere un piede a terra. Altro che routine familiari o pulsioni biologiche: quando la tecnologia chiama non c&#8217;é tempo da perdere. L&#8217;effetto &#8211; assicurano i diretti interessati &#8211; è molto più potente di qualsiasi doccia fredda o bibitone di caffeina.</p>
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