Fonte: CORRIERE DI COMO

Accesso per un’ora al giorno nel municipio del capoluogo
Facebook e chat distraggono i dipendenti? Comune e Provincia intervengono alla radice, “oscurando” tutti i siti che poco o nulla c’entrano con il lavoro degli impiegati pubblici. Con una sola differenza: mentre dai personal computer della Provincia non si può mai accedere a Facebook, in Comune i tecnici stanno pensando (come già accade nel municipio di Napoli) di limitarne l’accesso a un’ora al giorno.
Si potrebbe pensare a una misura “antifannulloni” firmata da Renato Brunetta, ma in realtà il ministro della Pubblica Amministrazione questa volta non c’entra. Sia Provincia che Comune dispongono di un filtro per la navigazione già da quattro anni. Un apposito software che – installato nel server che distribuisce ai terminali informatici la connessione alla rete mondiale Internet – è in grado di bloccare l’accesso a determinate categorie di siti.

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Fonte: DINOXPC

L´utilizzo dei computer e di Internet in azienda è stato sempre visto come uno stimolo a fare meglio e ad aumentare la produttività del personale. Eliminate le estenuanti ricerche, molte file agli sportelli per richiedere un documento o per pagare le tasse.

Ma come ogni strumento che si rispetti, anche il Web ha le sue controindicazioni. Così i lavoratori che stanno molte ore davanti al computer hanno trovato nuovi svaghi negli strumenti di comunicazione e condivisione offerti proprio da Internet.

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Facebook bloccato negli uffici pubblici

Scritto da odiofacebook il 19 Novembre 08 in Degenerazione, Dipendenza, Lavoro

Fonte: PCWORLD

La Pubblica Amministrazione ha dichiarato guerra a Facebook e ai siti di social networking, perché distraggono gli impiegati e sottraggono ore di lavoro. Ma non tutti la pensano allo stesso modo.

A quanto pare, i lavoratori della Pubblica Amministrazione non sono solo “fannulloni“, come li ha definiti il ministro Brunetta, ma anche propensi a distrarsi online, trascorrendo diverse ore a comunicare con amici e parenti, a scambiarsi fotografie e video, a espletare, insomma, tutte quelle pratiche del web che oggi vengono riassunte sotto il termine generico di social networking. E lo strumento principale per questo genere di attività è l’ormai famigerato Facebook, il sito attraverso il quale si può accedere a una comunità virtuale di amici in carne e ossa con cui trascorrere parecchie ore in piacevole compagnia.

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Aziende: guerra aperta a Facebook

Scritto da odiofacebook il 19 Novembre 08 in Degenerazione, Dipendenza, Lavoro

Fonte: hardware & gadget

Il fenomeno sociale del momento, Facebook, che ha oscurato anche il celeberrimo mondo di Second Life, sembra essere nel pieno di una bufera causata dalle aziende, che lo accusano di essere la principale fonte di distrazione per i propri dipendenti.

Sempre più persone che lavorano in ufficio, infatti, utilizzerebbero i social network ed altri strumenti di comunicazione in maniera sistematica e massiva, con conseguente calo del proprio livello di produttività.

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Aziende in guerra con Facebook

Scritto da odiofacebook il 19 Novembre 08 in Degenerazione, Lavoro

Fonte: la Repubblica.it

Sono quasi 4700 gli aderenti al gruppo “Cazzeggio al lavoro con Facebook”. Molti? Pochissimi: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo “Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca”. E però si vede che i cazzeggiatori alla scrivania sono molti di più di questi autodenunciati, se Poste Italiane si è decisa a negare l’accesso al sito di social network per i suoi dipendenti, se in Regione Lombardia e Veneto si medita di fare la stessa cosa, e se al comune di Napoli l’hanno razionato. Un’ora al giorno, suddiviso in frazioni di 10 minuti l’una. E a Facebook va già bene: il blog di Beppe Grillo è completamente inibito alla visione dei dipendenti comunali napoletani.

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Fonte: RAINEWS 24

Licenziati in tronco per aver “sparlato” di alcuni passeggeri e della stessa compagnia. I vertici della Virgin Atlantic, di proprietà di Richard Branson venuti a conoscenza dell’accaduto, non hanno gradito e ha punito immediatamente i responsabili.

“La Virgin Atlantic conferma che 13 dipendenti lasceranno la compagnia”, ha fatto sapere l’aerolinea in una nota, spiegando che la decisione e’ stata presa “dopo che lo svolgimento di indagini ha scoperto sul social network Facebook 13 dipendenti che gettavano discredito sulla compagnia e insultavano alcuni dei nostri passeggeri”. La compagnia, infine, ha riconosciuto che “c’e’ un un tempo e uno spazio” per l’utilizzo di Facebook, che “non puo’ diventare la cassa di risonanza per critiche a compagnie e passeggeri”.

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