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	<title>Odio Facebook &#187; Privacy</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>George Clooney: &#8220;Meglio una colonscopia di Facebook!&#8221;</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/16-09-2009/george-clooney-meglio-una-colonscopia-di-facebook.html</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 10:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[colonscopia]]></category>
		<category><![CDATA[george clooney]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: gossipblog
George Clooney e le sue gag: una fa appena in tempo a riprendersi dalle dichiarazioni dei due mattacchioni Brad Pitt e Matt Damon e a illudersi che la Canalis sia davvero riuscita ad arpionarlo dando vita al duetto dei Geor-Nalis, o almeno a portare i siti stranieri ad occuparsi di una femmina italiana che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.gossipblog.it/post/10580/george-clooney-e-i-social-network-meglio-una-colonscopia-di-facebook" target="_self"><strong>gossipblog</strong></a></p>
<p>George Clooney e le sue gag: una fa appena in tempo a riprendersi dalle dichiarazioni dei due mattacchioni Brad Pitt e Matt Damon e a illudersi che la Canalis sia davvero riuscita ad arpionarlo dando vita al duetto dei Geor-Nalis, o almeno a portare i siti stranieri ad occuparsi di una femmina italiana che non sia Noemi, che quello se ne esce con una dichiarazione del genere:</p>
<blockquote><p>&#8220;Preferirei farmi fare una colonscopia (eufemismo) da un tizio con le dita gelide piuttosto che avere una pagina su Facebook!&#8221;</p></blockquote>
<p>Ok, lui stava parlando molto seriamente dell&#8217;invadenza dei social network e della sempre più ossessiva presenza di determinate applicazioni nella vita di chi non riesce a dominarle. Stava dicendo che un conto è posare sul red carpet per farsi fotografare e un conto caricare le foto di ogni singolo momento su Twitter.</p>
<p>Ok ma proprio la colonscopia come esempio doveva scegliere? E il dettaglio delle mani fredde?</p>
<p>Canalis, ti preghiamo, pensaci tu a fargli (e farci) passare gli incubi la notte!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Facebook, Internet ed e-mail vietati ad arbitri, commissari e ufficiali di gara</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/02-09-2009/facebook-internet-ed-e-mail-vietati-ad-arbitri-commissari-e-ufficiali-di-gar.html</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 07:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[arbitri]]></category>
		<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[divieto]]></category>
		<category><![CDATA[tola]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: L&#8217;espresso
Sei arbitro di basket, o commissario di campo, oppure ufficiale di gara o ancora istruttore? Bene, e allora dimentica Facebook. Se hai un account chiudilo subito, altrimenti subirai sanzioni in base alla gravità e alla ripetitività di questa «mancanza». Eccola, l&#8217;ultima trovata. L&#8217;ha servita a tutti i tesserati Luciano Tola, presidente del Comitato italiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/facebook-internet-ed-e-mail-vietati-ad-arbitri-commissari-e-ufficiali-di-gara/2108411" target="_blank"><strong>L&#8217;espresso</strong></a></p>
<p>Sei arbitro di basket, o commissario di campo, oppure ufficiale di gara o ancora istruttore? Bene, e allora dimentica Facebook. Se hai un account chiudilo subito, altrimenti subirai sanzioni in base alla gravità e alla ripetitività di questa «mancanza». Eccola, l&#8217;ultima trovata. L&#8217;ha servita a tutti i tesserati Luciano Tola, presidente del Comitato italiano arbitri di basket.<br />
Nella sua direttiva d&#8217;inizio stagione, contenente le norme di comportamento per la stagione che va a cominciare, Tola ha vietato in modo assoluto ad arbitri, ufficiali e istruttori di rilasciare dichiarazioni anche a mezzo e-mail oppure su siti internet. E soprattutto, «divieto di partecipare a gruppi di discussione come quelli di ultima generazione (dei quali Facebook in Italia è il più diffuso,<strong> </strong>ndr), mailing list, forum, blog e tantomeno di esprimere giudizi sull&#8217;operato dei collghi e di qualsiasi altro tesserato della Fip, salvo espressa autorizzazione del presidente del Cia».</p>
<p><span id="more-523"></span>La cancellazione da mailing list, siti internet e Facebook dovrà essere, come Tola dice espressamente nella direttiva, definitiva. E a questo punto, dato che neanche nel calcio si è ardito arrivare a tanto, sgorga spontanea una domanda: dove finisce l&#8217;arbitro di basket e dove comincia la comune persona che lo interpreta? Perchè se un arbitro può anche dover osservare la riservatezza, quando si toglie divisa e fischietto riacquista tutti i diritti di qualsiasi altra persona. Dunque, anche quello di utilizzare come meglio crede Internet con tutti gli annessi e connessi.<br />
Il presidente Tola cerca di minimizzare: «Negli ultimi mesi si sono lette cose incredibili anche a proposito di baskettopoli e perfino sulle pagine dei Comitati regionali Fip: è una cosa che non possiamo accettare. Ma rileggendo la disposizione &#8211; ammette &#8211; mi rendo conto che andrà corretta immediatamente perchè non possiamo vietare determinate cose». Meglio tardi che mai&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Facebook potrebbe cambiare i termini privacy dopo il caso-Canada</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/31-08-2009/facebook-potrebbe-cambiare-i-termini-privacy-dopo-il-caso-canada.html</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 10:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[canada]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giovanni Carzana
fonte: ciao people magazine
Facebook sarebbe pronto a cambiare le impostazioni per la privacy degli utenti: dopo il caso del Canada i responsabili del social network stanno pensando a questa novità.
Facebook e la privacy sono un tema &#8220;caldo&#8221; di internet. Ebbene, dopo l&#8217;indagine effettuata in Canada, il social network potrebbe modificare una parte dei termini. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Giovanni Carzana<br />
fonte: </strong><a href="http://magazine.ciaopeople.com/Cellulari_Web-10/Internet_&amp;_dintorni-31/Facebook_potrebbe_cambiare_i_termini_privacy_dopo_il_caso-Canada-12989" target="_blank"><strong>ciao people magazine</strong></a></p>
<p>Facebook sarebbe pronto a cambiare le impostazioni per la privacy degli utenti: dopo il caso del Canada i responsabili del social network stanno pensando a questa novità.</p>
<p><strong>Facebook </strong>e la <strong>privacy </strong>sono un tema &#8220;caldo&#8221; di internet. Ebbene, dopo l&#8217;indagine effettuata in <strong>Canada</strong>, il social network potrebbe modificare una parte dei <strong>termini</strong>. La novità è stata annunciata da alcuni responsabili di Facebook.</p>
<p><span id="more-504"></span>Il garante per la privacy del Canada ha effettuato un&#8217;indagine su questi temi, con la collaborazione del sito stesso. Lo studio è durato <strong>più di un anno</strong>.</p>
<p>Facebook ha comunicato che aumenterà i sistemi per garantire la privacy agli iscritti e che a cambiare saranno anche le policy. Dal garante del Canada è arrivato l&#8217;invito a Facebook di essere<strong> più chiaro </strong>con gli utenti in merito alla gestione dei dati personali. Inoltre al social network è stato intimato anche di essere più severo con gli<strong> autori </strong>delle <strong>applicazioni </strong>diffuse sul sito, i quali possono usufruire dei dati degli utenti.</p>
<p>Quella della privacy, di Facebook e di internet è una questione quanto mai attuale in Italia e nel mondo. Il presidente dell&#8217;<strong>Autorità Garante per la Privacy</strong>, nel nostro Paese, è <strong>Francesco Pizzetti</strong>, che a maggio sul blog di Vittorio Zambardino ha dichiarato: &#8220;la rete ha introdotto una nuova realtà. Ha duplicato la nostra esistenza, creando una dimensione non locale e virtuale, che ha regole del tutto diverse da quelle che vigono nella realtà in cui siamo vissuti per migliaia di anni. E&#8217; però una dimensione che influisce &#8211; lo vedremo -  sulla vita reale. E la globalizzazione, che internet ha reso possibile e che con internet ha interagito, ha creato un vuoto di regole, di autorità regolatrici sovranazionali e soprattutto un vuoto di consapevolezza nelle persone&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le rubano l&#8217;identità (su facebook?) e i soldi</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/29-08-2009/le-rubano-lidentita-su-facebook-e-i-soldi.html</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 11:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Diego Nieri
Fonte: Il Giornare di Vicenza
Vicenza. È uno dei rischi dei social network: quello di inserire su internet, e cioè a disposizione di tutti, la propria foto e i propri dati personali, fra cui la data di nascita. Lo sa bene una donna vicentina, Silvia B., 35 anni, dipendente pubblica, che nelle scorse settimane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Diego Nieri<br />
Fonte: </strong><a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/81786_le_rubano_lidentit_su_facebook_e_i_soldi/" target="_blank"><strong>Il Giornare di Vicenza</strong></a></p>
<p><strong>Vicenza.</strong> È uno dei rischi dei social network: quello di inserire su internet, e cioè a disposizione di tutti, la propria foto e i propri dati personali, fra cui la data di nascita. Lo sa bene una donna vicentina, Silvia B., 35 anni, dipendente pubblica, che nelle scorse settimane ha sporto denuncia ai carabinieri per truffa e sostituzione di persona. Qualcuno, nel giro di qualche settimana, presentandosi a nome suo e con documenti fasulli a lei intestati, ha aperto un conto corrente ed ha fatto una serie di acquisti attivando dei finanziamenti. Ora la vicentina si trova con un debito complessivo di circa 25 mila euro, senza sapere chi ringraziare.</p>
<p><span id="more-511"></span>Ma procediamo con ordine. Silvia è iscritta da tempo a facebook, il social network su internet per contattare vecchi e nuovi amici. Nelle pagine pubbliche, cioè quelle consultabili anche da chi non è riconosciuto come &#8220;amico&#8221;, sono disponibili dei dati: oltre a nome e cognome, la fotografia, la città dove si vive e la data di nascita. Fra l&#8217;altro, nel caso di Silvia, con una piccola ricerca sempre su internet era possibile trovare anche il suo indirizzo di casa e il numero di telefono fisso dei suoi genitori, tutti pubblicati su un sito web al quale si è iscritta coltivando un hobby.<br />
Una truffatrice, che probabilmente deve avere una somiglianza fisica con Silvia, ha preso nota dei suoi dati e si è attivata per costruirsi in casa &#8211; o farsi realizzare da qualche falsario &#8211; una carta d&#8217;identità contraffatta con i dati della vicentina. Ed ha pensato alla maniera per far fruttare quel documento illecito.<br />
La truffatrice si è recata in Svizzera, al confine con l&#8217;Italia, dopo aver aperto un conto corrente in una banca lombarda, nel quale aveva depositato pochi soldi. Ha acquistato una vettura &#8211; una Ford Focus &#8211; e al concessionario ha presentato la sua carta d&#8217;identità falsa e una busta paga, ottenendo un finanziamento. Nel giro di qualche giorno, poi, ha fatto incetta di elettrodomestici e altre apparecchiature (cellulari, navigatori, dvd, stereo) comprandoli in centri commerciali diversi sempre con il medesimo sistema. Per tutti i venditori il riferimento era Silvia B. di Vicenza.<br />
In realtà, sono bastate le prime rate per fare andare in rosso quel conto corrente. E a Silvia sono iniziate ad arrivare raccomandate e telefonate per segnalarle che il conto era in rosso, che c&#8217;erano le rate da pagare e che i conti non tornavano.<br />
Alla prima chiamata Silvia ha pensato ad un errore. Poi si è resa conto che qualcosa non funzionava, ed ha fatto presente che lei di conti in Lombardia e di auto in Svizzera non ne sapeva nulla. «Non ci sono neanche mai stata», ha spiegato più volte. Alla fine, consigliata da un legale, si è rivolta in caserma per raccontare quanto le è accaduto. I cosiddetti &#8220;furti d&#8217;identità&#8221; sono invero più frequenti di quanto non si creda, e il fenomeno dei social network è destinato a vederli aumentare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Facebook: preservare la nostra privacy (seconda parte)</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/19-08-2009/facebook-preservare-la-nostra-privacy-seconda-parte.html</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 14:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[gianluca rini]]></category>
		<category><![CDATA[profilo]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Gianluca Rini
Fonte: oneitsecurity
Nella prima parte dell&#8217;articolo abbiamo visto come gestire alcune tra le più importanti opzioni di configurazione del nostro profilo di Facebook per preservare la nostra privacy e impedire che i nostri dati e le foto in cui compariamo finiscano nelle mani sbagliate.
A volte possiamo avere l&#8217;esigenza di pubblicare delle foto che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Gianluca Rini<br />
Fonte: </strong><a href="http://www.oneitsecurity.it/19/08/2009/facebook-preservare-la-nostra-privacy-seconda-parte/" target="_blank"><strong>oneitsecurity</strong></a></p>
<p>Nella prima parte dell&#8217;articolo abbiamo visto come gestire alcune tra le più importanti opzioni di <strong>configurazione</strong> del nostro profilo di Facebook per preservare la nostra privacy e impedire che i nostri dati e le foto in cui compariamo finiscano nelle mani sbagliate.</p>
<p>A volte possiamo avere l&#8217;esigenza di <strong>pubblicare delle foto</strong> che ci riguardano che non vogliamo però far vedere indistintamente a tutte le persone che abbiamo nella nostra lista degli amici. Possiamo a questo proposito creare un album fotografico e specificare le relative eccezioni.</p>
<p> </p>
<p><span id="more-502"></span>Nella pagina di creazione dell&#8217;<strong>album</strong> possiamo scegliere, nella casella &#8220;privacy&#8221;, appena sotto la parte dedicata alla descrizione, la voce &#8220;personalizza&#8221; e nella successiva scheda che si aprirà lasciare nella casella &#8220;reti&#8221; la voce &#8220;nessuna delle mie reti&#8221; e poi inserire i nomi o le liste degli amici ai quali vogliamo permettere la visualizzazione dell&#8217;album nella casella &#8220;eccetto&#8221;.</p>
<p>Occupiamoci adesso delle impostazioni da assegnare per regolare chi può <strong>scrivere i messaggi</strong> nella nostra bacheca e chi può visualizzare quelli già inseriti. Spostiamoci nella pagina Privacy -Profilo e scendiamo fino a trovare la voce &#8220;messaggi in bacheca&#8221;. Qui scegliamo nel dettaglio chi può scrivere nella nostra pagina.</p>
<p>Adesso torniamo alla nostra pagina del profilo personale e clicchiamo su &#8220;opzioni&#8221;, appena sotto la casella di scrittura dello stato personale. Subito dopo clicchiamo sulla scheda &#8220;impostazioni&#8221; e scorriamo nella pagina fino a raggiungere l&#8217;opzione &#8220;notizie pubblicate da amici&#8221;. Attraverso il menu a tendina possiamo scegliere chi può <strong>visualizzare i messaggi</strong> scritti nella nostra bacheca personale.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>informazioni del profilo</strong>, spostiamoci nella scheda &#8220;info&#8221; e clicchiamo su &#8220;modifica&#8221; accanto alla voce &#8220;informazioni di contatto&#8221;. Compariranno dei piccoli lucchetti sulla destra della pagina accanto ad ogni informazione. Clicchiamoci sopra per decidere chi può vedere la voce corrispondente.</p>
<p>A questo proposito, facciamo attenzione soprattutto al nostro <strong>numero di cellulare</strong>, che viene inserito da Facebook automaticamente se richiediamo la conferma tramite SMS. Ricordiamoci di modificare questa opzione per evitare spiacevoli telefonate da gente che non conosciamo.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>California: Facebook alla sbarra per violazione della privacy</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/senza-categoria/19-08-2009/california-facebook-alla-sbarra-per-violazione-della-privacy.html</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 14:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[california]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: Il Giornale.it
Facebook alla sbarra. Cinque cittadini californiani hanno fatto causa a Facebook per violazione della privacy e utilizzo di informazioni personali senza il consenso degli utenti. La denuncia, di quaranta pagine, è stata depositata presso la Corte Superiore della Orange County, in California. L&#8217;accusa al social network è di violare le leggi statali sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=375141" target="_blank">Il Giornale.it</a></strong></p>
<p>Facebook alla sbarra. Cinque cittadini californiani hanno fatto causa a Facebook per violazione della privacy e utilizzo di informazioni personali senza il consenso degli utenti. La denuncia, di quaranta pagine, è stata depositata presso la Corte Superiore della Orange County, in California. L&#8217;accusa al social network è di violare le leggi statali sulla privacy e di fornire informazioni personali a soggetti terzi. Secondo i cinque utenti, Facebook avrebbe condotto &#8220;ricerche e raccolte di dati&#8221; senza l&#8217;approvazione dei membri. Alcuni siti americani riferiscono che le parti lese sono due ragazzini di meno di 13 anni, un utente della versione originale di Facebook, un fotografo professionista e un&#8217;attrice-modella. I cinque chiedono che l&#8217;azione legale si tramuti presto in processo e che Facebook paghi loro danni e spese legali. Un portavoce di Facebook si è limitato a dire che l&#8217;azienda ritiene ingiustificata la denuncia e si prepara a respingere in pieno le accuse.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Facebook ha l&#8217;ambizione di dominare il mondo della rete?</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/17-08-2009/facebook-ha-lambizione-di-dominare-il-mondo-della-rete.html</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 14:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[dominio]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[walled garden]]></category>

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		<description><![CDATA[di Antonio Dini
Fonte: Macity
I grandi social network crescono rapidamente. È la loro era. E in particolare quello creato dal giovane Mark Zuckerberg sta crescendo in maniera inquietante. Dopo l&#8217;acquisizione di FriendFeed, inoltre, potrebbe aver trovato la chiave per realizzare i suoi sogni di dominare il mondo digitale. Vediamo perché.
Potrebbero essere stati i 47,5 milioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Antonio Dini<br />
Fonte: </strong><a href="http://www.macitynet.it/macity/aA39331/facebook_ha_lambizione_di_dominare_il_mondo_della_rete.shtml" target="_blank"><strong>Macity</strong></a></p>
<p><strong>I grandi social network crescono rapidamente. È la loro era. E in particolare quello creato dal giovane Mark Zuckerberg sta crescendo in maniera inquietante. Dopo l&#8217;acquisizione di FriendFeed, inoltre, potrebbe aver trovato la chiave per realizzare i suoi sogni di dominare il mondo digitale. Vediamo perché.</strong></p>
<p>Potrebbero essere stati i 47,5 milioni di dollari meglio spesi nella storia della tecnologia. Almeno, di recente. La mossa di Facebook, che pochi giorni fa ha comprato FriendFeed, piattaforma social media per pochi intimi, pare essere stata micidiale e ben calibrata. Almeno lo sostiene il Washington Post in una lunga analisi degna di nota perché pone un interrogativo significativo.</p>
<p><span id="more-497"></span>Può darsi che Facebook, che solo un anno e mezzo fa cercava di comprare per quasi 800 milioni Twitter (senza riuscirci) adesso abbia azzeccato la mossa per vincere la guerra dei social media? E che sia candidato a diventare un punto di partenza e di arrivo per milioni e milioni di unteti in tutto il mondo? Una sorta di giardino dell&#8217;Eden dal quale non c&#8217;è più bisogno di &#8220;uscire&#8221;, cioè di collegarsi ad altri siti?</p>
<p>Il punto è importante perché, a quanto pare, nel mondo della tecnologia di rete e soprattutto dei social network chi vince, vince tutto. Chi arriva primo distrugge tutti gli avversari. Senza tema di recuperi o di nicchie. Le piattaforme sono totalizzanti e schiacciano, mettendo del tutto fuori gioco gli avversari. Basta guardare Windows, e poi l&#8217;iPod-iPhone e decine di altri esempi. Il caso qui è lampante: Facebook si sta candidando a diventare la piattaforma del futuro per i social network.</p>
<p>La mossa è garantita da FriendFeed, tra gli altri, perché il sistema permette di aggregare e far transitare un melange di differenti informazioni, una fricassea mista di dati provenienti da fili infiniti di Rss basato su Xml mescolato da fonti e da sorgenti dei tipi più vari. Insomma, FriendFeed rischia di essere una delle &#8220;armi&#8221; più potenti per Facebook e per il suo desiderio di creare una comunità che viva non solo dentro internet ma anche e soprattutto dentro uno speciale &#8220;walled garden&#8221;.</p>
<p>L&#8217;inquietante interrogativo, solo l&#8217;ultimo di una lunga serie per quanto riguarda il Web 2.0 e i social network, è così arrivato sul tavolo. Quanto potrà cambiare la rete, mano a mano che la sua popolazione originaria si diluisce in un melting pot fatto di nuovi arrivi, attratti dalla parte sociale e non da quella tecnologica? Sarà ancora una rete di libertà e creatività e innovazione digitale, o diventerà come i grandi centri commerciali alla domenica pomeriggio, stracolma di gente che non ha niente da fare se non ciondolare a destra e a sinistra? Inquietudini e interrogativi per il futuro ai quali in molti non vogliono ancora dare una risposta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Facebook: preservare la nostra privacy (prima parte)</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/13-08-2009/facebook-preservare-la-nostra-privacy-prima-parte.html</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 11:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[dati sensibili]]></category>
		<category><![CDATA[documenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Di: Gianluca Rini
Fonte: oneitsecurity
Uno dei motivi che allontana molti dall&#8217;idea di iscriversi al social network più famoso del momento è la gestione delle impostazioni della privacy, che spesso non sono molto chiare e potrebbero portare ad inconvenienti spiacevoli.
A queste voci fanno eco le numerose notizie di cui si è parlato negli ultimi mesi, che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di: Gianluca Rini<br />
Fonte: </strong><a href="http://www.oneitsecurity.it/13/08/2009/facebook-preservare-la-nostra-privacy-prima-parte/" target="_blank"><strong>oneitsecurity</strong></a></p>
<p>Uno dei motivi che allontana molti dall&#8217;idea di iscriversi al social network più famoso del momento è la gestione delle <strong>impostazioni della privacy</strong>, che spesso non sono molto chiare e potrebbero portare ad inconvenienti spiacevoli.</p>
<p>A queste voci fanno eco le numerose notizie di cui si è parlato negli ultimi mesi, che hanno visto come protagonisti dipendenti di amministrazioni o aziende licenziati per una cattiva gestione delle informazioni personali e degli &#8220;stati&#8221; sul proprio profilo che sono finiti sotto gli occhi del capo.</p>
<p> </p>
<p><span id="more-439"></span>Pochi però sanno che è possibile <strong>personalizzare</strong> al massimo le impostazioni del proprio account per tenere foto, stati, bacheca e informazioni di qualsiasi tipo sempre sotto controllo, in modo da controllare nel dettaglio quali persone possono vedere i nostri dati inseriti sul portale.</p>
<p>Innanzitutto, come possiamo facilmente vedere scrivendo il nostro nome su Google, tra i risultati delle ricerche compare il link al nostro profilo su Facebook. Se vogliamo evitare questa indicizzazione &#8220;forzata&#8221;, dopo aver effettuato il login, andiamo nella pagina Privacy &#8211; Risultati della ricerca del nostro profilo e in corrispondenza della voce &#8220;Elenco di ricerca pubblico&#8221; togliamo la spunta dalla casellina che si trova subito sotto.</p>
<p>Nella stessa pagina, attraverso la prima voce, dal nome &#8220;Visibilità nella ricerca&#8221;, possiamo decidere chi può trovarci utilizzando il <strong>motore di ricerca interno</strong>. Si tratta di un&#8217;opzione utile se non vogliamo che chiunque possa trovarci sul portale.</p>
<p>Uno dei problemi più grandi per la nostra privacy è la <strong>gestione delle foto</strong> in cui siamo taggati. Un&#8217;immagine poco seria che ci ritrae, messa online per errore, può girare sul network in modo molto rapido e per questo motivo è necessario impostare delle restrizioni a queste foto. Andiamo in Privacy &#8211; Profilo e impostiamo le nostre preferenze accanto alla voce &#8220;Foto in cui sei taggato/a&#8221;. Se scegliamo la voce &#8220;personalizza&#8221; possiamo decidere nel dettaglio di specificare alcuni nomi esatti degli amici ai quali vogliamo permettere la visualizzazione di queste foto.</p>
<p>Nella seconda parte dell&#8217;articolo vedremo come impostare le restrizioni per la visualizzazione dei nostri album fotografici, come gestire la visualizzazione dei messaggi scritti dagli amici nella nostra bacheca personale e come selezionare i permessi per la visualizzazione delle nostre informazioni di contatto.</p>
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		<title>RICATTA LA SUA AMANTE CON FOTO HARD, ARRESTATO A PALERMO</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/amore/13-08-2009/ricatta-la-sua-amante-con-foto-hard-arrestato-a-palermo.html</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 10:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[amante]]></category>
		<category><![CDATA[arrestato]]></category>
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		<category><![CDATA[hard]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: AGI News On
Palermo, 12 ago. &#8211; Ha ricattato la sua amante con la minaccia di diffondere foto hard riprese durante i loro incontri erotici. Questa l&#8217;accusa nei confronti di Alessandro Passantino, 46 anni, arrestato a Palermo da poliziotti del commissariato &#8220;Libertà&#8221;. Dovra&#8217; rispondere di estorsione aggravata. Vittima una donna tedesca con cui aveva allacciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: <a href="http://www.agi.it/palermo/notizie/200908121336-cro-rt11107-ricatta_la_sua_amante_con_foto_hard_arrestato_a_palermo" target="_blank">AGI News On</a></p>
<p>Palermo, 12 ago. &#8211; Ha ricattato la sua amante con la minaccia di diffondere foto hard riprese durante i loro incontri erotici. Questa l&#8217;accusa nei confronti di Alessandro Passantino, 46 anni, arrestato a Palermo da poliziotti del commissariato &#8220;Libertà&#8221;. Dovra&#8217; rispondere di estorsione aggravata. Vittima una donna tedesca con cui aveva allacciato una relazione sentimentale dopo averla conosciuta su Facebook.</p>
<p>La donna aveva accettato di farsi riprendere nel corso dei loro giochi erotici, ma un giorno aveva scoperto il codice pin della sua carta bancomat annotato sul cellulare di Passantino e aveva deciso di troncare ogni rapporto con lui e chiedere la consegna delle foto compromettenti. Passantino ha subito rifiutato, e&#8217; giunto fino a mostrare alla vittima una pistola. Giorni dopo, via sms, le ha chiesto 5.000 euro per le immagini erotiche. La tedesca pero&#8217; lo ha denunciato alla polizia e d&#8217;intesa con gli investigatori ha concordato con Passantino un appuntamento per la consegna del denaro. L&#8217;uomo ad attenderlo ha trovato i poliziotti che lo hanno arrestato. Nella sua abitazione e&#8217; stato sequestrato un revolver calibro 8 a salve ma privo di tappo rosso e con 5 cartucce inserite.</p>
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		<title>Non si ferma l&#8217;attacco DDOS nei confronti di Twitter, Facebook e Google</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/12-08-2009/non-si-ferma-lattacco-ddos-nei-confronti-di-twitter-facebook-e-google.html</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 13:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[ddos]]></category>
		<category><![CDATA[hacker]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Raffaello De Masi
Fonte: Techup
Più grave di quanto si immaginava, il problema continua a persistere 
Sempre preoccupanti le notizie riguardanti l&#8217;attacco di DDOS (Distribuited Denial Of Service) che ha colpito alla fine della settimana scorsa Twitter e, meno gravemente, Facebook, Google Blogger e LiveJournal.
Lo riferisce Chad Etzel, progettista del gruppo di sviluppo applicativo della piattaforma Twitter, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Di Raffaello De Masi<br />
Fonte: <a href="http://www.techup.it/news/non_si_ferma_attacco_ddos_nei_confronti_Twitter_Facebook_Google-02206" target="_blank">Techup</a></h4>
<h4>Più grave di quanto si immaginava, il problema continua a persistere </h4>
<p>Sempre preoccupanti le notizie riguardanti <strong>l&#8217;attacco di DDOS (Distribuited Denial Of Service) che ha colpito alla fine della settimana scorsa Twitter e, meno gravemente, Facebook, Google Blogger e LiveJournal.</strong></p>
<p>Lo riferisce Chad Etzel, progettista del gruppo di sviluppo applicativo della piattaforma Twitter, riferendo che <strong>l&#8217;attacco &#8220;non ha diminuito la sua intensità nel weekend e non accenna a decrescere&#8221;.</strong></p>
<p><span id="more-443"></span>La conseguenza è rappresentata essenzialmente da un <strong>alto livello delle misure di difesa messe in atto</strong>, nelle prime ore dell&#8217;episodio, dallo staff di Twitter.</p>
<p>Le notizie immediatamente diffuse dopo l&#8217;allarme iniziale parlavano di un attacco avvenuto attraverso applicazioni messe a punto da terze parti; ciononostante, in un successivo comunicato, gli stessi portavoce riferivano che la disabilitazione di queste applicazioni aggiuntive non consentiva di risolvere il fenomeno.</p>
<p>Il problema si presenta particolarmente grave, considerando che lo stesso Etzel ha chiaramente confessato che <strong>non esiste attualmente alcuna efficace strategia per contrastare definitivamente l&#8217;accaduto</strong>, anche dopo che l&#8217;intero staff è stato chiamato ad affrontare l&#8217;emergenza attraverso un lavoro che è continuato, senza interruzioni, per tutto il weekend.</p>
<p>Contemporaneamente anche gli altri siti citati hanno sofferto di problemi analoghi, primo tra tutti Google Blogger che ha riferito che una piccola percentuale di utenti ha denunciato una serie di errori nei messaggi scambiati durante il pomeriggio di sabato.</p>
<p>Più prudentemente, Google ha riferito di avere già in atto misure di difesa adeguate, anche se non è andata oltre questa dichiarazione fornendo particolari tecnici sulle metodologie utilizzate.</p>
]]></content:encoded>
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