L’ombra del Grande Fratello su Facebook in Uk

Scritto da odiofacebook il 27 Marzo 09 in Privacy

Fonte: vnunet.it

Il Governo britannico, guidato da Gordon Brown, vuole “spiare” le identità dei profili su Facebook, MySpace e Bebo. Contro il fenomeno delle baby gang e del cyber-terrorismo

La Gran Bretagna oscilla tra la tutela della privacy su Google Street View e lo spionaggio in stile Big Brother sui siti di social network come Facebook, MySpace e Bebo. Succede infatti che il Governo britannico, guidato da Gordon Brown, abbia espresso la voglia di “spiare” le identità dei profili su Facebook, per combattere il fenomeno delle baby gang e quello del cyber-terrorismo.

I circa 25 milioni di utenti del Web 2.0 britannico, dovranno vedersela con un Big brother governativo? Secondo il giornale The Independent, il piano di “spionaggio 2.0″ prevederebbe la catalogazione di una gamma di informazioni su ogni telefonata, email, accesso a internet effettuate dal Regno Unito.

Il Grande Fratello Britannico potrebbe quindi presto contare non solo su migliaia di telecamere per la videosorveglianza, ma anche su una sorta di intrusione 2.0.

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Tra gli amici di Facebook 13 criminali: licenziato

Scritto da odiofacebook il 23 Marzo 09 in Privacy

Fonte: LEGGO

Un agente di polizia penitenziaria che lavorava al carcere di Leicester, in Gran Bretagna, è stato licenziato perché conosceva troppi criminali. Sembra inverosimile, eppure è vero. Nathan Singh, 27 anni, era stato messo sotto inchiesta perché sospettato di fornire telefonini e altri oggetti proibiti ai carcerati, ma tutto si dissolse in una bolla di sapone: nell’inchiesta però, si scoprì che Singh aveva, tra i suoi amici di Facebook, ben 13 persone con precedenti penali. Uno di loro, il 28enne Tyrone Leadeatt, appariva in una foto con Singh prima di venire condannato a due anni e mezzo per frode. Un altro, il 37enne Mark Simmonds, nel ‘95 uccise un uomo fuori da un nightclub ed è stato in carcere fino al 2005. Un terzo “amico”, Daimi O’Brien, 26 anni, si beccò due anni per rissa, mentre un quarto, Myron Wallace, fu condannato a cinque anni per spaccio di droga e tentato depistaggio delle indagini. “Qualche volta aprivo la mia pagina di Facebook e c’erano delle richieste di amicizia, che spesso accettavo senza controllare – ha detto Nathan – So di essere stato ingenuo, me ne sono accorto ora”. “La grande maggioranza del nostro staff è onesta e professionale”, ha tenuto a precisare un portavoce del carcere di Leicester, che ha licenziato in tronco Nathan.

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Guasto su Facebook. Sparito oltre il 10% delle fotografie

Scritto da odiofacebook il 11 Marzo 09 in Privacy

Fonte: Computerworld

Nel corso dell’ultimo fine settimana un guasto simultaneo ai dischi fissi utilizzati da Facebook ha causato la perdita temporanea di una quota tra il 10% e il 15% delle fotografie memorizzate dai suoi utenti. La società ha spiegato che diversi drive hanno avuto contemporaneamente un problema in occasione di un aggiornamento di routine avvenuto venerdì notte.
 
“Potreste aver notato che, andando a guardarle, alcune foto non siano comparse o abbiano mostrato la grafica di un punto di domanda. Stiamo cercando di capire quanto è successo visto che guasti hardware simultanei come questi sono rari”, ha dichiarato sul suo blog Evan Priestley, ingegnere di Facebook. La società ha comunque affermato che le foto degli utenti sono salve poiché memorizza copie multiple di dati a fini di disaster recovery e business continuity, e sta lavorando per rendere le foto coinvolte nel guasto di sistema disponibili di nuovo al più presto possibile. Il processo di riparazione prevede la copia di grandi quantità di dati su nuovi drive. Il social network dovrebbe tornare al normale funzionamento all’inizio della prossima settimana.
 
“Nuovi caricamenti di foto continueranno a funzionare propriamente durante le riparazioni poiché li scriviamo su volumi di storage differenti”, ha aggiunto Priestley.

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“Il mio lavoro è noioso”. Licenziata impiegata inglese

Scritto da odiofacebook il 27 Febbraio 09 in Lavoro, Privacy

Fonte: AFFARITALIANI.it

“Il mio lavoro e’ noioso”: ma la confessione fatta agli amici su Facebook e’ costata a Kimberley Swann il posto di lavoro. E’ bufera su una piccola azienda di Clacton, in Inghilterra, per la decisione di licenziare una giovane segretaria che sul social network si era lasciata andare in commenti che “screditavano” l’azienda, senza tuttavia citarne il nome.

IL CAPO: “NON VOGLIO CHE LA SOCIETà SIA SCREDITATA” – “Kimberley, primo giorno di lavoro, omg (oh my God), cosi’ noioso”, era stato il ‘post’ della sedicenne che due giorni dopo aveva aggiunto: “Kimberly tutto quello che fa e’ macinare carta e fare fotocopie, omg (oh my God)”. A quel punto, ha raccontato la ragazza al ‘Daily Telegraph’, il boss l’ha chiamata nel suo ufficio dicendole: “Ho visto i suoi commenti su Facebook, non voglio che la mia societa’ venga screditata”.

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Legge Facebook e uccide la moglie

Scritto da odiofacebook il 27 Febbraio 09 in Degenerazione, Privacy

di Ornella Lodin
fonte:
TIFEOweb

Cambiare il proprio status su facebook, può segnare la propria condanna a morte? Sempre più spesso questo social network si trova al centro di accesi dibattiti.

I protagonisti di questa vicenda, finita in tragedia con la morte di entrambi i coniugi sono Gary Grinhaff, ingegnere elettronico e la moglie Tracy, parrucchiera.

Tutto avrebbe avuto inizio quando Tracy comincia una relazione clandestina con un amico del marito. Insospettito, Gary, piazza delle microspie nell’auto della moglie, si rivolge ad un investigatore privato e inizia a pedinarla egli stessi, per mezzo di un’automobile nuova acquistata all’insaputa di Tracy.

Wombwell, Sud dello Yorkshire, Gary, dopo aver letto sulla pagina di Facebook della moglie lo status: “in fase di separazione dal marito” ed il post “Sposati da 16 anni ma insieme da 26! Dio, ciò mi fa sentire così vecchia!”, avrebbe prima tentato di strangolarla con una cintura, mentre le figlie di 13 e 3 anni dormivano nella camera accanto, poi, l’avrebbe presa a randellate fino ad ucciderla.

Lasciata una nota nella bacheca della cucina alla figlia maggiore, in cui chiedeva di rivolgersi ai vicini e chiamare la polizia, in seguito, avrebbe guidato fino al vicino bosco, tentando egli stesso di togliersi la vita nei modi più diversi, fino a trovare la morte per emorragia per mezzo di un trapano elettrico.

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Facebook pubblica un numero di cellulare senza permesso

Scritto da odiofacebook il 23 Febbraio 09 in Privacy

Fonte: downloadblog

Non si placa il ciclone relativo a diritti e privacy abbattutosi negli ultimi giorni su Facebook: dopo le polemiche sulle nuove Condizioni d’Uso e la marcia indietro fatta nientepopodimenoché da papà Zuckerberg, il social network viene ora accusato di aver pubblicato addirittura un numero di cellulare su un profilo senza che ne venisse data l’autorizzazione.

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