Scritto da odiofacebook il 21 Settembre 09 in Sicurezza
Fonte: bitcity.it
PandaLabs ha scoperto un vero e proprio traffico di account Facebook basato in Romania: i cybercriminali offrono l’accesso al 99% dei profili del social network al fine di inviare malware, spam o altri tipi di virus.
Gli account di Facebook sono sempre più a rischio hacker. È PandaLabs a lanciare l’allarme: alcuni cybercriminali ucraini offrono attualmente l’accesso al 99% dei profili del celebre social network ad un prezzo medio di 100 dollari l’uno.
Nel traffico di identità scoperto dalla società, il pagamento al gruppo di hacker avviene attraverso Western Union, che spedisce il denaro direttamente in Ucraina, anche se il portale in cui il gruppo pubblicizza la propria offerta è registrato a Mosca, in Russia.
Oltre ad offrire i dati della quasi totalità degli utenti Facebook, i criminali mettono in vendita anche account di personaggi pubblici e aziende.
I profili possono poi essere utilizzati per inviare malware, spam o altri tipi di minacce.
Scritto da odiofacebook il 31 Agosto 09 in Sicurezza
Fonte: miaeconomia
Comincia a costare caro abbassare la guardia in tema di privacy. Tutti gli utenti dei social network come Facebook o Twitter sono avvertiti: dal prossimo autunno potrebbero pagare premi assicurativi piu’ elevati sulle loro case perché agevolano il compito dei topi d’appartamento, diffondendo online tutti i dettagli sulla loro vita.
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Scritto da odiofacebook il 29 Agosto 09 in Privacy, Sicurezza
di Diego Nieri
Fonte: Il Giornare di Vicenza
Vicenza. È uno dei rischi dei social network: quello di inserire su internet, e cioè a disposizione di tutti, la propria foto e i propri dati personali, fra cui la data di nascita. Lo sa bene una donna vicentina, Silvia B., 35 anni, dipendente pubblica, che nelle scorse settimane ha sporto denuncia ai carabinieri per truffa e sostituzione di persona. Qualcuno, nel giro di qualche settimana, presentandosi a nome suo e con documenti fasulli a lei intestati, ha aperto un conto corrente ed ha fatto una serie di acquisti attivando dei finanziamenti. Ora la vicentina si trova con un debito complessivo di circa 25 mila euro, senza sapere chi ringraziare.
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Scritto da odiofacebook il 17 Agosto 09 in Privacy, Sicurezza
di Antonio Dini
Fonte: Macity
I grandi social network crescono rapidamente. È la loro era. E in particolare quello creato dal giovane Mark Zuckerberg sta crescendo in maniera inquietante. Dopo l’acquisizione di FriendFeed, inoltre, potrebbe aver trovato la chiave per realizzare i suoi sogni di dominare il mondo digitale. Vediamo perché.
Potrebbero essere stati i 47,5 milioni di dollari meglio spesi nella storia della tecnologia. Almeno, di recente. La mossa di Facebook, che pochi giorni fa ha comprato FriendFeed, piattaforma social media per pochi intimi, pare essere stata micidiale e ben calibrata. Almeno lo sostiene il Washington Post in una lunga analisi degna di nota perché pone un interrogativo significativo.
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Scritto da odiofacebook il 14 Agosto 09 in Sicurezza
Fonte: downloadblog
Nuovi problemi di sicurezza e spam per la rete di Facebook: se ricevete una email con oggetto “Coool video” non cliccate assolutamente sul link contenuto.
Si tratta dell’ennesima minaccia che infetta il profilo e invia automaticamente email simili ai propri contatti. I link contenuti all’interno della email sono di diverso tipo, ma ovviamente tutti rimandano ad un malware.
Ovviamente con l’aumentare della sua popolarità, Facebook sta diventando sempre più bersaglio delle minacce informatiche. Il nostro consiglio, nel caso doveste ricevere questa email è di cancellare i cookie del proprio browser, cancellare il messaggio e segnalare l’abuso. E, naturalmente, aggiornate sempre il vostro antivirus.
Scritto da odiofacebook il 13 Agosto 09 in Privacy, Sicurezza
Di: Gianluca Rini
Fonte: oneitsecurity
Uno dei motivi che allontana molti dall’idea di iscriversi al social network più famoso del momento è la gestione delle impostazioni della privacy, che spesso non sono molto chiare e potrebbero portare ad inconvenienti spiacevoli.
A queste voci fanno eco le numerose notizie di cui si è parlato negli ultimi mesi, che hanno visto come protagonisti dipendenti di amministrazioni o aziende licenziati per una cattiva gestione delle informazioni personali e degli “stati” sul proprio profilo che sono finiti sotto gli occhi del capo.
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