Come Facebook può rovinare la vita

Scritto da odiofacebook il 23 Febbraio 09 in Degenerazione

di Marina Rossi
Fonte:
CORRIERE DELLA SERA.it

Attirato da due «nemici» in una trappola un uomo inglese si è visto chiedere il divorzio

Nove ore trascorse in automobile per raggiungere Emma, la donna che aveva conosciuto – e che lo aveva conquistato – solo tre settimane prima su Facebook. Dopo 640 chilometri di viaggio, però, non c’è un lieto fine: Emma non esiste ed è solo un perfido scherzo che potrebbe costargli il matrimonio. Involontario protagonista di questa vicenda è il trentanovenne Stuart Slann, tifoso inglese del Manchester United che, proprio per la sua passione calcistica, ha attirato le antipatie di due supporter del Liverpool. Le due città inglesi, pur essendo pochi chilometri di distanza l’una dall’altra, sono da sempre rivali, soprattutto nel campionato di calcio.

L’ANTEFATTO - Come racconta il Telegraph, tutto è iniziato lo scorso novembre quando Slann e i due uomini si sono conosciuti durante una vacanza a Cancun, in Messico. La passione per il calcio che avrebbe potuto unirli è stata la scintilla per discussioni molto accese, portando a uno scontro che si è concluso con Slann in piscina e con una caviglia rotta. Evidentemente non soddisfatti, i due tifosi del Liverpool hanno a lungo progettato un piano a base di intrighi amorosi e umiliazione finale.

LA FUGA D’AMORE - Un mese fa è così comparso su Facebook il falso profilo di una giovane donna scozzese chiamata Emma. Un’identità creata appositamente per diventare un’esca per Stuart Slann che, nonostante il matrimonio, è caduto nella trappola. Ogni giorno e ogni notte, i messaggi scambiati sul popolare social network hanno fatto crescere un flirt fittizio, ma decisamente vero per l’uomo che, dopo tre intense settimane, ha deciso di voler conoscere Emma. Fissato il giorno e il luogo dell’incontro, Slann è partito dalla propria casa di Sheffield (Inghilterra) ed è salito in auto diretto verso Aberdeen (Scozia), ma quando è giunto all’indirizzo non c’era nessuno ad aspettarlo. Dopo aver aspettato altre tre ore, lo ha raggiunto la telefonata del duo di Liverpool che lo ha deriso via cellulare e poi ha caricato la registrazione video su YouTube, ora cancellata.

L’UMILIAZIONE - Dopo 1.200 chilometri percorsi complessivamente e oltre un giorno di viaggio trascorso sulla strada, le conseguenze più gravi dello scherzo si sono abbattute al ritorno quando, proprio per la viralità del video, la notizia della fuga d’amore è giunta alle orecchie della moglie che ha immediatamente allontanato Slann da casa, chiedendo il divorzio. «Se mi avessero chiesto di guidare fino a Manchester, Leeds o anche Liverpool non sarebbe stato così brutto, forse avrei visto il lato divertente, ma portarmi fino ad Aberdeen è stato crudele», ha dichiarato l’uomo. E così come la partner, anche la rete non dimentica: centinaia di siti internazionali hanno rilanciato la sua storia e su Facebook sono già presenti due gruppi che celebrano – ironicamente – l’impresa di Stuart Slann.

1 commento op “Come Facebook può rovinare la vita”

  1. neuroni in rivolta said:

    FESSIBOOK: E’ NATA LA NUOVA ERA DELLA LOBOTOMIZZAZIONE VIRTUALE!
    …E LE CAVIE SONO GIA’ 60 MILIONI
    Il nostro vuole essere solo un messaggio di contro-informazione sui reali intenti di sottomissione psicologica, che strumenti di aggregazione sociale come facebook, stiano attuando.
    Attraverso una campagna di subdola strumentalizzazione della psiche umana, facebook promuove (usando come veicolo di trasmissione gli utenti stessi) la diffusione di elementi pubblicitari tali a destabilizzare l’individualità di ogniuno di noi a vantaggio del capitale.

    Cosa si cela dietro la falsa egida di libertà proclamata da facebook?
    Indagini di mercato e sponsorizzazioni di multinazionali che con la formula del consenso all’archiviazione dei nostri dati personali si impossessano di informazioni utili al controllo delle masse e che per mezzo della divulgazione dei più svariati marchi appartenenti alle lobby di potere sostengono l’egemonia capitalistica a discapito della libera autonomia degli individui.

    Un utente facebook contento di condividere con la rete i propri gusti in riferimento a prodotti di consumo, abbigliamento e sponsorizzazioni di ogni sorta non fa altro che circoscrivere la sua individualità all’interno di un meccanismo di controllo, promuovendo di fatto gli interessi di una casta nascosta dietro i falsi ammiccamenti di oggetti e beni di consumo che sembrano identificarci, ma che in realtà tendono alla deumanizzazione intellettiva dei singoli.

    Vi è una scissione fra noi e il nostro cervello. Ciò fa si che decontestualizzate le funzioni celebrali dalle nostre volontà coscienti rimaniamo entità individuali solamente in quando corpi fisici relegando nel paradiso dell’omologazione la nostra mente sempre più condizionata ad assoggettamenti di input standardizzanti.

    Non solo vogliono la globalizzazione a livello economico. Voglio globalizzare anche i nostri pensieri, recidere i nostri orizzonti e rinchiuderli in un contenitore pubblicitario rendendoci criceti compiaciuti del nostro stato di servi!!!

    E’ ORA DI DIRE BASTA AI BOMBARDAMENTI MEDIATICI DELLE TV DI STATO, DEI GIORNALI DI STATO E DEI SOCIAL NETWORK COME FACEBOOK

    neuroni in rivolta

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