Fonte: Julienews.it
E’ probabile che in questi giorni vi arrivi un messaggio, sotto forma di notifica, che vi avvisa che qualcuno ha richiesto la chiusura del vostro account su facebook, con tanto di link ad una applicazione che si chiama “closing down”, o simile. L’invito è di premerci sopra per avere altri dettagli.
Bene, non fatelo. Per due motivi principali.
Il primo è che facebook non vi avvisa tramite una applicazione esterna (eh si, tutte quelle applicazioni sono esterne, non sviluppate da facebook, che si limita ad ospitarle) per dirvi che qualcuno vuole chiudere il vostro account. E questo dovrebbe già farvi riflettere. Ma si sa, l’emotività fa brutti scherzi. E il panico è garantito, quando uno crede di trovarsi davanti al rischio di vedersi rotto il giocattolino.
Il secondo motivo è che quell’applicazione è soltanto una truffa. E’ studiata apposta per carpire i vostri dati personali, e nel sistema più semplice possibile: vi chiede se volete che acceda ai vostri dati e voi, sempre in paranoia, cliccate su yes senza pensarci. Salvo poi lamentarvi, chiaramente.
Una variante dell’applicazione, con sistemi e scopi simili, è “The Error Check System”. Ovvio che non bisogna cliccare nemmeno su questa.

FESSIBOOK: E’ NATA LA NUOVA ERA DELLA LOBOTOMIZZAZIONE VIRTUALE!
…E LE CAVIE SONO GIA’ 60 MILIONI
Il nostro vuole essere solo un messaggio di contro-informazione sui reali intenti di sottomissione psicologica, che strumenti di aggregazione sociale come facebook, stiano attuando.
Attraverso una campagna di subdola strumentalizzazione della psiche umana, facebook promuove (usando come veicolo di trasmissione gli utenti stessi) la diffusione di elementi pubblicitari tali a destabilizzare l’individualità di ogniuno di noi a vantaggio del capitale.
Cosa si cela dietro la falsa egida di libertà proclamata da facebook?
Indagini di mercato e sponsorizzazioni di multinazionali che con la formula del consenso all’archiviazione dei nostri dati personali si impossessano di informazioni utili al controllo delle masse e che per mezzo della divulgazione dei più svariati marchi appartenenti alle lobby di potere sostengono l’egemonia capitalistica a discapito della libera autonomia degli individui.
Un utente facebook contento di condividere con la rete i propri gusti in riferimento a prodotti di consumo, abbigliamento e sponsorizzazioni di ogni sorta non fa altro che circoscrivere la sua individualità all’interno di un meccanismo di controllo, promuovendo di fatto gli interessi di una casta nascosta dietro i falsi ammiccamenti di oggetti e beni di consumo che sembrano identificarci, ma che in realtà tendono alla deumanizzazione intellettiva dei singoli.
Vi è una scissione fra noi e il nostro cervello. Ciò fa si che decontestualizzate le funzioni celebrali dalle nostre volontà coscienti rimaniamo entità individuali solamente in quando corpi fisici relegando nel paradiso dell’omologazione la nostra mente sempre più condizionata ad assoggettamenti di input standardizzanti.
Non solo vogliono la globalizzazione a livello economico. Voglio globalizzare anche i nostri pensieri, recidere i nostri orizzonti e rinchiuderli in un contenitore pubblicitario rendendoci criceti compiaciuti del nostro stato di servi!!!
E’ ORA DI DIRE BASTA AI BOMBARDAMENTI MEDIATICI DELLE TV DI STATO, DEI GIORNALI DI STATO E DEI SOCIAL NETWORK COME FACEBOOK
neuroni in rivolta