Ragazzi intossicati da Facebook

Scritto da odiofacebook il 17 Febbraio 09 in Dipendenza

Di Monica Raschi
Fonte:
Il Resto Del Carlino

C’è chi si dimentica di studiare, chi di lavorare, chi trascura la famiglia, il tutto pur di restare qualche minuto in più sulla piazza virtuale del social network del momento. Una vera e propria dipendenza che secondo gli esperti è dovuta a stimoli di soddisfazione e piacere che riceve il nostro cervello

Cosi’ presi dalla rete, così stregati da quella nuova ‘piazza’ virtuale che è Facebook, che si dimenticano di studiare, di mangiare, di lavorare. Internet nutre non solo la curiosità, ma sembra saziare anche quella parte arcana del nostro cervello che riceve stimoli di piacere e soddisfazione. Ecco allora che il tempo trascorso all’interno della rete e del nuovo social network si allunga sempre di più. Fino a quando qualcuno non lancia l’allarme: mio figlio sta ora davanti al computer, mio marito si è dimenticato di andare a prendere il bambino a scuola, la mia fidanzata commercialista lavora sempre meno e ‘chatta’ sempre di più.

Sono soprattutto i genitori, preoccupati per i loro figli, a lanciare l’allarme e a chiedere un consiglio all’Unità operativa Dipendenze patologiche dell’Ausl di Rimini. Sì, perché anche la rete crea a tal punto dipendenza che la patologia ha un nome e gli studiosi l’hanno già classificata ‘Internet addiction disorder’. “Sono diversi i genitori che chiamano non senza preoccupazione – afferma Daniela Casalboni, direttore dell’Unità operativa – perché i loro figli stanno passano troppo tempo nella rete e anche Facebook fa parte di questo nuovo fenomeno. E’ comunque molto difficile per una persona avere la consapevolezza che sta diventando dipendente dalla rete. Sempre che non sia possibile, invece i meccanismo sono i medesimi che provocano tutte le altre dipendenze”.

Casalboni spiega quali sono le caratteristiche di questo nuovo, irresistibile, bisogno di ‘connessione’.
“In queste persone, sia che si tratti di giovani che di adulti, c’è la necessità di trascorrere un tempo sempre maggiore nella rete, questo perché – prosegue – c’è la soddisfazione di tutti quei bisogni che stanno alla base del piacere e che risiedono nel lobo limbico e nell’area del talamo”.

Da qui deriva tutta un’altra serie di atteggiamenti che delinea con sempre maggior chiarezza la dipendenza: “C’è la perdita di interesse per le attività che non siano legate a Internet e quando non si è collegati si presenta la sindrome da astinenza – chiarisce il medico -: ansia, depressione, sudorazione, paura perché non si sa che cosa sta succedendo in quel momento sul network mentre non si è collegati”. Allora si va davanti al computer e si ritorna sulla ‘piazza’.

“Il problema è che i tempi di permanenza diventano sempre più lunghi – sottolinea Casalboni -: c’è la forte difficoltà a tenere sotto controllo il bisogno, non ce la fanno più a staccare e non riescono più a fare niente altro che non sia collegato alla rete. A questo punto rischiano di andarci di mezzo veramente tutte quelle cose che fanno parte del mondo reale come lavoro, figli, famiglia. Nonostante qualche volta si affacci questa consapevolezza, vanno avanti ugualmente”. I sintomi della dipendenza a questo punto ci sono tutti: l’analogia con chi fa uso di droghe o alcol è impressionante.

“Alla base di tutto ciò – conclude il direttore – c’è un soggetto che ha sicuramente delle difficoltà a stabilire rapporti, ma anche qualcuno che ha trovato forti stimoli al piacere”. Il fenomeno legato a Facebook, nel giro di pochi mesi, ha assunto proporzioni gigantesche: in Italia prima dell’estate gli utenti erano circa 500 mila, l’attuale stima parla di almeno sei milioni e mezzo”.

16 commenti op “Ragazzi intossicati da Facebook”

  1. Roberto said:

    Con facebook i nostri rapporti, quelli UMANI intendo, tenderanno all’ asintoto dell’ isolamento, in casi estremi.. per fortuna ci sono persone come me che non tollerano rapporti di questo tipo!
    A lungo andare la nostra, sarà una società di gente pigra che comunicherà attraverso il computer e grazie a facebook questo fenomeno si sta velocizzando bruscamente!
    Respirere troppo l’ aria di casa fa male.. <>

  2. Linda said:

    ciao a tutti,
    io devo dire che all’inzio ero parecchio “presa” da questo social network tanto che mi connettevo molto spesso durante la giornata, perdendoci anche delle ore davanti al pc! morivo dalla curiosità di sapere cosa stesse facendo l’amiko dell’amika, o il vedere le nuove foto pubblicate da tizo e i nuovi commenti scritti da caio!
    e invece ora proprio mi è venuto ANNOIA!!
    non ne posso piu!
    esco di casa e ne sento parlare di facebook dalle persone in strada.
    vado in un bar e accanto a me sento nominare tra i tavolini FACEBOOK
    vado in discoteca e invece del numero di cellulare ora ti chiedono il contatto FACEBOOK.
    poveri noi.. ma dove andremo a finire??????

  3. Sandro said:

    Usavo mirc,una chat agli antipodi di internet,eppure era genuina. Ho un myspace ma è meno invadente e meno noioso,ci sono spazi per la creatività e gli interessi e sopratutto: cosa mi frega sapere cosa fanno gli altri o le foto di dove vanno?I rapporti interpersonali erano già degenerati con le chat,ma quelle normali avevano qualcosa di positivo, le social community mi sembrano solo un modo per ostentare e per tacchinare,visto che la disco costa troppo e fra impegni e crisi non esce più nessuno.Magari mi sbaglio..

  4. Eugenio Benincasa said:

    addirittura! quanto la fate lunga!! quelli ke si fanni ipnotizzare sono proprio fessi..punto. nn diamo la colpa ai social network xk il lavoro lo studio e lo svago si possono equilibrare!! se la gente è cosi brava a rovinarsi da sola sti cazzi..ki se visto se visto lasciateli perdere e fatevi una vita!

  5. neuroni in rivolta said:

    FESSIBOOK: E’ NATA LA NUOVA ERA DELLA LOBOTOMIZZAZIONE VIRTUALE!
    …E LE CAVIE SONO GIA’ 60 MILIONI
    Il nostro vuole essere solo un messaggio di contro-informazione sui reali intenti di sottomissione psicologica, che strumenti di aggregazione sociale come facebook, stiano attuando.
    Attraverso una campagna di subdola strumentalizzazione della psiche umana, facebook promuove (usando come veicolo di trasmissione gli utenti stessi) la diffusione di elementi pubblicitari tali a destabilizzare l’individualità di ogniuno di noi a vantaggio del capitale.

    Cosa si cela dietro la falsa egida di libertà proclamata da facebook?
    Indagini di mercato e sponsorizzazioni di multinazionali che con la formula del consenso all’archiviazione dei nostri dati personali si impossessano di informazioni utili al controllo delle masse e che per mezzo della divulgazione dei più svariati marchi appartenenti alle lobby di potere sostengono l’egemonia capitalistica a discapito della libera autonomia degli individui.

    Un utente facebook contento di condividere con la rete i propri gusti in riferimento a prodotti di consumo, abbigliamento e sponsorizzazioni di ogni sorta non fa altro che circoscrivere la sua individualità all’interno di un meccanismo di controllo, promuovendo di fatto gli interessi di una casta nascosta dietro i falsi ammiccamenti di oggetti e beni di consumo che sembrano identificarci, ma che in realtà tendono alla deumanizzazione intellettiva dei singoli.

    Vi è una scissione fra noi e il nostro cervello. Ciò fa si che decontestualizzate le funzioni celebrali dalle nostre volontà coscienti rimaniamo entità individuali solamente in quando corpi fisici relegando nel paradiso dell’omologazione la nostra mente sempre più condizionata ad assoggettamenti di input standardizzanti.

    Non solo vogliono la globalizzazione a livello economico. Voglio globalizzare anche i nostri pensieri, recidere i nostri orizzonti e rinchiuderli in un contenitore pubblicitario rendendoci criceti compiaciuti del nostro stato di servi!!!

    E’ ORA DI DIRE BASTA AI BOMBARDAMENTI MEDIATICI DELLE TV DI STATO, DEI GIORNALI DI STATO E DEI SOCIAL NETWORK COME FACEBOOK

    neuroni in rivolta

  6. pablo said:

    amici, sono un medico, scrittore, osservatore dei costumi e dei cambiamenti di questa nostra umanità e vi vorrei dare un input su cui ragionare.
    Io ho avuto la fortuna di vivere il decennio più bello della storia del 1900 e cioè gli anni ‘70.
    Le idee, la musica, le scoperte tecnologiche, l’arte in generale e tutto ciò che occupa la nostra attuale vita, sono state generate o migliorate in quel decennio.
    Eppure, pensateci, non c’era il cellulare, internet, playstation, champions-league, tac, risonanza magnetica…non c’era neanche la tv a colori! Pensate un pò! … Nonostante ciò, chiedetelo a chiunque sia vent’anni più grande di voi, si stava molto meglio di adesso!
    Ciò che ha detto NEURONI IN RIVOLTA più su è tutto giusto. Io aggiungerei: Ragazzi, andatevi a riprendere il romanticismo che avete perso all’interno dei vostri MONITOR-MOSTRI! Andatevi a riprendere l’aria che avete lasciato in giardino, le corse nei prati, scalzi, ad annusare la natura che passava intorno, con colazioni al sacco, scampagnate piene di risate, ore di sole e di mare fatte soltanto di emozioni e amore! Cazzo, amici, ma vi siete visti mentre state in gruppo quanto siete ridicoli? Tutti a testa bassa sul proprio cellulare a scrivere chissà quale cazzata o a chattare con qualche pezzo di ultima generazione oppure, se tutto va bene, con le cuffiette all’orecchio ad ascoltare la magnifica sequenza di 250 brani in MP5 MP6 MP7 e chi più ne ha più ne metta!
    Ragazzi, riprendetevi il mondo! Riprendetevi la natura intorno a voi e mandate a cagare gli amici che vi vogliono solo in rete!
    Questo è il consiglio:
    Guardate internet soltanto come la più fantastica ed entusiasmante LIBRERIA-ENCICLOPEDIA del mondo e come il più rapido e capillare PORTALETTERE che possa esistere!
    Queste sono le due IDEE INIZIALI, per le quali nel CERN, alla fine degli anni 70, gruppi di scienziati mondiali si dedicarono al programma WEB!
    Tutto il resto che vi prospetta la rete, facebook compreso, è semplicemente un’aberrazione mostruosa che tenterà di deglutire questa umanità alienata!

  7. Linda said:

    Sono pienamente d’accordo con lei Dottore,
    Io martedi discuterò la mia tesi che riguarda appunto questi nuovi sistemi di comunicazione multimediale, compreso facebook.
    Sono rimasta molto delusa, perchè FB nato apparentemente per ricongiungere persone lontane e per ritrovare vecchi amici e primi amori, ha lo scopo soprattutto grazie ai nostri dati di trarre dei guadagni, violando la nostra privacy.
    Quindi un puro web marketing, all’insegna del guadagno e ricco profitto.
    Ha ragione lei Dottore nel dire che non esistono piu i tempi e i ragazzi di una volta.
    Ora veramente sentiamo parlare di Facebook o comunque di social network OVUNQUE e da CHIUNQUE.
    Anche quando cammino per strada… sento parlare di Facebook!
    Una cosa vergognosa…. e pensare che più avanti si va e più questi nuovi sistemi di innovazioni tecnologiche faranno sempre più parte di noi 24 ore su 24.
    Mah.. per ora pensiamo alla tesi che martedi 28 aprile s’avvicina!!!!!
    Un saluto a tutti

    LINDA VETTORI

  8. Cla71 said:

    a parte tutto ciò che è puro e sacrosanto, mi vengono a richiedere l’amicizia gente che non ci siamo mai cagati e che abbiamo frequentato lo stesso quartiere per ben 30 anni preso l’ascensore insieme e le tenevi le porte dell’ascensore non ti dicevano neanche grazie e ora tu mi richiedi l’amicizia?per fatevi belli gasati per fare vedere “mamma mia” quanti amici ha quello li’ cazzo che figo!!!ma per cortesia tutte falsità fai amicizia con qualcono e mentre ti vedono che sei collegata non ti cagano mai neanche x chattare 2 minuti ma ragazzi questa è amicizia!la parola amicizia è tutt’altra cosa!

  9. Gululli said:

    Ho cominciato a odiare FB poco tempo dopo essermi iscritta… Pensavo che fosse chissà che perché sentivo dire dappertutto che era una cosa strabiliante ma è stata solamente una delusione: mi deprime tremendamente il fatto di ricevere delle richieste d’amicizia da gente che neanche mi conosce in modo da, -come ha già scritto Cla- poter elargire il proprio numero di amici! E’ assurdo! Chiamare 108,423 o 798 (e chi più ne ha più ne metta!) perfetti sconosciuti “AMICI”!!!! Inoltre e proprio triste vedere la gente incollata 24h su 24 a fare quei test stupidi e cambiare ogni 2 nanosecondi lo stato del proprio account, come se a qualcuno gliene fregasse qualcosa dell’altro!
    Sto cercando disperatamente di cancellarmi da quel sito-trappola.

  10. rosa said:

    ciao marco carta che fai sono rosa

  11. SimoneFontana said:

    Ho diciassette anni e ogni giorno di piu detesto facebook..
    purtroppo però leggendo questo utilissimo blog ho scoperto che per eliminare l’account sono necessari metodi “scomodi”..

    Qualche mese fa nella mia classe tutti i miei compagni erano “impazziti” per questo famigerato e tanto parlato FB .. così mi iscrissi anch’io..

    Sinceramente dopo una settimana ero stufo di leggere gli inutili fatti degli altri,ma soprattutto di vedere alcuni miei valori infranti: tutti che richiedevano e facevano “amicizia” (l’Amicizia con la a maiuscila è tutt’altra cosa..molto rara da trovare..) con chiunque,anche persone che non conoscevano e non conoscono.. E caricare foto personali non per avere un ricordo (almeno,io penso che caricare foto sia utile perchè,non si sa mai,ma se il pc va in palla da qualche parte sono salvate) ,ma solo per pubblicarle sulla bacheca e ricevere più commenti possibili…

    Dai 112 amici che avevo (tra vecchissimi compagni di classe di elementari e medie e tutti i giovani del mio liceo) ne ho tenuti solo 29,cioè quelli che conosco davvero..

    cioè… sono spaventato.. ma possibile che quasi tutti siano cosi “uguali”??
    Possibile che tutti gli adolescenti di oggi si facciano suggestionare dalle mode del momento,dai social network ,dall’alcool eccessivo e chi ne ha più ne metta.

    Dove sono i veri valori,l’amicizia vera,l’innamorarsi veramente di qualcuno,il vivere in maniera semplice,i ricordi in una fotografia scolorita..

    Se i giovani (di cui purtroppo faccio parte) sono il futuro del mondo..qui in Italia e in tutto l’Occidente, beh… il futuro è messo veramente male.

  12. Talksina said:

    Salve,
    vorrei raccontare la mia esperienza di persona che lavora nell’ambiente informatico, e che sta uscendo a testa alta da otto anni di dipendenza da Internet.
    Io sono non vedente dalla nascita; il computer, dall’età di 10 anni(1990) in poi, è sempre stato uno strumento di autonomia per leggere, scrivere, fare i compiti… sono praticamente cresciuta con il dos; per chi non lo conosce, un sistema operativo praticamente solo testuale. Non era il computer che ti diceva cosa dovevi fare, eri TU che dovevi dirgli tutto. Potevi fare una cosa soltanto alla volta, il multitasking non esisteva, ogni cosa era a sè stante cioè la radio era per la musica e l’informazione, il cd era per ascoltare musica e basta, le cassette… col pc ci scrivevi e basta. Nel 1998, a 18 anni, ho imparato a usare windows con i primi screen reader che c’erano, una oscenità. Mi sentivo stupida io ad avere il pc che mi diceva, nel vero senso della parola proprio a voce, cosa fare e cosa no. Regalo del 18° compleanno, Internet.
    Nessuno però mi aveva spiegato che internet, come il pc, sarebbe sempre e comunque stato uno STRUMENTO e basta, forse perché lo davano per scontato visto l’uso che facevo del computer; sicuramente i miei familiari avranno pensato “mia figlia sta bene, mia figlia è felice, non va certo a inguaiarsi con le chat; i valori glieli abbiamo dati, glielo abbiamo insegnato”.
    Invece io in realtà erano anni che soffrivo, ma la colpa non era del computer né tanto meno della mia disabilità; nel 1992 (avevo 12 anni) ho perso una carissima amica per un tumore alle ossa e quell’esperienza mi aveva ridotto a essere una pietra, incapace di fare amicizie reali perché temevo di soffrire ancora, ero convinta che l’affetto e l’amicizia erano solo qualcosa di destinato a scomparire perciò uscivo con le compagne di scuola e degli scout, solo per fare contenti i miei.
    Invece poi, finito l’esame di maturità nel 1999, tutto ha iniziato a sfasciarsi. Il mio cane guida s’è ammalato, con gli scout il rapporto è andato incrinandosi per motivi religiosi e politici, mi rimaneva soltanto Internet.
    E così, da fine 99 a metà 2001, ho iniziato a stare tutti i giorni quasi 24 ore collegata, per la gioia delle bollette che salivano a dismisura all’epoca ancora non c’era ADSL; fosse la chat, fosse Napster, fosse qualcos’altro ma andavo sempre in rete non mi scollegavo mai.
    Però intanto, studiavo; volevo stare su internet ma fare anche qualcosa, e studiavo manipolazione audio e HTML -che quest’ultimo poi mi ha dato il lavoro- ma per quei 2 anni, fino al 2002 che non ho trovato lavoro, mi sentivo una delusione continua per tutti e allora mi sono inventata un’identità fittizia.
    All’inizio era un gioco, mi piaceva molto l’idea che su internet spariva tutto. Potevo addirittura cambiare sesso, data di nascita, esperienze di vita, la disabilità non esisteva, potevo fare tutto quello che non avrei mai potuto -all’epoca- fare in reale. Tutto inventato, tutti mi volevano bene per quello che gli dicevo di essere e mi gratificava; la vita reale durava solo quando andavo a cena e a pranzo, mi pareva di stare in paradiso perché di notte sognavo, e di giorno con internet quei sogni di una vita diversa, diventavano realtà.
    Attenzione: non è che non accettassi la mia disabilità, quella è una cosa che ho SEMPRE accettato il problema stava nel fatto che io mi sentivo di non aver soddisfatto le aspettative di nessuno, perché all’epoca non sapevo ancora cosa fare della mia vita, ero convinta che non avrei mai trovato un lavoro perché credevo le mie competenze fossero limitate; la mia passione sarebbe medicina, non il computer in realtà, però chiaramente con la mia condizione non la posso fare, perciò ero convinta che non avrei mai trovato nient’altro. La classica fissazione “o fai quello che ti piace al 100% o non fai nulla”.
    Credevo che questa mia ossessione verso internet, con il lavoro (mi occupo di accessibilità del web e di SEO) finisse, invece di giorno internet diventava quello che era, uno strumento di lavoro, di sera invece si trasformava di nuovo nel “paradiso” che era prima. Avevo perso il controllo della macchina e nemmeno me ne rendevo conto.
    Per fortuna, c’è stata una persona cara, che mi ha letteralmente preso per i capelli e tirato su; questo a marzo 2009, dopo OTTO ANNI che mi ero convinta, invece, di non riuscire a combattere, sapevo di stare male ma non sapevo cosa fosse, io per prima ridicolizzavo la dipendenza da Internet, credevo che lavorando nel settore io ne fossi invulnerabile, invece… Questa persona mi ha mostrato anche in modo brutale, che era come se fossi su un’automobile a cui era stato manomesso il freno e con l’acceleratore bloccato, che si stava piano piano avvicinando allo strapiombo.
    Da là mi sono resa conto che ce la potevo invece fare, che la dipendenza da Internet era qualcosa di mentale e quindi perfettamente curabile anche senza aver bisogno di stare imbottiti di antidepressivi e pasticci vari. Mi ha dimostrato con i fatti, il mio ragazzo, che esiste qualcosa di diverso. Che non serve essere dietro a uno schermo per sapere di aver qualcuno che ci stima, che è fondamentale farsi apprezzare realmente per quello che si è, e che Internet è soltanto uno strumento, un ausilio, come tanti ma che assolutamente non bisogna dipendere da questo.
    Adesso, uso internet in modo assolutamente distaccato. Uso facebook, sì, ma a scopo didattico; le chat le uso solo per comunicare con i colleghi residenti in altre città, per il resto uso il telefono e gli sms, o la mail se proprio devo tener traccia di qualcosa; internet mi serve per essere autonoma nello shopping e nelle operazioni bancarie e per leggere i giornali: BASTA.
    Per il resto, non c’è niente di meglio che una bella grigliata o una pizza fuori con tutti gli altri. Anzi se devo dirla tutta, adesso Internet è stato il mezzo che mi è servito per iniziare a fare delle esperienze reali: arti marziali(taekwon-do), imparare a giocare a scacchi, e un’esperienza di volontariato presso un’associazione che si occupa di HIV e AIDS.
    Ora ho attivo un progetto che si chiama IAD Killer – ho messo il link sulle credenziali del commento-, mi occupo di informazione e prevenzione della dipendenza da Internet, per tutti, ma con particolare attenzione per i disabili che sono persone ad altissimo rischio IAD.
    Ciao.

  13. Vantaggi e svantaggi dei social network | Un VIRUS che uccide la netdipendenza said:

    [...] di social network esistenti. “Fessibook”. Un utente, nei commenti dell’articolo Ragazzi intossicati da facebook, ha postato un messaggio intitolato Fessibook che mi ha particolarmente colpito. autore: [...]

  14. FRANCESCO MARGIACCHI said:

    O ASCOLTATE MA NN SN MIKA TT UGUALI QLL K USANO FACEBOOK (IO LO USO) E C STO AL MASSIMO DUE ORE AL GIORNO DP CENA E NN MI SEMBRA POI COSI TANTO POI è ANCHE UN PASSATEMPO

  15. Talksina said:

    Tutti dicono così, “è un passatempo”, e uscire? E poi Francesco ce lo spieghi a cosa serve tutta l’aggressività che hai nel modo di scrivere? Scrivere in maiuscolo significa urlare, voglio dire, ci sono un sacco di altri hobby che si possono sviluppare piuttosto che stare a guardare foto o giocare o fare quiz su facebook… Anche io reagivo come hai reagito te fino a qualche anno fa; quando qualcuno parlava di dipendenza da internet, va be’ non c’era facebook c’era IRC c’erano i forum c’erano le mailing list, ma sempre gli urlavo dietro e dicevo “non sono mica tutti uguali”.

  16. Talksina said:

    (e poi parla in italiano non parlare da bimbominkia, qll k, dp cena, ma che cosa vuol dire?)

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