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	<title>Odio Facebook</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Facebook, 99% degli account a rischio hacker</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/21-09-2009/facebook-99-degli-account-a-rischio-hacker.html</link>
		<comments>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/21-09-2009/facebook-99-degli-account-a-rischio-hacker.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 09:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[hacker]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: bitcity.it
PandaLabs ha scoperto un vero e proprio traffico di account Facebook basato in Romania: i cybercriminali offrono l&#8217;accesso al 99% dei profili del social network al fine di inviare malware, spam o altri tipi di virus.
Gli account di Facebook sono sempre più a rischio hacker. È PandaLabs a lanciare l&#8217;allarme: alcuni cybercriminali ucraini offrono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: <a href="http://www.bitcity.it/news/10605/facebook-99-degli-account-a-rischio-hacker.html" target="_blank">bitcity.it</a></p>
<p>PandaLabs ha scoperto un vero e proprio traffico di account Facebook basato in Romania: i cybercriminali offrono l&#8217;accesso al 99% dei profili del social network al fine di inviare malware, spam o altri tipi di virus.</p>
<p>Gli account di Facebook sono sempre più a rischio <strong>hacker</strong>. È PandaLabs a lanciare l&#8217;allarme: alcuni cybercriminali ucraini offrono attualmente l&#8217;accesso al <strong>99% dei profili</strong> del celebre social network ad un prezzo medio di <strong>100 dollari</strong> <strong>l&#8217;uno</strong>.<br />
Nel traffico di identità scoperto dalla società, il pagamento al gruppo di hacker avviene attraverso <strong>Western Union</strong>, che spedisce il denaro direttamente in Ucraina, anche se il portale in cui il gruppo pubblicizza la propria offerta è registrato a Mosca, in Russia.<br />
Oltre ad offrire i dati della quasi totalità degli utenti Facebook, i criminali mettono in vendita anche account di <strong>personaggi pubblici e aziende</strong>.<br />
I profili possono poi essere utilizzati per inviare <strong>malware</strong>, <strong>spam</strong> o altri tipi di minacce.</p>

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		<title>Un “Facebook” per chi resta, in ricordo di chi va</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 15:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[vivi]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: TGCOM
Un facebook per esorcizzare la morte. Lo ha creato un imprenditore australiano, Peter Ingram che, sul modello del network di Zuckerberg, ha ideato un sito dove lasciare ai posteri e ai congiunti messaggi e video.
Preoccupato per una sua dipartita improvvisa, memore di una triste vicenda familiare, Ingram ha creato Frombeyound2u.com, una bacheca dove raccogliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://superblog.tgcom.it/wpmu/2009/09/18/un-facebook-per-chi-resta-in-ricordo-di-chi-va/" target="_blank"><strong>TGCOM</strong></a></p>
<p>Un facebook per esorcizzare la morte. Lo ha creato un imprenditore australiano, Peter Ingram che, sul modello del network di Zuckerberg, ha ideato un sito dove lasciare ai posteri e ai congiunti messaggi e video.<br />
Preoccupato per una sua dipartita improvvisa, memore di una triste vicenda familiare, Ingram ha creato Frombeyound2u.com, una bacheca dove raccogliere immagini, ricordi o eventualmente programmare il funerale e iniziare a scriversi necrologi. Basta un dollaro a settimana per aggiungere contenuti che familiari e amici potranno consultare in futuro attraverso un codice di attivazione che l&#8217;utente lascerà in eredità alle persone care o agli amici.<br />
Ingram ha pensato davvero a tutto: su Frombeyound2u.com quelli che stanno per dipartire potranno lasciare messaggi di auguri a figli, amici e parenti, potranno rivelare tutte quelle cose che in vita non si dicono e che , poi, dopo è sempre troppo tardi.<br />
Per nulla scaramantico, Ingram ha già messo mano al suo archivio mortuario, accumulando video per suo figlio nel caso in cui, al ventunesimo compleanno dell&#8217;erede, lui fosse già all&#8217;altro mondo.<br />
Un modo per restare uniti allla famiglia e ai cari, sostiene l&#8217;ingegnere.<br />
Anche la morte si adegua all&#8217; &#8220;user generated content&#8221;</p>

<div style="font-size:0px;height:0px;line-height:0px;margin:0;padding:0;clear:both"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Su Facebook un gruppo agghiacciante &#8220;Esultiamo per i militari morti a Kabul&#8221;</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/degenerazione/18-09-2009/su-facebook-un-gruppo-agghiacciante-esultiamo-per-i-militari-morti-a-kabul.html</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 15:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[kabul]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: Repubblica.it
E&#8217; comparso ieri sera sul social network e stamane è stato cancellato
Altri gruppi con oltre cinquecento adesioni ne hanno chiesto l&#8217;immediata eliminazione
Un gruppo su Facebook di persone che &#8220;esultano per la morte dei militari italiani a Kabul&#8221;. E&#8217; nato ieri sera, fondato da una sedicente ragazza bionda (foto probabilmente falsa) che si fa chiamare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/afghanistan-19/gruppo-su-facebook/gruppo-su-facebook.html" target="_blank"><strong>Repubblica.it</strong></a></p>
<p><strong>E&#8217; comparso ieri sera sul social network e stamane è stato cancellato<br />
Altri gruppi con oltre cinquecento adesioni ne hanno chiesto l&#8217;immediata eliminazione</strong></p>
<p>Un gruppo su Facebook di persone che &#8220;esultano per la morte dei militari italiani a Kabul&#8221;. E&#8217; nato ieri sera, fondato da una sedicente ragazza bionda (foto probabilmente falsa) che si fa chiamare Sofia B. Questa mattina è già stato rimosso e cancellato dagli amministratori del social network con la seguente spiegazione: &#8220;Questo messaggio presentava contenuti che sono stati rimossi o resi invisibili in base alle impostazioni sulla privacy&#8221;. Al suo posto ci sono quattro altri gruppi con circa cinquecento adesioni complessive che ne chiedono l&#8217;immediata eliminazione.</p>
<p>Ma davvero alcune persone possono essere così folli da esultare per la strage di Kabul? Il mistero, per ora, resta. Gli esperti di Facebook dicono che tutte le ipotesi sono valide: dall&#8217;estremismo politico (ma il linguaggio non sembrava quello tipico di questi settori), alla provocazione volta a suscitare reazioni giustamente inferocite e a far agire la censura di Facebook, alla goliardata cretina.</p>

<div style="font-size:0px;height:0px;line-height:0px;margin:0;padding:0;clear:both"></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>George Clooney: &#8220;Meglio una colonscopia di Facebook!&#8221;</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/16-09-2009/george-clooney-meglio-una-colonscopia-di-facebook.html</link>
		<comments>http://www.odiofacebook.net/privacy/16-09-2009/george-clooney-meglio-una-colonscopia-di-facebook.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 10:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[colonscopia]]></category>
		<category><![CDATA[george clooney]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: gossipblog
George Clooney e le sue gag: una fa appena in tempo a riprendersi dalle dichiarazioni dei due mattacchioni Brad Pitt e Matt Damon e a illudersi che la Canalis sia davvero riuscita ad arpionarlo dando vita al duetto dei Geor-Nalis, o almeno a portare i siti stranieri ad occuparsi di una femmina italiana che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.gossipblog.it/post/10580/george-clooney-e-i-social-network-meglio-una-colonscopia-di-facebook" target="_self"><strong>gossipblog</strong></a></p>
<p>George Clooney e le sue gag: una fa appena in tempo a riprendersi dalle dichiarazioni dei due mattacchioni Brad Pitt e Matt Damon e a illudersi che la Canalis sia davvero riuscita ad arpionarlo dando vita al duetto dei Geor-Nalis, o almeno a portare i siti stranieri ad occuparsi di una femmina italiana che non sia Noemi, che quello se ne esce con una dichiarazione del genere:</p>
<blockquote><p>&#8220;Preferirei farmi fare una colonscopia (eufemismo) da un tizio con le dita gelide piuttosto che avere una pagina su Facebook!&#8221;</p></blockquote>
<p>Ok, lui stava parlando molto seriamente dell&#8217;invadenza dei social network e della sempre più ossessiva presenza di determinate applicazioni nella vita di chi non riesce a dominarle. Stava dicendo che un conto è posare sul red carpet per farsi fotografare e un conto caricare le foto di ogni singolo momento su Twitter.</p>
<p>Ok ma proprio la colonscopia come esempio doveva scegliere? E il dettaglio delle mani fredde?</p>
<p>Canalis, ti preghiamo, pensaci tu a fargli (e farci) passare gli incubi la notte!</p>

<div style="font-size:0px;height:0px;line-height:0px;margin:0;padding:0;clear:both"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Medici sospesi per un gioco su Facebook</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/lavoro/11-09-2009/medici-sospesi-per-un-gioco-su-facebook.html</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 10:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: corriere.it
Si fanno fotografare sdraiati nell&#8217;ospedale per scherzo, ma una volta scoperti vengono sospesi
MILANO- Non sono stati investiti né si sono gettati a terra a causa di un&#8217;esplosione. Quelle immagini su Facebook che ritraggono persone distese a faccia in giù nei luoghi più improbabili sono solo l&#8217;ultimo dei passatempi in voga sul social network. Immobili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_settembre_10/medici_sdraiati_facebook_sospesi_ospedale_50125cd2-9df5-11de-8f8c-00144f02aabc.shtml" target="_blank">corriere.it</a></strong></p>
<p><strong>Si fanno fotografare sdraiati nell&#8217;ospedale per scherzo, ma una volta scoperti vengono sospesi</strong></p>
<p><strong>MILANO</strong>- Non sono stati investiti né si sono gettati a terra a causa di un&#8217;esplosione. Quelle immagini su Facebook che ritraggono persone distese a faccia in giù nei luoghi più improbabili sono solo l&#8217;ultimo dei passatempi in voga sul social network. Immobili come mummie, ritratti in orizzontale in bilico su panchine, in mezzo a una strada o adagiati sui nastri trasportatori a mo&#8217; di valigia, i cultori della nuova mania sembrano comporre un surreale arredo urbano. Divertente vedere le immagini, e più ancora fare da modelli per questa galleria fotografica sui generis.</p>
<p><span id="more-541"></span><strong>MEDICI SOSPESI -</strong> Forse è per questo che alcuni medici e infermieri dell&#8217;ospedale inglese Great Western, a Swindon, si sono fatti prendere la mano, decidendo di partecipare al gioco virale e facendosi fotografare nella ieratica posa proprio all&#8217;interno del nosocomio; e per di più durante il turno di guardia di notte. Ancora più incautamente hanno in seguito pubblicato le immagini su Facebook: alcuni erano sdraiati sul pavimento del reparto, altri sull&#8217;ambulanza-elicottero, altri ancora addirittura sul lettino di rianimazione. Chissà quante risate si devono essere fatti, magari per spezzare la noia di un momento di quiete. Ma, come riferisce il <span style="text-decoration: underline;">Times</span>, i dirigenti ospedalieri che si sono accorti delle foto non hanno riso per niente e, dopo aver fatto rimuovere le immagini, hanno sospeso sette membri dello staff, tra medici e infermieri. Ora gli scherzosi camici bianchi rischiano l&#8217;accusa di condotta poco professionale mentre la loro vicenda suona come l&#8217;ennesimo avvertimento a calcolare le conseguenze di quanto si fa sui social network.</p>
<p><strong>L&#8217;ORIGINE DEL GIOCO -</strong> E tutto per colpa del Lying down game, il «gioco di sdraiarsi», inventato qualche tempo fa da due amici inglesi che, stanchi delle solite foto delle vacanze, hanno deciso di rinnovare il genere facendosi ritrarre nell&#8217;inusuale posa (faccia in giù, mani lungo i fianchi) in posti rigorosamente pubblici. Da lì alla diffusione virale il passo è stato breve.</p>

<div style="font-size:0px;height:0px;line-height:0px;margin:0;padding:0;clear:both"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ti taggo ovunque su Facebook</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/degenerazione/11-09-2009/ti-taggo-ovunque-su-facebook.html</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 10:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[tag]]></category>
		<category><![CDATA[taggare]]></category>
		<category><![CDATA[taggo]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: TGCOM
Nelle prossime settimane Facebook consentirà agli utenti di &#8220;taggare&#8221;, ovvero marchiare con un nome, i propri amici nei &#8220;post&#8221;, vale a dire nei commenti e messaggi pubblicati sul proprio profilo, un po&#8217; come avviene per le foto messe online nel popolare social network.
&#8220;Vogliamo &#8211; ha spiegato Andrew Huang, manager di Facebook &#8211; portare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://superblog.tgcom.it/wpmu/2009/09/11/ti-taggo-ovunque-su-facebook/" target="_blank"><strong>TGCOM</strong></a></p>
<p>Nelle prossime settimane Facebook consentirà agli utenti di &#8220;taggare&#8221;, ovvero marchiare con un nome, i propri amici nei &#8220;post&#8221;, vale a dire nei commenti e messaggi pubblicati sul proprio profilo, un po&#8217; come avviene per le foto messe online nel popolare social network.</p>
<p>&#8220;Vogliamo &#8211; ha spiegato Andrew Huang, manager di Facebook &#8211; portare la partecipazione nel sito al massimo livello. L&#8217;obiettivo è lasciare agli utenti la libertà di fare riferimento ai loro contatti del mondo reale nei post che saranno inseriti nel profilo&#8221;.</p>
<p>In parole povere: se un aggiornamento dello status del profilo rivela che sto pranzando con un amico, l&#8217;utente può &#8220;taggare&#8221; quel post per mettere un nome a quell&#8217;amico. Questo renderà più semplice, ad esempio visualizzare tutti i messaggi di status che fanno riferimento a quella particolare persona, indipendentemente da chi ha messo il post nel profilo.</p>

<div style="font-size:0px;height:0px;line-height:0px;margin:0;padding:0;clear:both"></div>]]></content:encoded>
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		<title>SOCIAL NETWORK NEL MIRINO DI AGENZIE PUBBLICITARIE</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 10:31:43 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[agenzie pubblicitarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: ANSA
ROMA &#8211; Twitter apre le porte alla pubblicità, Wikipedia ci sta pensando e Facebook è già a buon punto. Il mondo degli inserzionisti e quello dei social network si stanno incontrando per trovare sistemi sempre più personalizzati per recapitare ai consumatori pubblicità su misura ma forse anche trovare nuove fonti di guadagno da Internet, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_1651810294.html" target="_blank"><strong>ANSA</strong></a></p>
<p>ROMA &#8211; Twitter apre le porte alla pubblicità, Wikipedia ci sta pensando e Facebook è già a buon punto. Il mondo degli inserzionisti e quello dei social network si stanno incontrando per trovare sistemi sempre più personalizzati per recapitare ai consumatori pubblicità su misura ma forse anche trovare nuove fonti di guadagno da Internet, necessità che per l&#8217;editoria è stata ampiamente sollevata da Rupert Murdoch.</p>
<p>Twitter ha cambiato le sue regole, appena quattro mesi dopo aver detto un primo no, per consentire l&#8217;ingresso delle inserzioni pubblicitarie nel social network di microblogging che conta 45 milioni di iscritti in tutto il mondo. Un segnale concreto dell&#8217;interesse &#8211; reciproco &#8211; del settore per la pubblicità, che in questo contesto si può avvalere degli strumenti tipici del social network e delle nuove funzioni di localizzazione geografica di utenti e servizi, anche grazie al crescente accesso via cellulare. In questo senso vanno sicuramente i recenti accordi di Facebook, che conta 250 milioni di utenti, 65 dei quali via telefonino, con Nokia per servizi che comprendono, appunto, anche la &#8216;geolocalizzazione&#8217;.</p>
<p><span id="more-537"></span>L&#8217;interesse per la pubblicità non viene escluso nemmeno dall&#8217;altro grande pilastro del Web 2.0, Wikipedia. &#8220;Pubblicità su Wikipedia? E&#8217; una possibilità. Non la escluderei del tutto, anche se nessuno qui pensa che sia una buona idea&#8221;, ha detto martedì Jimmy Wales, uno dei fondatori dell&#8217;enciclopedia più nota del web. &#8220;La rete sociale è uno strumento di marketing estremamente efficace. Avere un molti amici, infatti, equivale ad avere un gruppo piuttosto omogeneo di persone presso cui promuovere qualsiasi prodotto&#8221;, sostiene Leon Hill, amministratore delegato della uSocial, società pubblicitaria che vende &#8216;amici&#8217; su Twitter e Facebook a prezzi &#8216;abbordabili&#8217; (poco più di mille dollari ogni diecimila nomi).</p>
<p>Su &#8216;Facebook&#8217; questo servizio sarà attivo dal 16 settembre, anche se il primo social network del mondo ha già fatto sapere che chi viene scoperto ad acquistare &#8216;amici&#8217;, per scopi pubblicitari o d&#8217;altro tipo, rischia l&#8217;espulsione. Su Twitter invece il servizio funziona già e potrebbe essere il primo di una serie. E presto arriveranno anche le funzioni di geolocalizzazione. Intanto però uno studio ha accertato che in media il 30% dei messaggini nei microblog già contiene riferimenti a marchi e prodotti commerciali. Il &#8216;micro&#8217; social network, secondo i risultati dello studio condotto da due docenti dell&#8217;Università della Pennsylvania, è infatti diventato un passaparola in cui gli iscritti tendono a &#8216;micro-bloggare&#8217; in particolare suggerimenti e impressioni su prodotti o servizi disponibili sul mercato. Twitter ha addirittura tre motori di ricerca per &#8216;misurare&#8217; queste opinioni, l&#8217;ultimo dei quali, &#8216;Tweetfeel&#8217;, ha esordito alla fine di luglio. Con &#8216;Tweetfeel&#8217;, &#8216;Twendz&#8217; e &#8216;Twitrratr&#8217; è possibile individuare opinioni, pensieri e stati d&#8217;animo dei miroblogger su un particolare tema, un prodotto, un film, un libro o un fatto di cronaca. Servizi simili sarebbero allo studio anche per Facebook e per altri social network.</p>

<div style="font-size:0px;height:0px;line-height:0px;margin:0;padding:0;clear:both"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Botte tra ventenni per la foto dell&#8217;ex finita su facebook</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/amore/08-09-2009/botte-tra-ventenni-per-la-foto-dellex-finita-su-facebook.html</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 10:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[ex]]></category>
		<category><![CDATA[fidanzata]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: il secolo XIX
TUTTO colpa di Facebook. É stata infatti una foto pubblicata sul social network a far finire in ospedale due ventenni spezzine che si sono accapigliate sul lungomare di San Terenzo a causa di un ragazzo di 22 anni nella doppia veste di ex di una e attuale fidanzato dell&#8217;altra. Insomma un cocktail [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/la_spezia/2009/09/08/AMZfjUuC-facebook_finita_ventenni.shtml" target="_blank"><strong>il secolo XIX</strong></a></p>
<p>TUTTO colpa di Facebook. É stata infatti una foto pubblicata sul social network a far finire in ospedale due ventenni spezzine che si sono accapigliate sul lungomare di San Terenzo a causa di un ragazzo di 22 anni nella doppia veste di ex di una e attuale fidanzato dell&#8217;altra. Insomma un cocktail micidiale costituito dalla modernità di Facebook unita alla vecchia, ma sempre di moda, gelosia.</p>
<p>Oggetto del contendere la foto di un ragazzo, un ventiduenne spezzino, finita su Facebook. Lui forse sollecitato dall&#8217;attuale fidanzata ha intercettato l&#8217;ex in un bar sul lungomare di San Terenzo e le ha chiesto conto di quell&#8217;immagine visibile su Internet. L&#8217;ex &#8211; che chiameremo Giovanna &#8211; ha negato di essere stata lei a mettere in rete quella fotografia. Tutto finito? Nemmeno per sogno, poco dopo sulla passeggiata è arrivata Maria, attuale fidanzata, (anche in questo caso il nome è di fantasia) a riproporle la stessa domanda.</p>
<p><span id="more-543"></span>Da qui in poi le versioni delle due ventenni divergono e sarà compito della magistratura attraverso le testimonianze dei presenti capire come siano andati realmente i fatti. Secondo la versione fornita da Giovanna, la fidanzata &#8220;in carica&#8221; , Maria, è passata in una manciata di secondi dalla richiesta di spiegazioni agli insulti, Mentre le due ragazze stavano animatamente discutendo il ragazzo conteso ha sferrato un colpo mandando in frantumi il parabrezza del motorino dell&#8217;ex. Giovanna ha tentato di raggiungere il ragazzo per fermarlo, ma la rivale l&#8217;ha afferrata per i capelli, le due si sono strattonate e l&#8217;attuale fidanzata è finita con il viso contro il parabrezza dello scooter rompendosi il naso. Poi il ragazzo conteso si è messo di mezzo ed è riuscito a a bloccare le due giovani scatenate fermando il parapiglia.</p>
<p><script type="text/javascript"></script><script src="http://adv.ilsecoloxix.it/adjs.php?n=302457083&amp;what=zone:30&amp;exclude=," type="text/javascript"></script></p>
<p><noscript></noscript>Diametralmente opposta la versione fornita da Maria la quale ha raccontato di essere stata avvicinata dall&#8217;ex fidanzata del suo ragazzo che l&#8217;avrebeb spinta violentemente contro il motorino in sosta. L&#8217;unica cosa certa è che entrambe sono finite in pronto soccorso. Ad avere la peggio è stata la fidanzata in carica che ha riportato la frattura del setto nasale e guarirà in 25 giorni. Un referto che ha fatto scattare la denuncia d&#8217;ufficio per lesioni. L&#8217;altra protagonista della contesa se l&#8217;è cavata con cinque giorni di prognosi per un livido sotto l&#8217;occhio sinistro lasciato (pare) da un cazzotto.</p>

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		<title>Contatta l&#8217;ex di un amico su Facebook lui protesta e viene accoltellato</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 07:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[accoltellato]]></category>
		<category><![CDATA[amico]]></category>
		<category><![CDATA[ex]]></category>

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		<description><![CDATA[di Elisabetta Di Zanni
Fonte: Repubblica.it
Un ragazzo di 18 anni, Francesco De Nittis, è ricoverato in prognosi riservata all&#8217;Ospedale San Paolo di Bari, a causa di una coltellata sferratagli da un suo amico. Secondo quanto appurato dai carabinieri della Compagnia di Cerignola che indagano sull&#8217;accaduto, De Nittis era rimasto dispiaciuto del fatto che il suo amico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Elisabetta Di Zanni<br />
Fonte: </strong><a href="http://bari.repubblica.it/dettaglio/Contatto-su-Facebooklex-di-lei-lo-accoltella/1713803" target="_blank"><strong>Repubblica.it</strong></a></p>
<p><strong>Un ragazzo di 18 anni, Francesco De Nittis, è ricoverato in prognosi riservata all&#8217;Ospedale San Paolo di Bari, a causa di una coltellata sferratagli da un suo amico. Secondo quanto appurato dai carabinieri della Compagnia di Cerignola che indagano sull&#8217;accaduto, De Nittis era rimasto dispiaciuto del fatto che il suo amico aveva contattato su FaceBook la sua ex ragazza.</strong></p>
<p>Vittima non solo della beffa del compagno, che ha chiesto su facebook l&#8217;amicizia della sua ex ragazza, ma pure del folle gesto d&#8217;ira per aver esternato la sua contrarietà. La conseguenza che è scaturita per Francesco De Nittis, appena 18enne, è stata un colpo al torace che gli ha perforato il polmone sfiorandogli il cuore. E&#8217; accaduto domenica in pieno centro a Trinitapoli, in via Mulini, intorno alle 17 davanti a un bar affollato di ragazzini. L&#8217;aggressore è poi fuggito dileguandosi tra la folla. La vittima è stata soccorsa da alcuni amici presenti: senza chiamare i soccorsi lo hanno condotto presso la sede del 118. Di qui la corsa all&#8217;ospedale di Barletta. I medici però, dopo aver constatato la gravità della ferita riportata, hanno deciso il trasferimento del ragazzo al reparto di chirurgia toracica del Policlinico di Bari dove ora il giovane è ricoverato, fuori pericolo. Ma è mancato poco che la lama del coltello non lo uccidesse, fermandosi a soli tre centimetri dal cuore. Sono in corso le indagini dei carabinieri della compagnia di Cerignola che, avvertita dell&#8217;accaduto solo attraverso una telefonata del policlinico, sta cercando ora il presunto aggressore, le cui generalità sono state fornite dalla vittima.</p>

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		<title>Non hai abbastanza amici su Facebook? Comprali!</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 10:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[amicizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: REUTERS
Chi ha detto che gli amici non si possono comprare? Una società australiana di marketing online vende amici e fan ai membri di Facebook, dopo aver già offerto lo stesso servizio agli utenti di Twitter.
La compagnia di marketing, pubblicità e promozioni uSocial (usocial.net) ha spiegato di aver rivolto la propria attenzione ai siti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE58207D20090903?sp=true" target="_blank"><strong>REUTERS</strong></a></p>
<p>Chi ha detto che gli amici non si possono comprare? Una società australiana di marketing online vende amici e fan ai membri di Facebook, dopo aver già offerto lo stesso servizio agli utenti di Twitter.</p>
<p>La compagnia di marketing, pubblicità e promozioni uSocial (usocial.net) ha spiegato di aver rivolto la propria attenzione ai siti di social network perché hanno un enorme potenziale per la pubblicità.</p>
<p>&#8220;Facebook è uno strumento di marketing estremamente efficace&#8221;, ha detto in una nota Leon Hill, amministratore delegato di uSocial.</p>
<p><span id="more-531"></span>&#8220;Il fatto è che con un largo seguito su Facebook, si può avere un gruppo di persone con caratteristiche comuni da contattare per promuovere qualunque cosa si voglia promuovere&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p>&#8220;L&#8217;unico problema è che raggiungere un grande seguito può essere molto difficile, ed è qui che entriamo in gioco noi&#8221;.</p>
<p>La compagnia infatti offre agli utenti di Facebook &#8212; il sito di social network numero uno al mondo &#8212; &#8216;pacchetti di amici&#8217; da 1.000 fino a 10.000 ad un prezzo che va da un minimo di 177 dollari fino ad arrivare a 1.167 dollari.</p>
<p>&#8220;Quello che facciamo è inviare (agli utenti di Facebook) un messaggio di benvenuto o una richiesta di amicizia da parte del nostro cliente. Se vogliono possono andare avanti e aggiungere il nostro cliente come amico, altrimenti possono decidere di non farlo&#8221;, ha spiegato Hill ai media australiani.</p>
<p>Attualmente Facebook è il quarto sito web più visitato al mondo.</p>
<p>La compagnia, &#8212; che vede tra i suoi investitori Peter Thiel, Accel Partners, Microsoft e l&#8217;azienda russa di investimenti online Digital Sky Technologies &#8212; ha oltre 250 milioni di utenti registrati.</p>
<p>Ma ai pacchetti di But uSocial non mancano i problemi.</p>
<p>Secondo alcuni siti web australiani, Twitter ha cercato di chiudere uSocial accusandola di avere degli utenti che diffondevano spam, e il Time di Los Angeles ha riferito che anche Digg.com &#8212; un sito web dove gli utenti possono votare le loro notizie e i loro siti preferiti &#8212; ha cercato di chiudere uSocial perché vendeva voti.</p>

<div style="font-size:0px;height:0px;line-height:0px;margin:0;padding:0;clear:both"></div>]]></content:encoded>
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