Fonte: hardware & gadget
Il fenomeno sociale del momento, Facebook, che ha oscurato anche il celeberrimo mondo di Second Life, sembra essere nel pieno di una bufera causata dalle aziende, che lo accusano di essere la principale fonte di distrazione per i propri dipendenti.
Sempre più persone che lavorano in ufficio, infatti, utilizzerebbero i social network ed altri strumenti di comunicazione in maniera sistematica e massiva, con conseguente calo del proprio livello di produttività.
La possibilità di conciliare un passatempo con il proprio lavoro, senza muoversi dalla scrivanie, sembrerebbe infatti un richiamo troppo forte cui poter resistere, per milioni di lavoratori che, sempre secondo le imprese, finirebbero per essere più impegnati ad aggiornare il proprio profilo di Facebook ed a comunicare con amici e potenziali tali, che nelle proprie attività.
I social network, con Facebook in testa, replicano da parte loro che determinati strumenti esistono da tempo ed inoltre, uno studio affermerebbe, in modo peraltro molto opinabile, come questa tipologia di svaghi aiuterebbe a sviluppare la concentrazione, con benefici dal punto di vista della resa del singolo.
Com’era logico attendersi dunque, la crociata delle aziende contro i social network ha avuto inizio, con misure di divieto e filtri che ne impediscano l’utilizzo ai propri dipendenti. Poste Italiane ha già comunicato di aver attivato delle restrizioni sulle proprie reti e sarà seguita a breve dagli uffici delle Regioni, Comuni ed enti pubblici in generale.
Nella realtà è ovviamente il buonsenso umano che deve essere arbitro delle situazioni e risulta davvero difficile credere che un social network possa migliorare la produttività individuale di un lavoratore.
Questi fenomeni comunicativi meritano sicuramente un loro spazio ma, al di là di casi particolari quali Linkedin, finalizzato a creare, per ogni iscritto, un profilo professionale ed uno storico delle proprie esperienze lavorative, aspetti utili in ambito recruiting, tutto il resto va annoverato quale fenomeno fine a sé stesso e catalogato come semplice passatempo, privo della capacità di apportare un qualsiasi beneficio dal punto di vista professionale.
