Fonte: CORRIERE DI COMO
Accesso per un’ora al giorno nel municipio del capoluogo
Facebook e chat distraggono i dipendenti? Comune e Provincia intervengono alla radice, “oscurando” tutti i siti che poco o nulla c’entrano con il lavoro degli impiegati pubblici. Con una sola differenza: mentre dai personal computer della Provincia non si può mai accedere a Facebook, in Comune i tecnici stanno pensando (come già accade nel municipio di Napoli) di limitarne l’accesso a un’ora al giorno.
Si potrebbe pensare a una misura “antifannulloni” firmata da Renato Brunetta, ma in realtà il ministro della Pubblica Amministrazione questa volta non c’entra. Sia Provincia che Comune dispongono di un filtro per la navigazione già da quattro anni. Un apposito software che – installato nel server che distribuisce ai terminali informatici la connessione alla rete mondiale Internet – è in grado di bloccare l’accesso a determinate categorie di siti.
Banditi, ovviamente, i siti pornografici e le chat. Ma ora si oscura anche Facebook, il social network più famoso al mondo, per evitare che i dipendenti chiacchierino virtualmente con gli amici invece di lavorare.
«I siti Internet sono racchiusi all’interno di specifiche categorie – spiega Guendalina Camozzi, responsabile del Centro Elaborazione Dati dell’amministrazione provinciale – shopping, intrattenimento, informazione, viaggi, e molte altre. Tramite un software che filtra la navigazione possiamo inibire l’accesso a determinate categorie.
Da noi, ad esempio, sono bloccati Facebook, chat, pornografia, violenza, armi, e anche lo streaming audio e video, dato che occupa una buona fetta della banda di navigazione. Anche lo shopping è bandito, tranne che in alcuni settori: l’economato, ad esempio, ha bisogno spesso di consultare siti commerciali per avere un’idea dei prezzi sul mercato».
I filtri possono essere costantemente aggiornati, come spiega sempre Guendalina Camozzi. «È una continua rincorsa: chi realizza i siti sa bene come “mascherarli” per renderli immuni ai filtri».
Se in Provincia Facebook è bloccato, in Comune invece il dirigente dei sistemi informativi ne sta consentendo l’accesso per un’ora al giorno. Non un minuto in più. «Ci siamo accorti che Facebook passava le maglie del filtro – spiega l’ingegner Giovanni Fazio – perciò ho chiesto oggi (ieri, ndr) ai miei colleghi di consentirne l’accesso dai computer del Comune di Como per un massimo di 60 minuti al giorno». Come, peraltro, accade già nel Comune di Napoli.
«Abbiamo invece vietato completamente i siti di chat, lo scambio di files tramite la tecnica del peer to peer, il file sharing (condivisione di files, ndr), la pornografia e i giochi. Non si può neanche utilizzare Messenger, il programma che consente dialoghi immediati», conclude l’esperto.

Pazzesco, poi magari per avere un certificato dalla Provincia aspetti delle settimane…
…e questi tutto il giorno su Facebook stanno!
ma sai leggere??? l’articolo dice che internet è filtrato già da quattro anni. e che facebook è chiuso. il tuo commento è completamente fuori luogo.
a siena hanno oscurato facebook, ma non i siti porno. a me pare da manicomio.
Penso che quando sei al lavoro, e sei pagato non puoi fare gli affari tuoi, a parte la pausa contrattuale.
Lo puoi fare quando sei a casa tua.
Penso che se tu avessi un dipendente, e invece che lavorare se sta su facebook. non ti girano i maroni?.
ciao
il settore innovazione tecnologica potrebbe svegliarsi..il sito della provincia è sempre in manutenzione, i siti di comuni digitali vanno a rilento