Il prof si scopre clonato in rete

Scritto da odiofacebook il 07 Gennaio 09 in Privacy

Di Andrea Selva

Fonte: TRENTINO

Alberto Conci sul social network con nome e foto, ma non era lui: parte la denuncia ma il “sosia” resta anonimo

TRENTO. Piacere Alberto Conci, di professione professore. Peccato che a presentarsi in questo modo – nome, cognome e foto – fosse un’ineffabile impostore scoperto dal vero Alberto Conci solo per caso quando già aveva stretto conoscenza con tutti i suoi (veri) amici. Accade nella terra virtuale di Facebook (internet) ma l’incubo per l’identità sottratta è stato reale, come l’indagine avviata dalla polizia postale nei giorni scorsi dopo la denuncia del docente di religione al liceo scientifico Da Vinci.

Chissà quanto sarebbe durata questa storia se un giorno il vero Alberto Conci non avesse notato su internet un suo clone che si comportava in modo strano, ma non strano abbastanza da indurre sospetti sulla sua identità. Era il dicembre scorso quando ha scoperto di essere iscritto a Facebook, con la sua fotografia, lui che in quel social network non aveva mai messo piede. C’era, invece, chi l’aveva fatto per lui: un navigatore anonimo (ma attualmente ricercato dalla polizia postale) che stringeva amicizia con decine di persone ignare di avere a che fare con un impostore.

PARLA IL PROF CLONATO “Quanto siamo vulnerabili in rete”

Non è bello avere uno che parla a nome tuo (con la tua faccia, per essere più convincente). E’ ancora meno bello se questo tale – come è avvenuto – dice stronzate. Così il vero Alberto Conci – docente al Da Vinci e scrittore – è andato prima alla polizia postale e poi ha scritto una lettera agli amministratori di Facebook, facendo cancellare l’account (si dice così) aperto dall’impostore nel giro di un paio di giorni. Facile? Sì, purché scriviate in inglese perché l’italiano – a differenza di inglese, francese, spagnolo e poche altre lingue – non è considerato lingua ufficiale.

Tutto finito? Magari. Il falso Conci invece di arrendersi si è messo al computer e con messaggi davvero poco edificanti ha mandato una lettera di fuoco a tutti i “suoi” amici e conoscenti, per lamentarsi di come era stato fatto fuori da Facebook. Era troppo: il professore ancora una volta è corso alla polizia postale per denunciare l’autore dell’email e infine ha dovuto – lui – scrivere una lettera a tutti gli amici (sperando di non averne dimenticato nessuno) per avvisarli di non preoccuparsi per il suo comportamento “strano”: «Mi avete visto dire cose strane in rete? Tranquilli, non sono io. Fatelo sapere a più gente possibile».

Ora la notizia è scritta anche sul giornale: quell’Alberto Conci che avete visto su Facebook non era il professore del Da Vinci, ma un impostore (forse un ex studente? lo deciderà la polizia postale) che aveva preso le sue fotografie dal sito del Margine e da altri siti di amici che avevano pubblicato alcune sue immagini. Tutto perfetto, ci sarebbe cascato chiunque: quando vedi la foto di un tuo amico, con il suo nome scritto sotto, non ti viene nessun dubbio, nemmeno se si comporta in modo strano. Il suo incubo lo racconta lui stesso nel pezzo qui a fianco, mentre la polizia postale conferma che si tratta di un fenomeno in crescita.

2 commenti op “Il prof si scopre clonato in rete”

  1. Annunziata said:

    di professori stronzi nè ho avuti tanti ma nn cm il vostro.
    io lo farei licenziare!!!!!!!! cmq ciao e BUON ANNO!!!!!!!!!!

  2. fra89 said:

    @ annunziata

    ma hai letto l’articolo?! mi sembra che tu abbia qualche difficoltà di comprensione del testo….mi spieghi perchè dovrebbero licenziarlo se è stato lui stesss vittima di sostituzione di persona??

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