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	<title>Commenti a: Legge Facebook e uccide la moglie</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Di: chiara</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/27-02-2009/legge-facebook-e-uccide-la-moglie.html/comment-page-1#comment-3534</link>
		<dc:creator>chiara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 00:18:42 +0000</pubDate>
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		<description>io credo che il problema di fondo non sia cosa si utilizzi, piuttosto &quot;CHI&quot; utilizza quel &quot;prodotto&quot;.
se esaminiamo una qualsiasi scoperta fatta nel corso della storia, ci rendiamo conto che il male che da essa si è scatenato è dipeso solamente &quot;dalle mani nelle quali sono andate a finire&quot;..
esempi: energia atomica, manipolazione genetica, per non parlare di politica...
ESEMPIO PRATICO: 
UN NORMALISSIMO COLTELLO DA CUCINA PUO&#039; ESSERE UTILIZZATO IN MILLE MODI POSSIBILI... QUELLO CHE CAMBIA è  ___CHI___ LO UTILIZZA...
casalinga---- probabilmente lo userà per pelare patate
ladro-----può essere utile per scassinare una porta
persona instabile-----probabilmente ucciderà qualcuno o se stesso
IN DEFINITIVA la gravità della situazione dipende dal fatto che ormai la stragrande maggioranza delle persone è già succube del sistema (social network), vuoi per ignoranza vuoi per instabilità mentale o perchè va di moda (assurdo).....e ne fa di questi prodotti un ARMA, che usata in  modo sbagliata (come lo è sempre, riferita a facebook) porta e porterà alla distruzione dell&#039; INDIVIDUALITA&#039;.
Vista dunque la mancanza di personalità e il &quot;grande complesso&quot; indotto dai social network non resta altro che aspettare le conseguenze che verranno e che (a mio parere) saranno devastanti per il futuro e per le prossime generazioni.

Possiamo solo augurarci di toccare il fondo nel più breve tempo possibile - dopo, o non esisteremo più, o ricominceremo a salire. In ogni caso non mi faccio illusioni: non penso che saremo capaci di ripensarci veramente, non penso che saremo disposti a metterci in discussione sino in fondo, non penso che rinunceremo alla nostra ridicola, auto-distruttiva identità (ammesso che ne resti una briciola). 

un saluto   Chiara</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io credo che il problema di fondo non sia cosa si utilizzi, piuttosto &#8220;CHI&#8221; utilizza quel &#8220;prodotto&#8221;.<br />
se esaminiamo una qualsiasi scoperta fatta nel corso della storia, ci rendiamo conto che il male che da essa si è scatenato è dipeso solamente &#8220;dalle mani nelle quali sono andate a finire&#8221;..<br />
esempi: energia atomica, manipolazione genetica, per non parlare di politica&#8230;<br />
ESEMPIO PRATICO:<br />
UN NORMALISSIMO COLTELLO DA CUCINA PUO&#8217; ESSERE UTILIZZATO IN MILLE MODI POSSIBILI&#8230; QUELLO CHE CAMBIA è  ___CHI___ LO UTILIZZA&#8230;<br />
casalinga&#8212;- probabilmente lo userà per pelare patate<br />
ladro&#8212;&#8211;può essere utile per scassinare una porta<br />
persona instabile&#8212;&#8211;probabilmente ucciderà qualcuno o se stesso<br />
IN DEFINITIVA la gravità della situazione dipende dal fatto che ormai la stragrande maggioranza delle persone è già succube del sistema (social network), vuoi per ignoranza vuoi per instabilità mentale o perchè va di moda (assurdo)&#8230;..e ne fa di questi prodotti un ARMA, che usata in  modo sbagliata (come lo è sempre, riferita a facebook) porta e porterà alla distruzione dell&#8217; INDIVIDUALITA&#8217;.<br />
Vista dunque la mancanza di personalità e il &#8220;grande complesso&#8221; indotto dai social network non resta altro che aspettare le conseguenze che verranno e che (a mio parere) saranno devastanti per il futuro e per le prossime generazioni.</p>
<p>Possiamo solo augurarci di toccare il fondo nel più breve tempo possibile &#8211; dopo, o non esisteremo più, o ricominceremo a salire. In ogni caso non mi faccio illusioni: non penso che saremo capaci di ripensarci veramente, non penso che saremo disposti a metterci in discussione sino in fondo, non penso che rinunceremo alla nostra ridicola, auto-distruttiva identità (ammesso che ne resti una briciola). </p>
<p>un saluto   Chiara</p>
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		<title>Di: pil</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/27-02-2009/legge-facebook-e-uccide-la-moglie.html/comment-page-1#comment-1949</link>
		<dc:creator>pil</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 19:08:34 +0000</pubDate>
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		<description>straordinerio marito!</description>
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		<title>Di: neuroni in rivolta</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/27-02-2009/legge-facebook-e-uccide-la-moglie.html/comment-page-1#comment-1883</link>
		<dc:creator>neuroni in rivolta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 08:08:55 +0000</pubDate>
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		<description>FESSIBOOK: E’ NATA LA NUOVA ERA DELLA LOBOTOMIZZAZIONE VIRTUALE!
...E LE CAVIE SONO GIA’ 60 MILIONI
Il nostro vuole essere solo un messaggio di contro-informazione sui reali intenti di sottomissione psicologica, che strumenti di aggregazione sociale come facebook, stiano attuando.
Attraverso una campagna di subdola strumentalizzazione della psiche umana, facebook promuove (usando come veicolo di trasmissione gli utenti stessi) la diffusione di elementi pubblicitari tali a destabilizzare l’individualità di ogniuno di noi a vantaggio del capitale.

Cosa si cela dietro la falsa egida di libertà proclamata da facebook?
Indagini di mercato e sponsorizzazioni di multinazionali che con la formula del consenso all’archiviazione dei nostri dati personali si impossessano di informazioni utili al controllo delle masse e che per mezzo della divulgazione dei più svariati marchi appartenenti alle lobby di potere sostengono l’egemonia capitalistica a discapito della libera autonomia degli individui.

Un utente facebook contento di condividere con la rete i propri gusti in riferimento a prodotti di consumo, abbigliamento e sponsorizzazioni di ogni sorta non fa altro che circoscrivere la sua individualità all’interno di un meccanismo di controllo, promuovendo di fatto gli interessi di una casta nascosta dietro i falsi ammiccamenti di oggetti e beni di consumo che sembrano identificarci, ma che in realtà tendono alla deumanizzazione intellettiva dei singoli.

Vi è una scissione fra noi e il nostro cervello. Ciò fa si che decontestualizzate le funzioni celebrali dalle nostre volontà coscienti rimaniamo entità individuali solamente in quando corpi fisici relegando nel paradiso dell’omologazione la nostra mente sempre più condizionata ad assoggettamenti di input standardizzanti.

Non solo vogliono la globalizzazione a livello economico. Voglio globalizzare anche i nostri pensieri, recidere i nostri orizzonti e rinchiuderli in un contenitore pubblicitario rendendoci criceti compiaciuti del nostro stato di servi!!!

E’ ORA DI DIRE BASTA AI BOMBARDAMENTI MEDIATICI DELLE TV DI STATO, DEI GIORNALI DI STATO E DEI SOCIAL NETWORK COME FACEBOOK


neuroni in rivolta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>FESSIBOOK: E’ NATA LA NUOVA ERA DELLA LOBOTOMIZZAZIONE VIRTUALE!<br />
&#8230;E LE CAVIE SONO GIA’ 60 MILIONI<br />
Il nostro vuole essere solo un messaggio di contro-informazione sui reali intenti di sottomissione psicologica, che strumenti di aggregazione sociale come facebook, stiano attuando.<br />
Attraverso una campagna di subdola strumentalizzazione della psiche umana, facebook promuove (usando come veicolo di trasmissione gli utenti stessi) la diffusione di elementi pubblicitari tali a destabilizzare l’individualità di ogniuno di noi a vantaggio del capitale.</p>
<p>Cosa si cela dietro la falsa egida di libertà proclamata da facebook?<br />
Indagini di mercato e sponsorizzazioni di multinazionali che con la formula del consenso all’archiviazione dei nostri dati personali si impossessano di informazioni utili al controllo delle masse e che per mezzo della divulgazione dei più svariati marchi appartenenti alle lobby di potere sostengono l’egemonia capitalistica a discapito della libera autonomia degli individui.</p>
<p>Un utente facebook contento di condividere con la rete i propri gusti in riferimento a prodotti di consumo, abbigliamento e sponsorizzazioni di ogni sorta non fa altro che circoscrivere la sua individualità all’interno di un meccanismo di controllo, promuovendo di fatto gli interessi di una casta nascosta dietro i falsi ammiccamenti di oggetti e beni di consumo che sembrano identificarci, ma che in realtà tendono alla deumanizzazione intellettiva dei singoli.</p>
<p>Vi è una scissione fra noi e il nostro cervello. Ciò fa si che decontestualizzate le funzioni celebrali dalle nostre volontà coscienti rimaniamo entità individuali solamente in quando corpi fisici relegando nel paradiso dell’omologazione la nostra mente sempre più condizionata ad assoggettamenti di input standardizzanti.</p>
<p>Non solo vogliono la globalizzazione a livello economico. Voglio globalizzare anche i nostri pensieri, recidere i nostri orizzonti e rinchiuderli in un contenitore pubblicitario rendendoci criceti compiaciuti del nostro stato di servi!!!</p>
<p>E’ ORA DI DIRE BASTA AI BOMBARDAMENTI MEDIATICI DELLE TV DI STATO, DEI GIORNALI DI STATO E DEI SOCIAL NETWORK COME FACEBOOK</p>
<p>neuroni in rivolta</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sK</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/27-02-2009/legge-facebook-e-uccide-la-moglie.html/comment-page-1#comment-1241</link>
		<dc:creator>sK</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 18:05:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiofacebook.net/?p=357#comment-1241</guid>
		<description>Credo che casi eclatanti come questo pur se &quot; a effetto&quot; siano solo uno dei modi, e forse neanche il migliore, di raccontare il danno che comunicazioni virtuali come Facebook o My Space hanno fatto e continueranno a fare. La possibilità di porsi nei confronti degli altri in un modo che non corrisponde al reale o che dal reale vuole addirittura fuggire è solo uno degli aspetti più disgustosi di tali realtà. A volte, il terrore più grande mi viene quando mi passa per la testa che sistemi di &quot;comunicazione&quot; del genere distruggano capacità critiche e coscenze di non sò quante persone. Fatti del genere confermano solo una tendenza che va molto al di là del caso particolare di un marito impazzito. E come il marito impazzito il mondo è sempre più pieno di persone incapaci di capire cosa fanno, tanto meno perchè. 
Ovviamente è solo il mio parere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che casi eclatanti come questo pur se &#8221; a effetto&#8221; siano solo uno dei modi, e forse neanche il migliore, di raccontare il danno che comunicazioni virtuali come Facebook o My Space hanno fatto e continueranno a fare. La possibilità di porsi nei confronti degli altri in un modo che non corrisponde al reale o che dal reale vuole addirittura fuggire è solo uno degli aspetti più disgustosi di tali realtà. A volte, il terrore più grande mi viene quando mi passa per la testa che sistemi di &#8220;comunicazione&#8221; del genere distruggano capacità critiche e coscenze di non sò quante persone. Fatti del genere confermano solo una tendenza che va molto al di là del caso particolare di un marito impazzito. E come il marito impazzito il mondo è sempre più pieno di persone incapaci di capire cosa fanno, tanto meno perchè.<br />
Ovviamente è solo il mio parere.</p>
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