Tre mesi per violare un’azienda su Facebook

Scritto da odiofacebook il 27 Marzo 09 in Privacy

Fonte: La Rebubblica Milano

Nessuna arma complicata o tecniche del futuro: per violare i segreti di un’azienda basta un po’ di pazienza, un modo di fare seducente e un’iscrizione a Facebook. A spiegarlo è Raoul Chiesa, uno dei primi hacker italianiNessuna arma complicata o tecniche del futuro: per violare i segreti di un’azienda basta un po’ di pazienza, un modo di fare seducente e un’iscrizione a Facebook, la rete sociale del momento. A spiegarlo è Raoul Chiesa, uno dei primi hacker italiani e oggi componente del comitato direttivo Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica presso l’Università di Milano.

“Sui social network – racconta Chiesa – c’è stato un esperimento interessante un mese fa: una società di sicurezza, che di mestiere fa test di intrusione e di attacco informatico, è stata ingaggiata da una multinazionale in cui l’uso di Facebook non solo è autorizzato, ma è anche uno strumento di lavoro. Dopo un mese passato a studiare i profili dei lavoratori, questa società ha creato una collega che non esisteva ma abbastanza appariscente, e proprio grazie al gergo imparato studiando i dipendenti è riuscita in tre mesi, utilizzando solo Facebook come vettore di attacco, a carpire informazioni sensibili alla società”.

Questo solo grazie alla fiducia che i dipendenti, un po’ incautamente, hanno dato a quella che credevano una loro collega. “E’ stato il primo esperimento per capire fino a che punto il social network è utile – conclude Chiesa – e qual è il confine perchè divenga un nuovo tallone d’Achille”.

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