Di Sara Matteodo
Fonte: LA STAMPA.it
Come si dice: l’ho visto un mese fa e stava bene.
E invece ieri sera, dopo un mesetto di letargo fisico e mentale, mi collego all’amato social network e scopro che quasi non c’è più. Nessun amico in linea, per esempio. E qua può benissimo essere il caso, io ho solo una cinquantina di amici e in linea ne becco di solito cinque o sei. Ma nemmeno nessun aggiornamento sulle homepage di quelli che di solito scrivono da pazzi. Nessuno che abbia inserito elementi o pezzi nuovi (e dire che ne ho di amici grafomani, che scrivono – pure bene – anche quando non hanno niente di così fondamentale da dire al mondo). Il nulla. Manco uno che fosse diventato, chessò, “fan della Nutella” o “fan delle sigarette di Gighen”.
Ho scritto la mia frasetta per aggiornare lo stato, anche molto più stimolante di altre volte in cui ho riportato “Sara ha sonno. Zzz.” oppure “Sara mangia i gnocchi al sugo che ha fatto con le sue mani”, ma nessuno ha commentato.
Guardando in alto a destra mi sono poi resa conto che avevo ben otto mail non lette e ho pensato “ah, eccoli qua, i miei amici”. E invece ho scoperto che erano tutti inviti ad unirmi a gruppi di cui non capivo non solo il senso ma nemmeno l’argomento.
Magari sono stato fuori troppo dal giro. Succede. Ma, mi chiedo, si trattano così gli amici quando tornano? E soprattutto, dove sono andati tutti? Dov’è il popolo di Facebook che un mese fa non poteva rinunciare a scrivere, direttamente dalla sala parto : “Cinque minuti fa è nato mio figlio, è il giorno più bello della mia vita.”
Per la cronaca, il mio stato di ieri era una citazione di Tagore, riportata da Fabio Volo alla radio: “Nei sentieri già tracciati io mi perdo“.
Ora, se nessuno commenta nemmeno qui, forse ero in una specie di Truman Show e hanno spento le telecamere per mancato share.

FESSIBOOK: E’ NATA LA NUOVA ERA DELLA LOBOTOMIZZAZIONE VIRTUALE!
…E LE CAVIE SONO GIA’ 60 MILIONI
Il nostro vuole essere solo un messaggio di contro-informazione sui reali intenti di sottomissione psicologica, che strumenti di aggregazione sociale come facebook, stiano attuando.
Attraverso una campagna di subdola strumentalizzazione della psiche umana, facebook promuove (usando come veicolo di trasmissione gli utenti stessi) la diffusione di elementi pubblicitari tali a destabilizzare l’individualità di ogniuno di noi a vantaggio del capitale.
Cosa si cela dietro la falsa egida di libertà proclamata da facebook?
Indagini di mercato e sponsorizzazioni di multinazionali che con la formula del consenso all’archiviazione dei nostri dati personali si impossessano di informazioni utili al controllo delle masse e che per mezzo della divulgazione dei più svariati marchi appartenenti alle lobby di potere sostengono l’egemonia capitalistica a discapito della libera autonomia degli individui.
Un utente facebook contento di condividere con la rete i propri gusti in riferimento a prodotti di consumo, abbigliamento e sponsorizzazioni di ogni sorta non fa altro che circoscrivere la sua individualità all’interno di un meccanismo di controllo, promuovendo di fatto gli interessi di una casta nascosta dietro i falsi ammiccamenti di oggetti e beni di consumo che sembrano identificarci, ma che in realtà tendono alla deumanizzazione intellettiva dei singoli.
Vi è una scissione fra noi e il nostro cervello. Ciò fa si che decontestualizzate le funzioni celebrali dalle nostre volontà coscienti rimaniamo entità individuali solamente in quando corpi fisici relegando nel paradiso dell’omologazione la nostra mente sempre più condizionata ad assoggettamenti di input standardizzanti.
Non solo vogliono la globalizzazione a livello economico. Voglio globalizzare anche i nostri pensieri, recidere i nostri orizzonti e rinchiuderli in un contenitore pubblicitario rendendoci criceti compiaciuti del nostro stato di servi!!!
E’ ORA DI DIRE BASTA AI BOMBARDAMENTI MEDIATICI DELLE TV DI STATO, DEI GIORNALI DI STATO E DEI SOCIAL NETWORK COME FACEBOOK
neuroni in rivolta