Di Raffaello De Masi
Fonte: Techup
Più grave di quanto si immaginava, il problema continua a persistere
Sempre preoccupanti le notizie riguardanti l’attacco di DDOS (Distribuited Denial Of Service) che ha colpito alla fine della settimana scorsa Twitter e, meno gravemente, Facebook, Google Blogger e LiveJournal.
Lo riferisce Chad Etzel, progettista del gruppo di sviluppo applicativo della piattaforma Twitter, riferendo che l’attacco “non ha diminuito la sua intensità nel weekend e non accenna a decrescere”.
La conseguenza è rappresentata essenzialmente da un alto livello delle misure di difesa messe in atto, nelle prime ore dell’episodio, dallo staff di Twitter.
Le notizie immediatamente diffuse dopo l’allarme iniziale parlavano di un attacco avvenuto attraverso applicazioni messe a punto da terze parti; ciononostante, in un successivo comunicato, gli stessi portavoce riferivano che la disabilitazione di queste applicazioni aggiuntive non consentiva di risolvere il fenomeno.
Il problema si presenta particolarmente grave, considerando che lo stesso Etzel ha chiaramente confessato che non esiste attualmente alcuna efficace strategia per contrastare definitivamente l’accaduto, anche dopo che l’intero staff è stato chiamato ad affrontare l’emergenza attraverso un lavoro che è continuato, senza interruzioni, per tutto il weekend.
Contemporaneamente anche gli altri siti citati hanno sofferto di problemi analoghi, primo tra tutti Google Blogger che ha riferito che una piccola percentuale di utenti ha denunciato una serie di errori nei messaggi scambiati durante il pomeriggio di sabato.
Più prudentemente, Google ha riferito di avere già in atto misure di difesa adeguate, anche se non è andata oltre questa dichiarazione fornendo particolari tecnici sulle metodologie utilizzate.
