Codacons: è Facebook-dipendenza per un italiano su tre

Scritto da odiofacebook il 23 Agosto 09 in Dipendenza

Fonte: La Stampa

Non si rinuncia a collegarsi nemmeno in vacanza

Scoppia la Facebook-dipendenza, un italiano su tre non riesce a rinunciarvi neanche durante le vacanze: e le foto della vacanza caricate in tempo reale sui profili sostituiscono le cartoline. Lo dice, in una nota, il Codacons secondo cui, «gli italiani nemmeno in vacanza riescono a liberarsi di Facebook». Ed è quanto emerge da una indagine della Codacons.

«In base ai dati forniti dall’associazione, in media, un cittadino su tre, anche in villeggiatura, non riesce a fare a meno del social network, e si collega almeno una volta al giorno al proprio profilo o a quello di amici, aggiornando stati e informazioni o commentando foto e le notizie altrui. Sono poi principalmente le donne a non saper rinunciare a facebook (il 57% dei Facebook-dipendenti) e lo strumento preferito per gli aggiornamenti è il cellulare seguito dagli internet point».

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Fonte: newsfood.com

Washington – Il mattino in America inizia con un click, il rito della colazione può aspettare. Facebook, e-mail e Twitter, poi subito BlackBerry e i-phone. Come colonna sonora, il cellulare spara una suoneria polifonica. Caffé, uova e pancetta verranno dopo: surclassati dall’impulso tecnologico, non sono più la prima cosa a cui gli americani pensano al loro risveglio.   

A sancire il cambiamento di abitudini è il New York Times di oggi, che dedica un posto in prima pagina alla ‘hi-tech dipendenza’ mattutina. Il fenomeno – dicono gli esperti – rappresenta una seria minaccia per l’american breakfast, tradizionalmente abbondante, sempre più spesso ridotto ad un caffé e un muffin di corsa, con gli occhi fissi allo schermo; non più un’occasione per stare in famiglia, guardarsi in faccia e, magari, augurarsi una buona giornata.   

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Facebook in ufficio, a rischio dipendenza e tecnostress

Scritto da odiofacebook il 27 Marzo 09 in Lavoro

Fonte: pmi.it blog

Aumentano sempre di più le adesioni ai social network, tra i quali quello più in voga del momento è Facebook. Cresce anche il numero delle aziende che rientrano nella categoria web 2.0, ovvero quelle aziende che utilizzano i nuovi strumenti di comunicazione che il web 2.0 mette a disposizione, come i social media, per collaborare al meglio. Una diffusione tale da essere arrivata ormai anche negli ambienti lavorativi e che, secondo alcuni, potrebbe addirittura portare ad una vera e propria dipendenza.

Il non riuscire a far a meno di accedere a Facebook per condividere amicizie sul web, chiacchierare o scambiare foto neanche in ufficio, tra una pausa di lavoro e l’altra, genererebbe quella che dagli esperti di Information Technology viene definito tecno-stress.

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Ragazzi intossicati da Facebook

Scritto da odiofacebook il 17 Febbraio 09 in Dipendenza

Di Monica Raschi
Fonte:
Il Resto Del Carlino

C’è chi si dimentica di studiare, chi di lavorare, chi trascura la famiglia, il tutto pur di restare qualche minuto in più sulla piazza virtuale del social network del momento. Una vera e propria dipendenza che secondo gli esperti è dovuta a stimoli di soddisfazione e piacere che riceve il nostro cervello

Cosi’ presi dalla rete, così stregati da quella nuova ‘piazza’ virtuale che è Facebook, che si dimenticano di studiare, di mangiare, di lavorare. Internet nutre non solo la curiosità, ma sembra saziare anche quella parte arcana del nostro cervello che riceve stimoli di piacere e soddisfazione. Ecco allora che il tempo trascorso all’interno della rete e del nuovo social network si allunga sempre di più. Fino a quando qualcuno non lancia l’allarme: mio figlio sta ora davanti al computer, mio marito si è dimenticato di andare a prendere il bambino a scuola, la mia fidanzata commercialista lavora sempre meno e ‘chatta’ sempre di più.

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Fonte: Il Messaggero.it

Ricordi il primo bacio? Sicuramente sì. E la prima volta in aereo? Di sicuro, se sei uno di quelli che crede che la paura (come dice bene Fiorello) sia quella di cadere e non di volare. E se navigi sul web? Quale è la data che non puoi dimenticare? Certamente quella in cui ti sei iscritto al social network Facebook: 100 milioni di utenti nel mondo, in Italia un incremento di registrazioni del 961% nel 2008. Centinaia di inviti di amicizia e per iscrizioni a gruppi virtuali. Ore passate davanti al pc a “spiare” chi fa cosa, una vera dipendenza da “wall” e “status” e poi la proposta di un gruppo di affezionati al social network: “sciopero da Facebook il 22 e il 23 novembre per tutti coloro che avevano una vita più o meno felice e tranquilla, fino a quando un giorno, un vostro amico vi ha detto: “Iscriviti a Facebook, è carino….”.

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Fonte: CORRIERE DI COMO

Accesso per un’ora al giorno nel municipio del capoluogo
Facebook e chat distraggono i dipendenti? Comune e Provincia intervengono alla radice, “oscurando” tutti i siti che poco o nulla c’entrano con il lavoro degli impiegati pubblici. Con una sola differenza: mentre dai personal computer della Provincia non si può mai accedere a Facebook, in Comune i tecnici stanno pensando (come già accade nel municipio di Napoli) di limitarne l’accesso a un’ora al giorno.
Si potrebbe pensare a una misura “antifannulloni” firmata da Renato Brunetta, ma in realtà il ministro della Pubblica Amministrazione questa volta non c’entra. Sia Provincia che Comune dispongono di un filtro per la navigazione già da quattro anni. Un apposito software che – installato nel server che distribuisce ai terminali informatici la connessione alla rete mondiale Internet – è in grado di bloccare l’accesso a determinate categorie di siti.

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