Ho 364 amici e ogni mattina quando arrivo a lavoro la prima cosa che faccio è aprire Facebook.
Scrivere un articolo sul proprio blog riguardo Facebook, condividere il link su Facebook dell’articolo scritto riguardo Facebook, creare gruppi che inizino con ‘Quelli che’ – ‘Quelli di’, non uscire di casa prima di avere aggiornato il proprio status, creare o iscriversi in un gruppo del proprio cognome, incontrare un amico dato per deceduto, farsi i fattacci dei propri amici dalla homepage di Facebook, prendere l’annuario di scuola è cercare amici ad oltranza, creare 2 account su e inviarsi una richiesta di amicizia.
Questi sono alcuni dei sintomi della Facebook – dipendenza.
Ma che noia. Oggi sul domenicale del Sole 24ore c’è un lungo articolo di Andrea Bajani che racconta la sua avventura su Facebook. Il suo attacco racconta che “da settimane incontro soltanto persone che mi dicono disperate che vogliono uscire da Facebook ma non riescono a farlo. Lo dicono con gli occhi sbarrati e l’espressione di chi chiede aiuto da dietro le inferriate di una galera. Mi sembrano i detenuti che dall’alto urlano a chi passa lì sotto infilano le braccia oltre le sbarre a rimestare nell’aria. Hanno tutta la disperazione di chi sa che il secondino se n’è andato lanciando le chiavi nel fiume”. Read the rest of this entry »
Licenziati in tronco per aver “sparlato” di alcuni passeggeri e della stessa compagnia. I vertici della Virgin Atlantic, di proprietà di Richard Branson venuti a conoscenza dell’accaduto, non hanno gradito e ha punito immediatamente i responsabili.
“La Virgin Atlantic conferma che 13 dipendenti lasceranno la compagnia”, ha fatto sapere l’aerolinea in una nota, spiegando che la decisione e’ stata presa “dopo che lo svolgimento di indagini ha scoperto sul social network Facebook 13 dipendenti che gettavano discredito sulla compagnia e insultavano alcuni dei nostri passeggeri”. La compagnia, infine, ha riconosciuto che “c’e’ un un tempo e uno spazio” per l’utilizzo di Facebook, che “non puo’ diventare la cassa di risonanza per critiche a compagnie e passeggeri”.
La moda è stata lanciata da Frangetta, immaginaria autrice del brano Milano is Burning che ha spopolato in rete e visto la nascita di numerosi cloni più o meno apprezzati dall’universo del web. Ora è un video creato sul medesimo principio a spopolare su YouTube e pubblicato dalla R@y Production. La ricetta del successo è semplice: riprendere il motivetto e l’ironia dei precedenti brani e applicarla al fenomeno del momento, il sito di social network Facebook.