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	<title>Odio Facebook &#187; divieto</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Facebook, Internet ed e-mail vietati ad arbitri, commissari e ufficiali di gara</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 07:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: L&#8217;espresso
Sei arbitro di basket, o commissario di campo, oppure ufficiale di gara o ancora istruttore? Bene, e allora dimentica Facebook. Se hai un account chiudilo subito, altrimenti subirai sanzioni in base alla gravità e alla ripetitività di questa «mancanza». Eccola, l&#8217;ultima trovata. L&#8217;ha servita a tutti i tesserati Luciano Tola, presidente del Comitato italiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/facebook-internet-ed-e-mail-vietati-ad-arbitri-commissari-e-ufficiali-di-gara/2108411" target="_blank"><strong>L&#8217;espresso</strong></a></p>
<p>Sei arbitro di basket, o commissario di campo, oppure ufficiale di gara o ancora istruttore? Bene, e allora dimentica Facebook. Se hai un account chiudilo subito, altrimenti subirai sanzioni in base alla gravità e alla ripetitività di questa «mancanza». Eccola, l&#8217;ultima trovata. L&#8217;ha servita a tutti i tesserati Luciano Tola, presidente del Comitato italiano arbitri di basket.<br />
Nella sua direttiva d&#8217;inizio stagione, contenente le norme di comportamento per la stagione che va a cominciare, Tola ha vietato in modo assoluto ad arbitri, ufficiali e istruttori di rilasciare dichiarazioni anche a mezzo e-mail oppure su siti internet. E soprattutto, «divieto di partecipare a gruppi di discussione come quelli di ultima generazione (dei quali Facebook in Italia è il più diffuso,<strong> </strong>ndr), mailing list, forum, blog e tantomeno di esprimere giudizi sull&#8217;operato dei collghi e di qualsiasi altro tesserato della Fip, salvo espressa autorizzazione del presidente del Cia».</p>
<p><span id="more-523"></span>La cancellazione da mailing list, siti internet e Facebook dovrà essere, come Tola dice espressamente nella direttiva, definitiva. E a questo punto, dato che neanche nel calcio si è ardito arrivare a tanto, sgorga spontanea una domanda: dove finisce l&#8217;arbitro di basket e dove comincia la comune persona che lo interpreta? Perchè se un arbitro può anche dover osservare la riservatezza, quando si toglie divisa e fischietto riacquista tutti i diritti di qualsiasi altra persona. Dunque, anche quello di utilizzare come meglio crede Internet con tutti gli annessi e connessi.<br />
Il presidente Tola cerca di minimizzare: «Negli ultimi mesi si sono lette cose incredibili anche a proposito di baskettopoli e perfino sulle pagine dei Comitati regionali Fip: è una cosa che non possiamo accettare. Ma rileggendo la disposizione &#8211; ammette &#8211; mi rendo conto che andrà corretta immediatamente perchè non possiamo vietare determinate cose». Meglio tardi che mai&#8230;</p>
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		<title>La vendetta di Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 13:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
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		<category><![CDATA[facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: VITA.it
Brunetta blocca i social network nella P. A.? Loro si vendicano e si fanno trovare tramite altri siti
Prima i tornelli. Poi la riforma (che ha colpito, ops, anche le persone con disabilità). Quindi la battaglia mediatica, svoltasi nel paese dei buoni (molti) e dei cattivi (pochi). L&#8217;avrete capito. Parliamo della lotta brunettiana e ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://beta.vita.it/news/view/94467" target="_blank"><strong>VITA.it</strong></a></p>
<p><em>Brunetta blocca i social network nella P. A.? Loro si vendicano e si fanno trovare tramite altri siti</em></p>
<p>Prima i tornelli. Poi la riforma (che ha colpito, ops, anche le persone con disabilità). Quindi la battaglia mediatica, svoltasi nel paese dei buoni (molti) e dei cattivi (pochi). L&#8217;avrete capito. Parliamo della lotta brunettiana e ai lunghi coltelli contro i fannulloni. Di recente c&#8217;è stato il salto di qualità, verso il virtuale: non è più sufficiente bloccare i pigroni in ufficio, impediamo loro ogni evasione anche digitale. È arrivato così il blocco dei social network. Pericolose distrazioni al lavoro ovviamente.</p>
<p><strong>Lavorare stanca</strong></p>
<p><span id="more-447"></span>Dunque da qualche settimana i computer degli uffici pubblici, di molte aziende e dei ministeri sono stati regolati in modo da bloccare l&#8217;accesso a Facebook, Linkedin, Myspace e via socializzando. Una iniziativa che, come spesso accade, ha trovato il sostegno di alcuni e il discredito di altri. Suvvia, hanno pigolato questi ultimi, che male facevamo&#8230; Qualche minuto di socialità, un po&#8217; di ossigeno per poi rituffarsi nell&#8217;apnea di un lavoro non sempre gratificante. Si consolino gli orfani di Facebook: la legge è legge, ma proprio per questo un modo di aggirarla lo si trova sempre. E il soccorso (rosso?) viene in questo caso dalla tecnologia. Perché bloccare un sito non è facile come dirlo. È come voler afferrare un&#8217;anguilla che, come sa bene il veneziano Brunetta, non è che proprio sia in attesa di finire in padella. Dunque si agita, si muove, guizza via.</p>
<p><strong>Tecnologia &amp; fannulloni</strong></p>
<p>Esattamente come il web. Che in poche settimane ha trovato l&#8217;anticorpo alla severità ministeriale nella forma di alcuni siti, collegandosi ai quali è possibile dribblare il brunettiano volere. Sono i cosiddetti siti-ponte: tu vai lì e loro, gentili assai, ti mettono a disposizione un collegamento che non comparirà nell&#8217;austero server ministeriale. Il quale è si chiamato cervellone ma tanto intelligente non è. Ricerca e blocca esattamente il sito http://www.facebook.com, senza accorgersi che esiste anche un lievemente differente http://it-it.facebook.com, tramite il quale l&#8217;impiegato in astinenza potrà infine chattare con i virtuali amici di mouse. Siti di questo genere ce ne sono molti. Su http://accesstofacebook.com per esempio l&#8217;home-page informa che sarà possibile non solo aggirare il fermo di Facebook, ma che soprattutto lo si potrà fare inosservati e indisturbati. E senza che rimanga traccia alcuna. Furba la tecnologia, vero? Furba e sfacciata. Almeno tanto da titolare uno di questi siti ponte con un ironico http://www.youarehidden.com (come a dire: sei nascosto.com). Se poi il trasgressore ama la musica può sempre cliccare ThriveHive.com: oltre ai social, troverà anche il principe del music-network. Con un paio di cuffie, sembrerà concentrato sulla sbobinatura affidatagli&#8230; Insomma Facebook è come l&#8217;araba fenice: rinasce sulle sue stesse ceneri, si trasforma (oggi un sito ponte ha un nome, domani un altro), vanifica il meritorio diktat del lavorare diffuso e suggerisce di indagare altri modi per raggiungere il  pur giustissimo obiettivo.</p>
<p><strong>La gara dei politici</strong></p>
<p>Il paradosso è che i politici, smessi il mantello del controllore e indossati quelli di chi cerca e apprezza il favore popolare sotto forma di voti, Facebook lo corteggiano eccome. Non è un caso che ministri e premier di mezzo mondo abbiano il loro bel profilino. Di Obama e del ruolo di Internet nel suo successo elettorale si è letto ovunque. Meno noto è che persino l&#8217;iraniano Ahmadinejad ha la sua bella paginetta. L&#8217;ultimo presidente che si è affacciato, proprio in queste ore, sulla scena virtuale si chiama Nicholas Sarkozy (e non è un caso: nel 2012 ci sono le elezioni in Francia). Quanto al Belpaese non c&#8217;è politico di spicco che non abbia un profilo. Da noi anzi c&#8217;è piuttosto una gara a chi ha più fan group, più sostenitori e (persino) più detrattori. Cliccare per credere. Gelmini, presente. Alfano, presente. Tremonti, presentissimo. Solo che nei loro profili puoi diventare fan, sostenitore ma non amico. E qualcosa vorrà pur dire&#8230;</p>
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		<title>Ministeri (momentaneamente) senza Facebook</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/lavoro/31-07-2009/ministeri-momentaneamente-senza-facebook.html</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 14:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: Mr.Webmaster
Pochi giorni fa, per alcune ore, gli impiegati di numerosi ministeri non hanno potuto accedere ai più popolari siti per il social networking tra cui anche Facebook, Twitter e Myspace; &#8220;vittima dell&#8217;&#8221;oscuramento&#8221; è stato anche YouTube, il noto servizio per lo streaming video on line.
La sparizione (momentanea) dei più importanti social network dalle possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.mrwebmaster.it/news/ministeri-momentaneamente-senza-facebook_3007.html" target="_blank"><strong>Mr.Webmaster</strong></a></p>
<p>Pochi giorni fa, per alcune ore, gli impiegati di numerosi ministeri non hanno potuto accedere ai più popolari siti per il <strong>social networking</strong> tra cui anche <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter</strong> e <strong>Myspace</strong>; &#8220;vittima dell&#8217;&#8221;oscuramento&#8221; è stato anche <strong>YouTube</strong>, il noto servizio per lo <em>streaming</em> video on line.</p>
<p>La sparizione (momentanea) dei più importanti <em>social network</em> dalle possibilità di navigazione degli impiegati ministeriali deve aver gettato gli stessi nella disperazione, tanto che la notizia si è diffusa molto velocemente e altrettanto velocemente si è scatenata la ricerca di un colpevole.</p>
<p><span id="more-474"></span>Naturalmente il primo &#8220;accusato&#8221; dell&#8217;accaduto è statao il ministro della funzione pubblica <strong>Renato Brunetta</strong>, l&#8217;anti-fannulloni per eccellenza; ma Brunetta ha subito negato qualsiasi coinvolgimento con la vicenda è ha attribuito l&#8217;oscuramento ad un problema tecnico.</p>
<p>In effetti Brunetta, che utilizza spesso i <em>social network</em> per curare i rapporti con i cittadini, non ha mai preso iniziative per il blocco dei siti come Facebook nei luoghi di lavoro pubblici; tempo fa si era limitato a distribuire una circolare per vietare l&#8217;uso di Internet per finalità ludiche, come nel caso dei giochi on line.</p>
<p><!-- </EdIndex> &#8211;></p>
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