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	<title>Odio Facebook &#187; foto</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Facebook: preservare la nostra privacy (prima parte)</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/13-08-2009/facebook-preservare-la-nostra-privacy-prima-parte.html</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 11:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Di: Gianluca Rini
Fonte: oneitsecurity
Uno dei motivi che allontana molti dall&#8217;idea di iscriversi al social network più famoso del momento è la gestione delle impostazioni della privacy, che spesso non sono molto chiare e potrebbero portare ad inconvenienti spiacevoli.
A queste voci fanno eco le numerose notizie di cui si è parlato negli ultimi mesi, che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di: Gianluca Rini<br />
Fonte: </strong><a href="http://www.oneitsecurity.it/13/08/2009/facebook-preservare-la-nostra-privacy-prima-parte/" target="_blank"><strong>oneitsecurity</strong></a></p>
<p>Uno dei motivi che allontana molti dall&#8217;idea di iscriversi al social network più famoso del momento è la gestione delle <strong>impostazioni della privacy</strong>, che spesso non sono molto chiare e potrebbero portare ad inconvenienti spiacevoli.</p>
<p>A queste voci fanno eco le numerose notizie di cui si è parlato negli ultimi mesi, che hanno visto come protagonisti dipendenti di amministrazioni o aziende licenziati per una cattiva gestione delle informazioni personali e degli &#8220;stati&#8221; sul proprio profilo che sono finiti sotto gli occhi del capo.</p>
<p> </p>
<p><span id="more-439"></span>Pochi però sanno che è possibile <strong>personalizzare</strong> al massimo le impostazioni del proprio account per tenere foto, stati, bacheca e informazioni di qualsiasi tipo sempre sotto controllo, in modo da controllare nel dettaglio quali persone possono vedere i nostri dati inseriti sul portale.</p>
<p>Innanzitutto, come possiamo facilmente vedere scrivendo il nostro nome su Google, tra i risultati delle ricerche compare il link al nostro profilo su Facebook. Se vogliamo evitare questa indicizzazione &#8220;forzata&#8221;, dopo aver effettuato il login, andiamo nella pagina Privacy &#8211; Risultati della ricerca del nostro profilo e in corrispondenza della voce &#8220;Elenco di ricerca pubblico&#8221; togliamo la spunta dalla casellina che si trova subito sotto.</p>
<p>Nella stessa pagina, attraverso la prima voce, dal nome &#8220;Visibilità nella ricerca&#8221;, possiamo decidere chi può trovarci utilizzando il <strong>motore di ricerca interno</strong>. Si tratta di un&#8217;opzione utile se non vogliamo che chiunque possa trovarci sul portale.</p>
<p>Uno dei problemi più grandi per la nostra privacy è la <strong>gestione delle foto</strong> in cui siamo taggati. Un&#8217;immagine poco seria che ci ritrae, messa online per errore, può girare sul network in modo molto rapido e per questo motivo è necessario impostare delle restrizioni a queste foto. Andiamo in Privacy &#8211; Profilo e impostiamo le nostre preferenze accanto alla voce &#8220;Foto in cui sei taggato/a&#8221;. Se scegliamo la voce &#8220;personalizza&#8221; possiamo decidere nel dettaglio di specificare alcuni nomi esatti degli amici ai quali vogliamo permettere la visualizzazione di queste foto.</p>
<p>Nella seconda parte dell&#8217;articolo vedremo come impostare le restrizioni per la visualizzazione dei nostri album fotografici, come gestire la visualizzazione dei messaggi scritti dagli amici nella nostra bacheca personale e come selezionare i permessi per la visualizzazione delle nostre informazioni di contatto.</p>
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		<title>È polemica su Facebook: foto degli utenti usate nei banner pubblicitari</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/23-07-2009/e-polemica-su-facebook-foto-degli-utenti-usate-nei-banner-pubblicitari.html</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 14:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
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		<description><![CDATA[Di Giuseppe Cutrone
Fonte: oneweb2.0
Ha destato parecchie polemiche la scelta di Facebook di inserire, nei banner promozionali all&#8217;interno del sito, immagini prese dalle gallery personali caricate dagli stessi utenti.
Il sistema prevede infatti l&#8217;&#8221;associazione&#8221; tra un annuncio pubblicitario e la foto di uno dei contatti presenti nella lista amici di chi sta navigando, con l&#8217;obiettivo di attirare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Giuseppe Cutrone<br />
Fonte: <a href="http://www.oneweb20.it/23/07/2009/e-polemica-su-facebook-foto-degli-utenti-usate-nei-banner-pubblicitari/" target="_blank">oneweb2.0</a></p>
<p>Ha destato parecchie polemiche la scelta di Facebook di inserire, nei <strong>banner promozionali</strong> all&#8217;interno del sito, immagini prese dalle <strong>gallery personali</strong> caricate dagli stessi utenti.</p>
<p>Il sistema prevede infatti l&#8217;&#8221;associazione&#8221; tra un <strong>annuncio pubblicitario</strong> e la foto di uno dei contatti presenti nella lista amici di chi sta navigando, con l&#8217;obiettivo di attirare l&#8217;attenzione della persona che sta sfogliando le pagine del sito presentandogli in bella vista un &#8220;volto conosciuto&#8221;, quanto basta per far concentrare l&#8217;attenzione dell&#8217;utente sul banner e magari cliccarci sopra.</p>
<p> </p>
<p><span id="more-480"></span>Una soluzione assolutamente &#8220;azzeccata&#8221; in relazione agli scopi che si prefigge, non c&#8217;è che dire. Il problema però è quando le immagini vanno a finire su banner che sponsorizzano prodotti o servizi non particolarmente &#8220;pertinenti&#8221;.</p>
<p>Di questo ne sa qualcosa la signora <strong>Cheryl Smith</strong>, la cui immagine è finita per essere visualizzata dal marito (che ovviamente aveva la moglie tra i contatti amici) <strong>associata ad un servizio &#8220;Hot Singles&#8221;</strong>, un accostamento di certo non molto gradito dalla signora Smith.</p>
<p>Chiaro che la vicenda dei coniugi in questione non è generalizzante, ma serve bene per dare un motivo di polemica ai detrattori del servizio di social network e per riaprire, semmai si fossero chiuse, tutte le polemiche relative alla <strong>privacy</strong> degli utenti, da più parti fomentate nella certezza che il rischio sulla riservatezza di dati e foto sia elevatissimo.</p>
<p>Va precisato che secondo i responsabili del sito, da un <strong>punto di vista legale</strong>, Facebook ha agito in piena correttezza, dato che tra le condizioni di sottoscrizione del servizio che si accettano al momento dell&#8217;iscrizione ci sono alcune clausole che prevedono l&#8217;utilizzo da parte dei gestori del sito delle foto personali, ma ciò che fa discutere è che nessuna &#8220;chiara&#8221; comunicazione sia stata data prima di attivare questo sistema.</p>
<p>Ciò che inoltre ha sollevato il polverone è anche la mancanza apparente di un <strong>criterio selettivo</strong> per il tipo di inserzioni, come nel caso della signora Smith ad esempio, per cui un po&#8217; di buon senso avrebbe dovuto suggerire che, vista la natura &#8220;particolare&#8221; del servizio pubblicizzato, forse sarebbe stato bene chiedere un esplicito consenso all&#8217;utente, cosa che invece non è stata fatta.</p>
<p>Lasciando a voi i commenti sulla vicenda e sulla questione privacy, è opportuno suggerire il modo per togliere il consenso a tali usi delle proprie fotografie, sarà infatti possibile disattivare questa possibilità e mettere al sicuro le proprie immagini seguendo questo procedimento: selezionare &#8220;Impostazioni&#8221; dal menu in alto e cliccare su &#8220;Impostazioni sulla privacy&#8221;, poi su &#8220;Notizie e Bacheca&#8221;, in seguito su &#8220;Inserzioni Facebook&#8221;, su &#8220;Presenza nelle Inserzioni di Facebook&#8221; e impostare, infine, su &#8220;Nessuno&#8221;. In tal modo sarete al riparo da un uso scorretto delle vostre immagini da parte di Facebook.</p>
<p><strong>Update</strong>: Va segnalato infine che non è Facebook che inserisce le foto degli utenti all&#8217;interno di spazi pubblicitari, ma si tratta delle applicazioni che utilizzano le foto degli utenti per creare dinamicamente dei banner (all&#8217;interno dell&#8217;applicazione stessa e non negli spazi riservati da Facebook); quindi, se si concede la possibilità di utilizzare la propria gallery (o quella dei propri amici) alle applicazioni, quest&#8217;ultime faranno l&#8217;uso a loro consentito, quindi anche sfruttare immagini degli utenti amici.</p>
<p>L&#8217;opzione per disabilitare l&#8217;uso dei contenuti propri impedisce solo la pubblicazione dei social ad, che sono un &#8220;suggerimento promozionale&#8221; associato alle azioni degli utenti e che esiste dal 2007. Non evita che un&#8217;applicazione metta la foto dei propri amici su banner che girano all&#8217;interno dell&#8217;applicazione stessa.</p>
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		<title>Le foto su Facebook a rischio privacy</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/20-07-2009/le-foto-su-facebook-a-rischio-privacy.html</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 14:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: PCWORLD
Il solito spirito voyeuristico legato a Facebook e, più in gelerale, ai social network incalza prepotentemente nella vita di tutti gli utenti sfegatati che pubblicano le proprie foto nella propria bacheca o nelle gallerie offerte da uno dei più importanti punti di incontro del web.
Una delle caratteristiche di Facebook è infatti quella di poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.pcworld.it/notizia/118414/2009-07-20/Le-foto-su-Facebook-a-rischio-privacy.html" target="_blank"><strong>PCWORLD</strong></a></p>
<p>Il solito spirito voyeuristico legato a <strong>Facebook</strong> e, più in gelerale, ai social network incalza prepotentemente nella vita di tutti gli utenti sfegatati che pubblicano le proprie foto nella propria bacheca o nelle gallerie offerte da uno dei più importanti punti di incontro del web.</p>
<p>Una delle caratteristiche di <strong>Facebook</strong> è infatti quella di poter creare album fotografici, taggare i volti degli amici e rendere disponibili alle persone conosciute le immagini della propria vita. Sfortunatamente non sempre ci si accorge di cosa si sta facendo e, inavvertitamente, si lasciano aperte delle finestre da cui, in teoria, tutti possono accedere. </p>
<p><span id="more-487"></span>Sono nate infatti due web application su <strong>Facebook</strong>, <strong>Photo Stalker</strong> e <strong>Seegugio</strong>, che consentono di trovare tutte le foto pubbliche di un determinato utente, consentendo di raggiungere con pochi clic del mouse le immagini di utenti che non vi sono amici. Le due applicazioni non violano la licenza di <strong>Facebook</strong> né fanno nulla di illegale: effettuano una scansione delle immagini &#8220;visibili a tutti&#8221; pubblicate dal profilo selezionato.</p>
<p>Come dicevamo, infatti, la pubblicazione di contenuti su <strong>Facebook</strong> normalmente imposta le immagini caricate come visibili per &#8220;Tutti&#8221;, ovvero chiunque acceda al noto social network e abbia un collegamento anche a una sola delle foto pubblicate ha accesso all&#8217;intero album. Questa caratteristica blindava l&#8217;accesso, però, a quegli utenti che non avevano un link diretto ad almeno una delle immagini.</p>
<p><strong>Photo Stalker</strong> e <strong>Seegugio</strong> superano questo ostacolo e si occupano di cercare le immagini visibili a &#8220;Tutti&#8221;. Dopo la &#8220;scoperta&#8221; da parte di molte agenzie di stampa, il numero di utilizzatori delle due applicazioni è aumentato esponenzialmente costringendo Facebook a correre ai ripari, almeno temporaneamente. La ricerca delle due applicazioni non consente, almeno per il momento, di trovare immagini pubbliche dai profili, ma considerato che il problema è esclusivamente dovuto all&#8217;incauto utilizzo di <strong>Facebook</strong> da parte di alcuni utenti non è escluso che <strong>Photo Stalker</strong> e <strong>Seegugio</strong> vengano aggiornati per riportare a galla i &#8220;segreti&#8221; degli utenti.</p>
<p>L&#8217;unico modo per proteggersi è quello di impostare le proprie gallerie come visibili ai soli &#8220;Amici&#8221; o agli &#8220;Amici degli amici&#8221; ed evitare, d&#8217;ora in avanti, di pubblicarle come visibili a Tutti.</p>
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		<item>
		<title>Facebook, come spiare le foto degli sconosciuti</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/senza-categoria/19-07-2009/facebook-come-spiare-le-foto-degli-sconosciuti.html</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 14:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[hacker]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[utenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: SUPERBLOG &#124; TGCOM
Due applicazioni per vedere le foto di quelli che non sono tuoi amici su Facebook: si chiamano Photo Stalker e Seegugio, non sono opera del social network ma della
Rete e quindi a disposizione di tutti. La prima è stata ideata da tale Josh Carcione, la seconda è made in Italy. Si installano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://superblog.tgcom.it/wpmu/2009/07/19/facebook-come-spiare-le-foto-degli-sconosciuti/" target="_blank">SUPERBLOG | TGCOM</a></strong></p>
<p>Due applicazioni per vedere le foto di quelli che non sono tuoi amici su Facebook: si chiamano Photo Stalker e Seegugio, non sono opera del social network ma della<br />
Rete e quindi a disposizione di tutti. La prima è stata ideata da tale Josh Carcione, la seconda è made in Italy. Si installano facilmente, basta anche solo digitare i loro nomi<br />
nello spazio ‘ricerca&#8217; di Facebook.<br />
&#8220;Questa applicazione non è stata sviluppata per Facebook&#8221;, si legge nella bacheca di Seegugio, che ha più di seimila fan e circa 36.000 utenti attivi mensilmente. Photo Stalker ne ha più di 87.000. Le due applicazioni usano lo stesso metodo: basta inserire il nome dell&#8217;utente del quale vogliamo vedere le foto e in pochi secondi si ottiene la lista dei suoi album e delle sue foto. Se si utilizza Seegugio, sulla tua bacheca viene postata anche una notifica, un&#8217;altra viene inviata ai tuoi amici. Fino a oggi, invece, il solo modo per accedere agli album fotografici degli utenti non nella nostra lista era essere aggiunto come amico o cercare amici in comune.</p>
<p><span id="more-491"></span>Programmi del genere fanno nascere più di un dubbio agli utenti sulla privacy, per questo gli ideatori hanno messo già le mani avanti. &#8220;Questa applicazione non viola le norme di<br />
Facebook sulla privacy &#8211; si legge sulla bacheca di Photo Stalker &#8211; Puoi estenderle alle tue foto in modo che non siano visibili a chiunque su Facebook&#8221;. Mentre la bacheca di Seegugio spiega che l&#8217;applicazione &#8220;non ti fa vedere tutte le foto presenti, ma<br />
solo quelle possibili&#8221; e rispetta le policy sulla privacy perché &#8220;non fa nulla che non si possa già fare su Facebook&#8221;. A giudicare dai fan che hanno (più di 3.000 per Photo<br />
Stalker e 2.600 per Seegugio) le applicazioni vanno forte. A questo punto, ci si chiede quando gli utenti renderanno condivisibile anche un programma che consentirà di vedere il profilo integrale di tutte le persone iscritte su Facebook.</p>
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		<title>Un bug di Facebook rende visibili tutte le foto private</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/23-03-2009/un-bug-di-facebook-rende-visibili-tutte-le-foto-private.html</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 15:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[bug]]></category>
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		<category><![CDATA[foto private]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: downloadblog
Facebook è stato protagonista di un grave problema che ha colpito le fotografie di alcuni utenti. Ieri, infatti, a causa di un bug, è stato possibile vede le foto private di alcuni profili. Facebook non ha ancora lasciato dichiarazioni ufficiali riguardo a questo problema.
Nei giorni passati Facebook ha introdotto alcune sostanziali novità nella gestione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.downloadblog.it/post/9307/un-bug-di-facebook-rende-visibili-tutte-le-foto-private" target="_blank"><strong>downloadblog</strong></a></p>
<p>Facebook è stato protagonista di un grave problema che ha colpito le fotografie di alcuni utenti. Ieri, infatti, a causa di un bug, è stato possibile vede le foto private di alcuni profili. Facebook non ha ancora lasciato dichiarazioni ufficiali riguardo a questo problema.</p>
<p>Nei giorni passati Facebook ha introdotto alcune sostanziali novità nella gestione della privacy dei profili, consentendo agli utenti iscritti di rendere visibili a tutti i contenuti del proprio account.</p>
<p><span id="more-390"></span>Il bug scoperto permetteva, invece, di aggirare i limiti imposti dai filtri degli utenti, visualizzando i profili nella loro interezza, comprese le foto private. Considerando la natura non professionale di Facebook, riteniamo che si tratta di un grave danno alla privacy. Ancora una volta la privacy degli utenti su Internet è messa a dura prova: non solo da Facebook, ma da tanti altri servizi sul Web. Ricordiamo che recentemente anche Google era incappata in un problema simile, mettendo a disposizione di tutti i documenti privati del suo servizio Google Docs.</p>
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		<title>Pubblica foto pazienti su Facebook</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/10-01-2009/pubblica-foto-pazienti-su-facebook.html</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 14:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[infermiera]]></category>
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		<category><![CDATA[ottavia giustetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Di Ottavia Giustetti
Fonte: La Repubblica Torino
Infermiera sospesa per dieci giorni
Sospensione cautelativa decisa dalla direzione dell&#8217;ospedale Molinette. Aveva messo on line alcuni scatti dei pazienti. Deferiti alla commissione disciplinare gli altri colleghi immortalati.
È sospesa per dieci giorni con provvedimento urgente dell´amministrazione delle Molinette, Antonella Montaldo, l´infermiera del pronto soccorso che ha scattato la foto alle colleghe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Ottavia Giustetti</strong></p>
<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://torino.repubblica.it/dettaglio/Foto-pazienti-su-Facebook-sospesa-infermiera/1572280?ref=rephp" target="_blank"><strong>La Repubblica Torino</strong></a></p>
<p><strong>Infermiera sospesa per dieci giorni</strong></p>
<p><strong>Sospensione cautelativa decisa dalla direzione dell&#8217;ospedale Molinette. Aveva messo on line alcuni scatti dei pazienti. Deferiti alla commissione disciplinare gli altri colleghi immortalati.</strong></p>
<p>È sospesa per dieci giorni con provvedimento urgente dell´amministrazione delle Molinette, Antonella Montaldo, l´infermiera del pronto soccorso che ha scattato la foto alle colleghe accanto al paziente in barella e che, dopo averla ritoccata, le ha pubblicate sul sito del social network Facebook. L´azienda ha deferito alla commissione disciplinare tutti gli infermieri che comparivano nelle fotografie del gruppo «Pronto soccorso and friends» &#8211; immediatamente oscurato quando la notizia si è diffusa.</p>
<p><span id="more-296"></span>La stessa Commissione ha ritenuto particolarmente grave la posizione della Montaldo e l´ha sospesa in via cautelativa prima che la commissione si pronunci. Questo vuol dire che inizialmente il provvedimento non comporterà decurtazioni dallo stipendio ma se la commissione ratificherà il giudizio o ne aggraverà l´esito, le giornate di sospensione saranno trattenute dalla busta paga. Tra la tensione accumulata in questi giorni e la notizia della dura decisione presa dall´amministrazione, si è scatenato una guerra di accuse reciproche interne al reparto. Già ieri giravano voci di comportamenti ben &#8220;più deplorevoli&#8221; ma abitualmente tollerati in ospedale. Perché &#8211; dice chi si sente capro espiatoria &#8211; è solamente ciò che esce allo scoperto che deve essere punito in maniera esemplare. </p>
<p>E la decisione della sospensione è arrivata alla fine di un´altra lunghissima giornata alle Molinette occupata principalmente nel riconoscimento delle diverse persone implicate nella vicenda. Ieri mattina, infatti, gli uomini della polizia giudiziaria del procuratore Raffaele Guariniello si sono recati in ospedale e hanno raccolto tutte le informazioni utili all´apertura dell´indagine penale. Il lavoro è stato lungo e a tratti anche imbarazzante perché gli investigatori hanno voluto riconoscere tutti gli infermieri apparsi nelle fotografie pubblicate sui giornali. Molti hanno dichiarato di non aver autorizzato l´autrice, la Montaldo, a pubblicarle e di essersi sorpresi di sapere che Facebook ne diffondeva una copia. La foto incriminata, quella con il paziente in barella e la scritta &#8220;sono ciucco perso&#8221;, risalirebbe addirittura al mese di ottobre, mentre quelle dei festeggiamenti e dei brindisi sono state pubblicate dopo capodanno. In realtà la eventuale responsabilità di altre persone, oltre alla &#8220;rea confessa&#8221;, sarà oggetto di studio della commissione interna dell´ospedale che ha 120 giorni di tempo per sentire tutti e decidere provvedimenti o assoluzioni in ogni singolo caso. Mentre Guariniello indagherà nella direzione della possibile violazione dei dati sensibili dei pazienti, ammesso che dalle foto pubblicate qualcuno di loro sia effettivamente riconoscibile. Il fascicolo aperto in Procura è per il momento contro ignoti.</p>
<p>E questa mattina sarà invece la volta degli ispettori del Garante della Privacy, Francesco Pizzetti, che partiranno appositamente da Roma, e che hanno appuntamento alle 9 in pronto soccorso con il direttore del Dea, Valerio Gai. «Non so cosa potremo dire più di quello che abbiamo detto fino a oggi &#8211; dice Gai &#8211; probabilmente vorranno ricostruire anche loro la dinamica della vicenda e capire soprattutto se sia stato violato il diritto alla privacy dei pazienti».</p>
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