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	<title>Odio Facebook &#187; grande fratello</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>L&#8217;ombra del Grande Fratello su Facebook in Uk</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 08:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
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		<category><![CDATA[big brother]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: vnunet.it
Il Governo britannico, guidato da Gordon Brown, vuole &#8220;spiare&#8221; le identità dei profili su Facebook, MySpace e Bebo. Contro il fenomeno delle baby gang e del cyber-terrorismo
La Gran Bretagna oscilla tra la tutela della privacy su Google Street View e lo spionaggio in stile Big Brother sui siti di social network come Facebook, MySpace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.vnunet.it/it/vnunet/news/2009/03/25/spionaggio_2_0__l__ombra_del_grande_fratello_su_facebook_in_uk" target="_blank"><strong>vnunet.it</strong></a></p>
<p>Il Governo britannico, guidato da Gordon Brown, vuole &#8220;spiare&#8221; le identità dei profili su Facebook, MySpace e Bebo. Contro il fenomeno delle baby gang e del cyber-terrorismo</p>
<p>La Gran Bretagna oscilla tra la tutela della <strong>privacy </strong>su Google Street View e lo <strong>spionaggio </strong>in stile<strong> Big Brother</strong> sui siti di social network come <strong>Facebook, MySpace </strong><strong></strong>e <strong>Bebo</strong>. Succede infatti che il Governo britannico, guidato da Gordon Brown, abbia espresso la voglia di <strong>&#8220;spiare&#8221; le identità dei profili su Faceboo</strong>k, per combattere il fenomeno delle <strong>baby gang</strong> e quello del <strong>cyber-terrorismo</strong>.</p>
<p>I circa <strong>25 milioni di utenti </strong>del Web 2.0 britannico, dovranno vedersela con un Big brother governativo? Secondo il giornale <em>The Independent</em>, il piano di &#8220;spionaggio 2.0&#8243; prevederebbe la <strong>catalogazione </strong>di una gamma di informazioni su ogni <strong>telefonata, email, accesso a internet</strong> effettuate dal Regno Unito.</p>
<p>Il Grande Fratello Britannico potrebbe quindi presto contare non solo su migliaia di telecamere per la videosorveglianza, ma anche su una sorta di<strong> intrusione 2.0</strong>.</p>
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		<title>Facebook, il Big Brother della rete.</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/03-11-2008/27.html</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 18:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[grande fratello]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: SPORTeVAI.it
Le spie sono tra noi. Le spie siamo noi. Si racconta che nell&#8217;Unione Sovietica di Stalin gli informatori del regime fossero il 40 per cento della popolazione; nella Germania dell&#8217;Est la cifra saliva vertiginosamente a 3 su 4. C&#8217;erano genitori che denunciavano i figli, figli che accusavano i genitori; i vicini di casa erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.sportevai.it/libert-di-parola-il-blog-dei-pensieri-liberi/facebook-il-big-brother-della-rete.-le-nuove-spie-del-terzo-mill.html?Itemid=30657" target="_blank"><strong>SPORTeVAI.it</strong></a></p>
<p><strong>Le spie sono tra noi. Le spie siamo noi.</strong> Si racconta che nell&#8217;<strong>Unione Sovietica di Stalin</strong> gli informatori del regime fossero il 40 per cento della popolazione; nella <strong>Germania dell&#8217;Est</strong> la cifra saliva vertiginosamente a 3 su 4. C&#8217;erano genitori che denunciavano i figli, figli che accusavano i genitori; i vicini di casa erano temuti e rispettati; solo gli esponenti del Partito potevano godere di una residua incolumità, che cadeva pericolosamente quando qualcuno decideva di eliminarli.</p>
<p>Nell&#8217;attuale società dell&#8217;informazione le spie sovietiche e tedesche avrebbero il lavoro agevolato. Un tempo era necessario pedinare il soggetto e coglierlo in flagrante &#8211; ma bastava anche un banale sospetto &#8211; per eliminarlo dalla circolazione. Era una tattica subdola e meschina che colpiva sempre in modo puntuale e preciso. <strong>Oggi non è necessario il lavoro di &#8216;indagine&#8217;: basta rimanere comodamente seduti davanti allo schermo di un computer per avere tutte le informazioni che servono</strong>.</p>
<p><span id="more-27"></span>Consideriamo una <strong>community online come Facebook</strong>. Il portale ormai diventato luogo principe d&#8217;incontro della rete, soprattutto per gli universitari e ex studenti, offre una lunga carrellata di informazioni di ogni singolo utente. Non solo dati anagrafici, ma anche fotografie praticamente in tempo reale. Basta accedere al sito &#8211; ovviamente gratuito &#8211; per leggere la data di nascita degli iscritti, il luogo in cui vivono, le passioni cui sono dediti; l&#8217;excursus scolastico, la professione che svolgono, il tutto condito con informazioni sull&#8217;orientamente politico e religioso.</p>
<p>Ma non solo dati squisitamente anagrafici. <strong>Facebook permette anche la condivisione di fotografie e immagini</strong>. Basta un click e le foto scattate pochi minuti prima sono servite agli occhi del Mondo. Inoltre esiste uno strumento per indicare i personaggi presenti nelle fotografie: così non serve nemmeno faticare per comprendere le dinamiche di conoscenze dell&#8217;utente. Per non parlare degli &#8216;amici&#8217; virtuali che gli iscritti collezionano girovagando sul portale. Così ogni navigante può conoscere in pochi minuti una vita intera: una manna dal cielo per le spie vecchio stile sempre alla ricerca di informazioni.</p>
<p>Facebook, ma non è il solo sito ricco di informazioni personali, scritte volotariamente dagli utenti, è un&#8217;arma pericolosa da tenere sotto controllo. <strong>Se poi si aggiunge che il Presidente del Consiglio è un ex iscritto alla loggia P2</strong>, il cui obiettivo dichiarato è quello di impossessarsi del controllo dell&#8217;informazione e poi di mettere le mani sui cardini del potere politico, allora sarebbe il caso di iniziare a preoccuparsi. Basterebbe una semplice ricerca per individuare gli &#8216;oppositori&#8217; del &#8216;regime&#8217;: le fotografie sono alla mercè di chiunque abbia un minimo di capacità di navigazione online. Il resto è comodamente spiattellato dagli stessi utenti, ignari che la divulgazione dei dati personali sia quanto di più deleterio possa accadare nell&#8217;attuale società. <strong>È uno scenario certamente tragico quanto irreale ma il &#8216;Big Brother&#8217; sta solo sguazzando nella miriade di informazioni che riceve senza dover nemmeno rischiare di essere scoperto</strong>.</p>
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