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	<title>Odio Facebook &#187; identità</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Le rubano l&#8217;identità (su facebook?) e i soldi</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/29-08-2009/le-rubano-lidentita-su-facebook-e-i-soldi.html</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 11:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Diego Nieri
Fonte: Il Giornare di Vicenza
Vicenza. È uno dei rischi dei social network: quello di inserire su internet, e cioè a disposizione di tutti, la propria foto e i propri dati personali, fra cui la data di nascita. Lo sa bene una donna vicentina, Silvia B., 35 anni, dipendente pubblica, che nelle scorse settimane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Diego Nieri<br />
Fonte: </strong><a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/81786_le_rubano_lidentit_su_facebook_e_i_soldi/" target="_blank"><strong>Il Giornare di Vicenza</strong></a></p>
<p><strong>Vicenza.</strong> È uno dei rischi dei social network: quello di inserire su internet, e cioè a disposizione di tutti, la propria foto e i propri dati personali, fra cui la data di nascita. Lo sa bene una donna vicentina, Silvia B., 35 anni, dipendente pubblica, che nelle scorse settimane ha sporto denuncia ai carabinieri per truffa e sostituzione di persona. Qualcuno, nel giro di qualche settimana, presentandosi a nome suo e con documenti fasulli a lei intestati, ha aperto un conto corrente ed ha fatto una serie di acquisti attivando dei finanziamenti. Ora la vicentina si trova con un debito complessivo di circa 25 mila euro, senza sapere chi ringraziare.</p>
<p><span id="more-511"></span>Ma procediamo con ordine. Silvia è iscritta da tempo a facebook, il social network su internet per contattare vecchi e nuovi amici. Nelle pagine pubbliche, cioè quelle consultabili anche da chi non è riconosciuto come &#8220;amico&#8221;, sono disponibili dei dati: oltre a nome e cognome, la fotografia, la città dove si vive e la data di nascita. Fra l&#8217;altro, nel caso di Silvia, con una piccola ricerca sempre su internet era possibile trovare anche il suo indirizzo di casa e il numero di telefono fisso dei suoi genitori, tutti pubblicati su un sito web al quale si è iscritta coltivando un hobby.<br />
Una truffatrice, che probabilmente deve avere una somiglianza fisica con Silvia, ha preso nota dei suoi dati e si è attivata per costruirsi in casa &#8211; o farsi realizzare da qualche falsario &#8211; una carta d&#8217;identità contraffatta con i dati della vicentina. Ed ha pensato alla maniera per far fruttare quel documento illecito.<br />
La truffatrice si è recata in Svizzera, al confine con l&#8217;Italia, dopo aver aperto un conto corrente in una banca lombarda, nel quale aveva depositato pochi soldi. Ha acquistato una vettura &#8211; una Ford Focus &#8211; e al concessionario ha presentato la sua carta d&#8217;identità falsa e una busta paga, ottenendo un finanziamento. Nel giro di qualche giorno, poi, ha fatto incetta di elettrodomestici e altre apparecchiature (cellulari, navigatori, dvd, stereo) comprandoli in centri commerciali diversi sempre con il medesimo sistema. Per tutti i venditori il riferimento era Silvia B. di Vicenza.<br />
In realtà, sono bastate le prime rate per fare andare in rosso quel conto corrente. E a Silvia sono iniziate ad arrivare raccomandate e telefonate per segnalarle che il conto era in rosso, che c&#8217;erano le rate da pagare e che i conti non tornavano.<br />
Alla prima chiamata Silvia ha pensato ad un errore. Poi si è resa conto che qualcosa non funzionava, ed ha fatto presente che lei di conti in Lombardia e di auto in Svizzera non ne sapeva nulla. «Non ci sono neanche mai stata», ha spiegato più volte. Alla fine, consigliata da un legale, si è rivolta in caserma per raccontare quanto le è accaduto. I cosiddetti &#8220;furti d&#8217;identità&#8221; sono invero più frequenti di quanto non si creda, e il fenomeno dei social network è destinato a vederli aumentare.</p>
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		<title>Dalla Bellucci a Fiorello aumentano i falsi Vip</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/14-12-2008/dalla-bellucci-a-fiorello-aumentano-i-falsi-vip.html</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 10:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Il Messaggero.it
Allarme Facebook: il social network più famoso del mondo, 100 milioni di utenti, compreso il nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama, sta diventando affollato di cloni falsi di personaggi, fake in gergo, soprattutto dello spettacolo. Sono ormai molti i falsi profili: chiunque infatti, conoscendone la data di nascita, può aprire un profilo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=38317&amp;sez=HOME_SCIENZA" target="_blank"><strong>Il Messaggero.it</strong></a></p>
<p><img class="size-medium wp-image-245 alignright" title="bellucci" src="http://www.odiofacebook.net/wp-content/uploads/2008/12/bellucci-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" />Allarme Facebook: il social network più famoso del mondo, 100 milioni di utenti, compreso il nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama, sta diventando affollato di cloni falsi di personaggi, fake in gergo, soprattutto dello spettacolo. Sono ormai molti i falsi profili: chiunque infatti, conoscendone la data di nascita, può aprire un profilo a nome di un altro, scrivere facendo credere di essere quella persona e mettere una foto di quel personaggio. Quando poi gli amici iniziano a diventare migliaia e quel nome è molto noto la curiosità aumenta, ma anche le trappole. È chiaro che a caderci sono gli utenti non troppo esperti, mentre gli affezionati riconosceranno senza problemi i loro beniamini falsi.</p>
<p><span id="more-243"></span>Restando in Italia tra i tanti fake i profili di Monica Bellucci, Fiorello, Carlo Verdone, Alessandro Gassman, Cristiana Capotondi, Simone Corrente e persino di Pippo Baudo. Il primo ad alzare la voce è Carlo Verdone, che ha scoperto che qualcuno rispondeva a migliaia di persone a suo nome: «è veramente allucinante che una persona chiacchieri, chatti, scriva, fingendosi qualcun altro. Verdone, andando a digitare il proprio nome, ha trovato decine di pagine di fanclub ma anche di persone che spacciandosi per lui dialogavano con i fans facendo credere di essere proprio l&#8217;attore. E almeno tre sono i cloni a suo nome che hanno pubblicato su facebook una vera foto dell&#8217;attore, inducendo l&#8217;utente nell&#8217;errore.</p>
<p>L&#8217;ufficio stampa di Alessandro Gassman ha dovuto smentire con un comunicato una persona che a suo nome scriveva a migliaia di suoi «amici» virtuali ignari che potesse essere un falso profilo, stessa cosa per l&#8217;agente di Simone Corrente, che ha smentito che il suo cliente sia la persona che scrive ai suoi fan su Facebook, cosa accaduta anche per Giorgio Pasotti impegnato nelle riprese di David Copperfield a Praga e ignaro di chi possa a suo nome spacciarsi per lui. Cristiana Capotondi ha diffidato di aprire profili falsi come quelli presenti a suo nome sul sito più noto di social network. C&#8217;è poi un falso Leonardo Pieraccioni che contatta le attrici; l&#8217;ufficio stampa di Lino Banfi ha fatto sapere che l&#8217;unica attività virtuale di Nonno Libero è sul suo blog ufficiale. Nella lista cloni ci sono Micaela Ramazzotti, Michelle Hunziker, Maddalena Corvaglia. Ma alcuni sono veri: quello di Michela Quattrociocche ad esempio, di Luca Ward e del regista Ferzan Ozpetek. E quello di Ugo Tognazzi creato dal figlio Gianmarco in memoria del padre che temeva dopo la morte di essere dimenticato.</p>
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		<title>Pericolo Facebook</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/28-11-2008/pericolo-facebook.html</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 15:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Comodo&#8221; vademecum per cambiare identità&#8230;
Fonte: Tiscali.Jack
Una volta c&#8217;erano le catene di Sant&#8217;Antonio, che minacciavano tremende disgrazie a chi ne avesse interrotto la circolazione. Oggi, invece, i truffatori si sono convertiti al web 2.0. E sono proprio i nostri social network preferiti a fare da cavallo di troia per i malintenzionati.
Si sa: l&#8217;ingegneria sociale, ai tempi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Comodo&#8221; vademecum per cambiare identità&#8230;</p>
<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://jack.tiscali.it/news/08/11/28_11_08-truffe-facebook.html" target="_blank"><strong>Tiscali.Jack</strong></a></p>
<p>Una volta c&#8217;erano le <strong>catene di Sant&#8217;Antonio</strong>, che minacciavano tremende disgrazie a chi ne avesse interrotto la circolazione. Oggi, invece, i <strong>truffatori </strong>si sono convertiti al <strong>web 2.0</strong>. E sono proprio i nostri <strong>social network </strong>preferiti a fare da <strong>cavallo di troia </strong>per i malintenzionati.</p>
<p>Si sa: l&#8217;ingegneria sociale, ai tempi di Facebook e MySpace, si <strong>basa sulla fiducia</strong>. Mentre chatti, o <strong>condividi una foto</strong>, lo fai perché sei certo che dall&#8217;altra parte ci sia <strong>una certa persona</strong>. Beh, potrebbe anche non essere così. Impossibile? Non ti è mai capitato? Meglio così. Purtroppo, però, non si può escludere al 100 per cento: <strong>leggere per credere</strong>.</p>
<p>Ecco come si <strong>cambia identità </strong>in quattro mosse.</p>
<p><span id="more-200"></span><strong>Prima mossa</strong>: mi iscrivo su MySpace con un profilo inventato (per esempio, faccio finta di essere Gino Lippi) e cerco di fare amicizia con una dozzina di estranei. Ipotizziamo che la metà accettino. A questo punto vado a vedere i loro contatti e prendo nota dei nomi.</p>
<p><strong>Seconda mossa</strong>: mi iscrivo su Facebook (sempre come Gino Lippi) e mi metto a caccia di quelle sei persone che ho intercettato su MySpace. Ammettiamo di trovarne solo quattro. Chiedo di diventare loro amico: naturalmente mi accettano perché mi conoscono già.</p>
<p><strong>Terza mossa</strong>: tra i contatti dei miei amici faccio un confronto tra chi è presenta su MySpace ma non su Facebook. Quindi costruisco io il loro profilo su Facebook (adesso, per esempio, mi chiamo Attila Renzetti), utilizzando le caratteristiche e le foto che ho &#8220;rubato&#8221; su MySpace. Il profilo è falso (perché il vero Attila Renzetti non è su Facebook) ma assolutamente credibile perché costruito con informazioni vere. Non mi resta che contattare tutti gli amici di Attila Renzetti. E il gioco è fatto. E sai qual è la cosa davvero incredibile? Nel corso di tutte queste operazioni, arriveranno delle vittime volontarie: cioè alcuni che, credendomi Attila Renzetti, mi chiederanno di diventare&#8230; loro &#8220;amico&#8221;!</p>
<p><strong>Quarta mossa</strong>: a questo punto ho finti amici ai quali posso chiedere quelle cose che, nella realtà, si chiedono solo agli amici veri. &#8220;Ciao, sono in Tailandia, in vacanza, mi hanno appena rapinato&#8230; Mi mandi 500 euro per tornare a casa?&#8221;. &#8220;Vedo che andrai a sciare per le vacanze di Natale! Mi ricordi il tuo indirizzo che ti mando una cartolina?&#8221;. E così via.</p>
<p>Questo piccolo <strong>vademecum</strong>, che mette in guardia dalle amicizie facili dei social network, è opera di <strong>Mike Elgan </strong>che, nel suo blog ComputerWorld, racconta anche la storia di questo esperimento. E di un tentativo di truffa da lui stesso subito.</p>
<p>Un giorno Mike, durante le sue ricerche sui <strong>raggiri 2.0</strong>, riceve una proposta di amicizia da una <strong>ragazza indonesiana </strong>molto carina. Capisce subito che si tratta di un <strong>profilo finto </strong>perché tra i suoi contatti ci sono <strong>solo uomini </strong>(tra l&#8217;altro tutti più o meno della sua età) ma, nelle foto, molte delle quali tagliate in modo un po&#8217; sospetto, la bella indonesiana è sempre in <strong>compagnia femminile</strong>. Probabilmente dietro questa falsa identità c&#8217;è qualcuno (&#8220;qualcuno&#8221; perché, <strong>statisticamente</strong>, è più probabile che sia un uomo) che sta cercando di costruire fiducia intorno sul profilo della ragazza. E, molto probabilmente, le sue <strong>intenzioni </strong>non sono per niente buone!</p>
<p>La <strong>bella ragazza </strong>che chiede aiuto (e denaro) al suono &#8220;amico&#8221; che si trova <strong>dall&#8217;altra parte del mondo </strong>è già un classico su Facebook. Ma c&#8217;è di peggio: sono sempre di più, infatti, le indagini della polizia che mettono nel mirino uomini di mezza età che utilizzano false identità (e quindi anche false immagini) per avvicinare <strong>ragazze giovanissime</strong>.</p>
<p>Facebook ha già dato dimostrazione di agire con <strong>molta prontezza </strong>di fronte alle lamentele dei suoi iscritti per le <strong>truffe ricevute</strong>: proprio qualche giorno fa, si è aggiudicato un <strong>risarcimento milionario </strong>per una vertenza legale sullo spam, la spazzatura digitale che, dopo le mail, sta rendendo la vita dura anche ai social network. In futuro, forse, ci chiederà di inserire anche il numero di cellulare per dimostrare di essere davvero &#8220;noi&#8221;. Ma voi vi fidereste</p>
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