Facebook bloccato negli uffici pubblici

Scritto da odiofacebook il 19 Novembre 08 in Degenerazione, Dipendenza, Lavoro

Fonte: PCWORLD

La Pubblica Amministrazione ha dichiarato guerra a Facebook e ai siti di social networking, perché distraggono gli impiegati e sottraggono ore di lavoro. Ma non tutti la pensano allo stesso modo.

A quanto pare, i lavoratori della Pubblica Amministrazione non sono solo “fannulloni“, come li ha definiti il ministro Brunetta, ma anche propensi a distrarsi online, trascorrendo diverse ore a comunicare con amici e parenti, a scambiarsi fotografie e video, a espletare, insomma, tutte quelle pratiche del web che oggi vengono riassunte sotto il termine generico di social networking. E lo strumento principale per questo genere di attività è l’ormai famigerato Facebook, il sito attraverso il quale si può accedere a una comunità virtuale di amici in carne e ossa con cui trascorrere parecchie ore in piacevole compagnia.

Read the rest of this entry »

Commento (1)

Aziende: guerra aperta a Facebook

Scritto da odiofacebook il 19 Novembre 08 in Degenerazione, Dipendenza, Lavoro

Fonte: hardware & gadget

Il fenomeno sociale del momento, Facebook, che ha oscurato anche il celeberrimo mondo di Second Life, sembra essere nel pieno di una bufera causata dalle aziende, che lo accusano di essere la principale fonte di distrazione per i propri dipendenti.

Sempre più persone che lavorano in ufficio, infatti, utilizzerebbero i social network ed altri strumenti di comunicazione in maniera sistematica e massiva, con conseguente calo del proprio livello di produttività.

Read the rest of this entry »

Commenti (0)

Aziende in guerra con Facebook

Scritto da odiofacebook il 19 Novembre 08 in Degenerazione, Lavoro

Fonte: la Repubblica.it

Sono quasi 4700 gli aderenti al gruppo “Cazzeggio al lavoro con Facebook”. Molti? Pochissimi: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo “Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca”. E però si vede che i cazzeggiatori alla scrivania sono molti di più di questi autodenunciati, se Poste Italiane si è decisa a negare l’accesso al sito di social network per i suoi dipendenti, se in Regione Lombardia e Veneto si medita di fare la stessa cosa, e se al comune di Napoli l’hanno razionato. Un’ora al giorno, suddiviso in frazioni di 10 minuti l’una. E a Facebook va già bene: il blog di Beppe Grillo è completamente inibito alla visione dei dipendenti comunali napoletani.

Read the rest of this entry »

Commenti (0)

Fonte: RAINEWS 24

Licenziati in tronco per aver “sparlato” di alcuni passeggeri e della stessa compagnia. I vertici della Virgin Atlantic, di proprietà di Richard Branson venuti a conoscenza dell’accaduto, non hanno gradito e ha punito immediatamente i responsabili.

“La Virgin Atlantic conferma che 13 dipendenti lasceranno la compagnia”, ha fatto sapere l’aerolinea in una nota, spiegando che la decisione e’ stata presa “dopo che lo svolgimento di indagini ha scoperto sul social network Facebook 13 dipendenti che gettavano discredito sulla compagnia e insultavano alcuni dei nostri passeggeri”. La compagnia, infine, ha riconosciuto che “c’e’ un un tempo e uno spazio” per l’utilizzo di Facebook, che “non puo’ diventare la cassa di risonanza per critiche a compagnie e passeggeri”.

Commenti (0)

E’ errato vietare Facebook sul posto di lavoro?

Scritto da odiofacebook il 30 Ottobre 08 in Lavoro

Fonte: downloadblog.it

L’uso dei siti di social network, come Facebook, per scopo personale durante l’orario di lavoro non dovrebbe essere vietato. E’ questa la conclusione dello studio della società Demos.

Questi siti, infatti, sono di fondamentale importanza per fornire un ambiente dove discutere e collaborare. Limitarne l’uso potrebbe avere un impatto negativo sul personale e sulle loro capacità di comunicare. D’altra parte bisogna evitare che l’uso dei social network diventi eccessivo. Secondo Peter Bradwell, la gente ha voglia di interagire, e spesso gli amici con cui parlare si trovano su queste reti, fatte apposta per sviluppare le relazioni.

Read the rest of this entry »

Commenti (0)