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	<title>Odio Facebook &#187; licenziamento</title>
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		<title>Insulta il capo su Facebook, che è tra gli &#8216;amici&#8217; e la licenzia</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/lavoro/11-08-2009/insulta-il-capo-su-facebook-che-e-tra-gli-amici-e-la-licenzia.html</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 13:12:05 +0000</pubDate>
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La morale è semplice: il capo non è un amico e soprattutto non deve esserlo su Facebook. Lo ha scoperto una ragazza britannica, licenziata per aver scritto un post contro il suo capo sul sito di networking, dimenticando tuttavia che anche questi lo avrebbe letto. Non è la prima volta che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.laprovinciadivarese.it/stories/apcom/84836_insulta_il_capo_su_facebook_che__tra_gli_amici_e_la_licenzia/" target="_blank"><strong>La Provincia di Varese</strong></a></p>
<p>La morale è semplice: il capo non è un amico e soprattutto non deve esserlo su Facebook. Lo ha scoperto una ragazza britannica, licenziata per aver scritto un post contro il suo capo sul sito di networking, dimenticando tuttavia che anche questi lo avrebbe letto. Non è la prima volta che una persona viene licenziata per colpa di Facebook, ma in questa circostanza via Facebook è arrivata anche la notifica. Lo scambio tra i due è assolutamente godibile ed ha inevitabilmente fatto il giro del mondo sotto forma di screenshot. Sul sito buzzfeed.com la notizia è &#8216;viral&#8217;. L&#8217;identità dei protagonisti è nascosta ma lo slang e alcuni riferimenti alla normativa fiscale britannica suggeriscono la collocazione geografica. &#8220;Odio il mio lavoro &#8211; si legge nel post della ragazza, che usa un linguaggio decisamente colorito e sembra suggerire avance sessuali indesiderate &#8211; il mio capo è un pervertito che mi fa fare cose inutili solo per farmi un dispetto. Segaiolo!&#8221;. &#8220;Hai lavorato qui per cinque mesi e non ti sei accorta che sono gay?&#8221; le risponde il capo. &#8220;Non vado in giro sculettando in ufficio come una drag queen, ma non è certo un segreto&#8221;. E poi aggiunge: &#8220;Ti ricordo che hai ancora due settimane prima della fine dei tuoi sei mesi di prova, quindi domani non venire&#8221;.</p>
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		<title>Facebook in ufficio, a rischio dipendenza e tecnostress</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/lavoro/27-03-2009/facebook-in-ufficio-a-rischio-dipendenza-e-tecnostress.html</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 09:00:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fonte: pmi.it blog
Aumentano sempre di più le adesioni ai social network, tra i quali quello più in voga del momento è Facebook. Cresce anche il numero delle aziende che rientrano nella categoria web 2.0, ovvero quelle aziende che utilizzano i nuovi strumenti di comunicazione che il web 2.0 mette a disposizione, come i social media, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://blog.pmi.it/25/03/2009/facebook-in-ufficio-a-rischio-dipendenza-e-tecnostress/" target="_blank"><strong>pmi.it blog</strong></a></p>
<p>Aumentano sempre di più le adesioni ai social network, tra i quali quello più in voga del momento è <strong>Facebook</strong>. Cresce anche il numero delle aziende che rientrano nella categoria web 2.0, ovvero quelle aziende che utilizzano i nuovi strumenti di comunicazione che il web 2.0 mette a disposizione, come i social media, per <strong>collaborare al meglio</strong>. Una diffusione tale da essere arrivata ormai anche negli ambienti lavorativi e che, secondo alcuni, potrebbe addirittura portare ad una vera e propria <strong>dipendenza</strong>.</p>
<p>Il non riuscire a far a meno di accedere a Facebook per condividere amicizie sul web, chiacchierare o scambiare foto neanche in ufficio, tra una pausa di lavoro e l&#8217;altra, genererebbe quella che dagli esperti di Information Technology viene definito <strong>tecno-stress</strong>.</p>
<p><span id="more-412"></span>Un uso eccessivo e continuativo di Facebook anche nelle ore di lavoro potrebbero dunque ad un <strong>sovraccarico di stanchezza e ansia</strong>. Quest&#8217;ultima provocata dalla necessità quasi ossessiva di aggiornare continuamente il proprio profilo, aggiungere nuove foto, cercare amici, e così via.</p>
<p>Nonostante i vantaggi che le reti sociali, e più in generale il web 2.0, possono portare alle logiche aziendali, soprattutto per quelle imprese che impiegano personale in diverse sedi in più parti del mondo, sono in molte ad aver deciso di <strong>vietare l&#8217;utilizzo di social network</strong> come Facebook. A spingere le imprese a tale scelta le <strong>cattive prestazioni</strong> dovute alle continue distrazioni dei dipendenti &#8220;tecno-stressati da Facebook&#8221;.</p>
<p>Gli esperti di Information Technology, hanno trattato ed esaminato il fenomeno della mania da Facebook al recente forum promosso da Runfortecnostress Network in occasione del Broadband business Forum alla Fiera di Roma, nell&#8217;incontro &#8220;<strong>Tecnostress, Facebook e asset dell&#8217;attenzione: le continue interruzioni come rischio d&#8217;impresa web 2.0</strong>&#8220;.</p>
<p>Non mancano però i primi <strong>segnali di una presa di coscienza </strong>degli utenti di Facebook di come quest&#8217;ultimo rischi di diventare una dipendenza stressante: qualche mese fa si è tenuto il <strong>primo sciopero da Facebook</strong>. L&#8217;autore del gruppo Dani Feb ha esortato gli utenti ad astenersi per un giorno dall&#8217;accedere al popolare social media per &#8220;disintossicarsi&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;iniziativa quella dell&#8217;astensione per un giorno dalle tecnologie già promossa in diverse occasioni, come quella dello scorso <strong>21 marzo</strong>, in concomitanza con l&#8217;arrivo della Primavera: Netdipendenza Onlus ha infatti promosso uninvito collettivo, per tecnostressati e non, a <strong>spegnere per un giorno computer e cellulari e respirare</strong>, possibilmente trascorrendo una giornata all&#8217;aria aperta.</p>
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		<title>Tra gli amici di Facebook 13 criminali: licenziato</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 18:26:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fonte: LEGGO
Un agente di polizia penitenziaria che lavorava al carcere di Leicester, in Gran Bretagna, è stato licenziato perché conosceva troppi criminali. Sembra inverosimile, eppure è vero. Nathan Singh, 27 anni, era stato messo sotto inchiesta perché sospettato di fornire telefonini e altri oggetti proibiti ai carcerati, ma tutto si dissolse in una bolla di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.leggonline.it/articolo.php?id=16738" target="_blank"><strong>LEGGO</strong></a></p>
<p>Un agente di polizia penitenziaria che lavorava al carcere di Leicester, in Gran Bretagna, è stato licenziato perché conosceva troppi criminali. Sembra inverosimile, eppure è vero. Nathan Singh, 27 anni, era stato messo sotto inchiesta perché sospettato di fornire telefonini e altri oggetti proibiti ai carcerati, ma tutto si dissolse in una bolla di sapone: nell&#8217;inchiesta però, si scoprì che Singh aveva, tra i suoi amici di Facebook, ben 13 persone con precedenti penali. Uno di loro, il 28enne Tyrone Leadeatt, appariva in una foto con Singh prima di venire condannato a due anni e mezzo per frode. Un altro, il 37enne Mark Simmonds, nel &#8216;95 uccise un uomo fuori da un nightclub ed è stato in carcere fino al 2005. Un terzo &#8220;amico&#8221;, Daimi O&#8217;Brien, 26 anni, si beccò due anni per rissa, mentre un quarto, Myron Wallace, fu condannato a cinque anni per spaccio di droga e tentato depistaggio delle indagini. &#8220;Qualche volta aprivo la mia pagina di Facebook e c&#8217;erano delle richieste di amicizia, che spesso accettavo senza controllare &#8211; ha detto Nathan &#8211; So di essere stato ingenuo, me ne sono accorto ora&#8221;. &#8220;La grande maggioranza del nostro staff è onesta e professionale&#8221;, ha tenuto a precisare un portavoce del carcere di Leicester, che ha licenziato in tronco Nathan.</p>
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		<title>&#8220;Il mio lavoro è noioso&#8221;. Licenziata impiegata inglese</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 19:29:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fonte: AFFARITALIANI.it
&#8220;Il mio lavoro e&#8217; noioso&#8221;: ma la confessione fatta agli amici su Facebook e&#8217; costata a Kimberley Swann il posto di lavoro. E&#8217; bufera su una piccola azienda di Clacton, in Inghilterra, per la decisione di licenziare una giovane segretaria che sul social network si era lasciata andare in commenti che &#8220;screditavano&#8221; l&#8217;azienda, senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://www.affaritaliani.it/mediatech/vitadafacebook/facebook_lavoro_noioso_licenziata270209.html" target="_blank">AFFARITALIANI.it</a></strong></p>
<p><strong>&#8220;Il mio lavoro e&#8217; noioso&#8221;:</strong> ma la confessione fatta agli amici su Facebook e&#8217; costata a Kimberley Swann il posto di lavoro. E&#8217; bufera su una piccola azienda di Clacton, in Inghilterra, per la decisione di licenziare una giovane segretaria che sul social network si era lasciata andare in commenti che &#8220;screditavano&#8221; l&#8217;azienda, senza tuttavia citarne il nome.</p>
<p><strong>IL CAPO: &#8220;NON VOGLIO CHE LA SOCIETà SIA SCREDITATA&#8221; &#8211; </strong>&#8220;Kimberley, primo giorno di lavoro, omg (oh my God), cosi&#8217; noioso&#8221;, era stato il &#8216;post&#8217; della sedicenne che due giorni dopo aveva aggiunto: &#8220;Kimberly tutto quello che fa e&#8217; macinare carta e fare fotocopie, omg (oh my God)&#8221;. A quel punto, ha raccontato la ragazza al &#8216;Daily Telegraph&#8217;, il boss l&#8217;ha chiamata nel suo ufficio dicendole: &#8220;Ho visto i suoi commenti su Facebook, non voglio che la mia societa&#8217; venga screditata&#8221;.</p>
<p><span id="more-359"></span><strong>LA DIFESA DELLA RAGAZZA &#8211; </strong>La ragazza ha cercato di difendersi: &#8220;Ho solo scritto che il mio lavoro era noioso&#8221;. Ma non c&#8217;e&#8217; stato niente da fare e lunedi&#8217; scorso Kimberley si e&#8217; vista recapitare la lettera di licenziamento con &#8220;effetto immediato&#8221;: &#8220;Se non si sente appagata e non le piace, crediamo sia meglio concludere con effetto immediato il rapporto con la &#8216;Ivell Merketing &amp; Logistics&#8217;&#8221;. Non si e&#8217; fatta attendere la reazione dei sindacati che ora sono sul piede di guerra. La ragazza non potra&#8217; comunque avviare azioni legali poiche&#8217; assunta da meno di un mese e quindi &#8220;in prova&#8221;.</p>
<p><strong>I PRECEDENTI &#8211; </strong>Non e&#8217; il primo caso di licenziamento a causa di commenti pubblicati sul web: lo scorso mese erano stati &#8216;cacciati&#8217; alcuni impiegati della catena &#8216;Marks&amp;Spencer&#8217; che, sempre su Facebook, avevano definito &#8220;idioti&#8221; i clienti del grande magazzini. A novembre tocco&#8217; invece ad alcuni lavoratori della &#8216;British Airways&#8217; che avevano parlato dei passeggeri della compagnia come &#8220;puzzolenti e fastidiosi&#8221;. Stessa sorte per 13 steward e hostess della &#8216;Virgin Atlantic&#8217;, licenziati per aver descritto i viaggiatori come &#8220;zotici&#8221;.</p>
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		<title>Tradito da Facebook, ora rischia il licenziamento</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/lavoro/21-11-2008/tradito-da-facebook-ora-rischia-il-licenziamento.html</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 09:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: CORRIERE DELLA SERA.it
Un dipendente aveva avvertito che stava male e non sarebbe andato al lavoro
Ma alla sera è andato a fare bisboccia lasciando poi un commento sul social network. Beccato da un collega
MILANO - Tradito da Facebook e da un&#8217;amicizia alquanto dubbia. Rischia il licenziamento Tom Stones, ventiduenne inglese originario di Gloucester che lavora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_20/facebook_inghilterra_licenziamento_21829d06-b722-11dd-8888-00144f02aabc.shtml" target="_blank">CORRIERE DELLA SERA.it</a></strong></p>
<p><strong>Un dipendente aveva avvertito che stava male e non sarebbe andato al lavoro<br />
Ma alla sera è andato a fare bisboccia lasciando poi un commento sul social network. Beccato da un collega</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.odiofacebook.net/wp-content/uploads/2008/11/bisboccia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-153" title="bisboccia" src="http://www.odiofacebook.net/wp-content/uploads/2008/11/bisboccia.jpg" alt="" width="140" height="180" /></a>MILANO </strong>- Tradito da Facebook e da un&#8217;amicizia alquanto dubbia. Rischia il licenziamento Tom Stones, ventiduenne inglese originario di Gloucester che lavora come dipendente part-time in un supermarket della catena di distribuzione britannica Tesco: venerdi scorso il giovane ha telefonato al suo capo per avvertirlo che stava male e che avrebbe saltato il turno pomeridiano di lavoro. Ma la stessa sera è uscito a fare baldoria e il giorno successivo con un breve commento sul social network, ha raccontato la divertente nottata. Un «amico» del ragazzo, nonché collega, anche lui iscritto a Facebook, ha pensato bene di fotocopiare l&#8217;incauto commento e di lasciarlo sulla scrivania del capo.</p>
<p><span id="more-152"></span><strong>SPIEGAZIONE</strong> &#8211; Il giovane, che guadagna 6,20 sterline all&#8217;ora (meno di 8 euro), è stato immediatamente richiamato dalla direzione e il prossimo venerdi dovrà presentarsi per dare spiegazioni dell&#8217;accaduto. Secondo quanto dichiarato da un portavoce dell&#8217;azienda, il commento su Facebook era inequivocabile: il ventiduenne dichiarava che proprio il giorno della presunta malattia aveva passato «una bella nottata». Stones, da parte sua, si difende tenacemente dichiarando che l&#8217;azienda non ha alcun diritto di spiare la sua vita privata: «Mi sembra davvero troppo, qualcosa che va oltre i loro diritti», <span style="text-decoration: underline;">dichiara il ventiduenne al quotidiano The Sun</span>. «Non sono uscito prima delle undici di sera e sono rimasto a casa fino a quando il supermarket ha chiuso. Quando ho telefonato in direzione mi sentivo davvero male, ma più tardi ho cominciato a stare meglio e ho deciso di uscire».</p>
<p><strong>PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI</strong> &#8211; La direzione della catena di distribuzione inglese ancora deve decidere se e quale provvedimento disciplinare adotterà nei confronti di Stones, ma un portavoce della compagnia precisa che è falsa l&#8217;accusa secondo cui i manager di Tesco usino Facebook per spiare i dipendenti. «In realtà qualcuno ha fatto sapere alla direzione quello che era successo attraverso una fotocopia», ha ribadito l&#8217;anonimo portavoce. Non è la prima volta che un dipendente inglese rischia grosso a causa di Facebook. Solo il mese scorso infatti la compagnia aerea Virgin Atlantic ha licenziato tredici membri dell&#8217;equipaggio che avevano usato una pagina del social network per criticare gli standard di sicurezza della società e per insultare ripetutamente i passeggeri della compagnia aerea.</p>
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		<title>Pettegolezzi su Facebook, Virgin licenzia 13 dipendenti</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/lavoro/03-11-2008/pettegolezzi-su-facebook-la-virgin-licenzia-13-dipendenti.html</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 20:11:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fonte: RAINEWS 24
Licenziati in tronco per aver &#8220;sparlato&#8221; di alcuni passeggeri e della stessa compagnia. I vertici della Virgin Atlantic, di proprietà di Richard Branson venuti a conoscenza dell&#8217;accaduto, non hanno gradito e ha punito immediatamente i responsabili.
&#8220;La Virgin Atlantic conferma che 13 dipendenti lasceranno la compagnia&#8221;, ha fatto sapere l&#8217;aerolinea in una nota, spiegando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=87866" target="_blank"><strong>RAINEWS 24</strong></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-38" href="http://www.odiofacebook.net/?attachment_id=38"><img class="alignleft size-medium wp-image-38" title="imagesvirgin-logo" src="http://www.odiofacebook.net/wp-content/uploads/2008/11/imagesvirgin-logo.jpg" alt="" width="130" height="124" /></a>Licenziati in tronco per aver &#8220;sparlato&#8221; di alcuni passeggeri e della stessa compagnia. I vertici della Virgin Atlantic, di proprietà di Richard Branson venuti a conoscenza dell&#8217;accaduto, non hanno gradito e ha punito immediatamente i responsabili.</p>
<p>&#8220;La Virgin Atlantic conferma che 13 dipendenti lasceranno la compagnia&#8221;, ha fatto sapere l&#8217;aerolinea in una nota, spiegando che la decisione e&#8217; stata presa &#8220;dopo che lo svolgimento di indagini ha scoperto sul social network Facebook 13 dipendenti che gettavano discredito sulla compagnia e insultavano alcuni dei nostri passeggeri&#8221;. La compagnia, infine, ha riconosciuto che &#8220;c&#8217;e&#8217; un un tempo e uno spazio&#8221; per l&#8217;utilizzo di Facebook, che &#8220;non puo&#8217; diventare la cassa di risonanza per critiche a compagnie e passeggeri&#8221;.</p>
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