Fonte: La Provincia di Varese

La morale è semplice: il capo non è un amico e soprattutto non deve esserlo su Facebook. Lo ha scoperto una ragazza britannica, licenziata per aver scritto un post contro il suo capo sul sito di networking, dimenticando tuttavia che anche questi lo avrebbe letto. Non è la prima volta che una persona viene licenziata per colpa di Facebook, ma in questa circostanza via Facebook è arrivata anche la notifica. Lo scambio tra i due è assolutamente godibile ed ha inevitabilmente fatto il giro del mondo sotto forma di screenshot. Sul sito buzzfeed.com la notizia è ‘viral’. L’identità dei protagonisti è nascosta ma lo slang e alcuni riferimenti alla normativa fiscale britannica suggeriscono la collocazione geografica. “Odio il mio lavoro – si legge nel post della ragazza, che usa un linguaggio decisamente colorito e sembra suggerire avance sessuali indesiderate – il mio capo è un pervertito che mi fa fare cose inutili solo per farmi un dispetto. Segaiolo!”. “Hai lavorato qui per cinque mesi e non ti sei accorta che sono gay?” le risponde il capo. “Non vado in giro sculettando in ufficio come una drag queen, ma non è certo un segreto”. E poi aggiunge: “Ti ricordo che hai ancora due settimane prima della fine dei tuoi sei mesi di prova, quindi domani non venire”.

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Facebook in ufficio, a rischio dipendenza e tecnostress

Scritto da odiofacebook il 27 Marzo 09 in Lavoro

Fonte: pmi.it blog

Aumentano sempre di più le adesioni ai social network, tra i quali quello più in voga del momento è Facebook. Cresce anche il numero delle aziende che rientrano nella categoria web 2.0, ovvero quelle aziende che utilizzano i nuovi strumenti di comunicazione che il web 2.0 mette a disposizione, come i social media, per collaborare al meglio. Una diffusione tale da essere arrivata ormai anche negli ambienti lavorativi e che, secondo alcuni, potrebbe addirittura portare ad una vera e propria dipendenza.

Il non riuscire a far a meno di accedere a Facebook per condividere amicizie sul web, chiacchierare o scambiare foto neanche in ufficio, tra una pausa di lavoro e l’altra, genererebbe quella che dagli esperti di Information Technology viene definito tecno-stress.

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Tra gli amici di Facebook 13 criminali: licenziato

Scritto da odiofacebook il 23 Marzo 09 in Privacy

Fonte: LEGGO

Un agente di polizia penitenziaria che lavorava al carcere di Leicester, in Gran Bretagna, è stato licenziato perché conosceva troppi criminali. Sembra inverosimile, eppure è vero. Nathan Singh, 27 anni, era stato messo sotto inchiesta perché sospettato di fornire telefonini e altri oggetti proibiti ai carcerati, ma tutto si dissolse in una bolla di sapone: nell’inchiesta però, si scoprì che Singh aveva, tra i suoi amici di Facebook, ben 13 persone con precedenti penali. Uno di loro, il 28enne Tyrone Leadeatt, appariva in una foto con Singh prima di venire condannato a due anni e mezzo per frode. Un altro, il 37enne Mark Simmonds, nel ‘95 uccise un uomo fuori da un nightclub ed è stato in carcere fino al 2005. Un terzo “amico”, Daimi O’Brien, 26 anni, si beccò due anni per rissa, mentre un quarto, Myron Wallace, fu condannato a cinque anni per spaccio di droga e tentato depistaggio delle indagini. “Qualche volta aprivo la mia pagina di Facebook e c’erano delle richieste di amicizia, che spesso accettavo senza controllare – ha detto Nathan – So di essere stato ingenuo, me ne sono accorto ora”. “La grande maggioranza del nostro staff è onesta e professionale”, ha tenuto a precisare un portavoce del carcere di Leicester, che ha licenziato in tronco Nathan.

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