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	<title>Odio Facebook &#187; londra</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Londra, ecco i vandali dei party</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/degenerazione/04-12-2008/londra-ecco-i-vandali-dei-party.html</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 20:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[brighton]]></category>
		<category><![CDATA[facebook republic army]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: la Repubblica.it
Spunta la Facebook Republican Army
Rintracciano le feste sul sito del social network e si presentano (non invitati). A Brigthon ne ha fatto le spese il compleanno di una sedicenne. Danni per 5000 sterline.
Tecnologia in aiuto dei vandali. Facebook che da strumento per ritrovare vecchi amici o farne dei nuovi, diventa strumento di ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/facebook-army/facebook-army/facebook-army.html" target="_blank">la Repubblica.it</a></strong></p>
<p><strong>Spunta la Facebook Republican Army</strong></p>
<p>Rintracciano le feste sul sito del social network e si presentano (non invitati). A Brigthon ne ha fatto le spese il compleanno di una sedicenne. Danni per 5000 sterline.</p>
<p>Tecnologia in aiuto dei vandali. Facebook che da strumento per ritrovare vecchi amici o farne dei nuovi, diventa strumento di ricerca per feste da rovinare. Arrivando in massa, ovviamente non invitati, e devastando la casa della festeggiata. Una pratica in uso da anni ma che stavolta si arricchisce della variante tecnologica. E prende piede anche nel nostro paese.</p>
<p><span id="more-230"></span>Si chiama Facebook Republic Army il nuovo flagello giovanile che funesta le serate d&#8217;Oltremanica. Centinaia di ragazzi che si organizzano, rintracciano feste spulciando i profili sul sito del social network e poi calano in massa nella casa del malcapitato con intenzioni tutt&#8217;altro che pacifiche.</p>
<p>L&#8217;ultimo caso si è registrato a Brighton, città di mare non lontana da Londra. A Georgina Hobday viene l&#8217;idea di festeggiare i suoi 16 anni con una festa a casa. Mette tutto su Facebook. Un modo semplice per invitare gli amici senza perdere troppo tempo. Ed è a questo punto che spuntano quelli della Facebook Republic Army. Veri e propri setacciatori di feste in cui &#8220;imbucarsi&#8221;.</p>
<p>Il risultato è che la casa della sedicenne viene letteralmente presa d&#8217;assalto da quasi 500 ragazzi. La situazione degenera in poco tempo, complice anche un tasso alcolico che cresce rapidamente. Lampadari in frantumi, finestre scardinate, porte divelte. Il giardino, una volta coperto d&#8217;erba, viene praticamente arato. Insomma un disastro. Davanti all&#8217;impotente mamma della sedicenne. A cui non resta che avvertire la polizia.</p>
<p>Gli agenti arrivano in forze e si trovano davanti uno scenario di devastazione. E un mare di lattine di birra vuote. &#8220;E&#8217; stato un incubo, questa è l&#8217;ultima festa che faccio fare a mia figlia&#8221; allarga le braccia sconsolata la donna. Che adesso dovrà sborsate circa 5000 sterline per rimettere le cose a posto.</p>
<p>Nel frattempo la polizia fa sgombrare la casa. Operazione non semplicissima che richiede quasi un&#8217;ora. A corollario restano le dichiarazioni di alcuni dei protagonisti del blitz vandalico: &#8220;Uno di noi è un esperto di pc e scova tutte le feste che ci sono. Non è che partiamo con l&#8217;idea di fare casino, ma certe cose, alla fine, accadono. Siamo il peggior incubo di ogni genitore&#8221;.</p>
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		<title>ATTENTI A FACEBOOK</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/dipendenza/20-11-2008/attenti-a-facebook.html</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 09:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeno]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: CCSNEWS
Ho 364 amici e ogni mattina quando arrivo a lavoro la prima cosa che faccio è aprire Facebook.
Scrivere un articolo sul proprio blog riguardo Facebook, condividere il link su Facebook dell&#8217;articolo scritto riguardo Facebook, creare gruppi che inizino con &#8216;Quelli che&#8217; &#8211; &#8216;Quelli di&#8217;, non uscire di casa prima di avere aggiornato il proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.ccsnews.it/dettaglio.asp?id=8566&amp;titolo=ATTENTI%20A%20FACEBOOK" target="_blank"><strong>CCSNEWS</strong></a></p>
<p>Ho 364 amici e ogni mattina quando arrivo a lavoro la prima cosa che faccio è aprire Facebook.<br />
Scrivere un articolo sul proprio blog riguardo Facebook, condividere il link su Facebook dell&#8217;articolo scritto riguardo Facebook, creare gruppi che inizino con &#8216;Quelli che&#8217; &#8211; &#8216;Quelli di&#8217;, non uscire di casa prima di avere aggiornato il proprio status, creare o iscriversi in un gruppo del <em>proprio cognome</em>, incontrare un amico dato per deceduto, farsi i fattacci dei propri amici dalla homepage di Facebook, prendere l&#8217;annuario di scuola è cercare amici ad oltranza, creare 2 account su e inviarsi una richiesta di amicizia.<br />
Questi sono alcuni dei sintomi della Facebook &#8211; dipendenza. <br />
 <br />
<span id="more-145"></span>Ovunque si va ormai si sente parlare di questo nuovo fenomeno. A Londra gli psicologi lanciano l&#8217;allarme Facebook. Secondo lo studioso britannico David Smallwood, il popolarissimo social newtork ha la responsabilità di aver generato una nuova patologia: friendship addiction, ovvero amico dipendenza. Una vera e propria epidemia della generazione internet. Gli utenti sono incapaci di fare a meno del sito come surrogato della propria affettività. Soggette alla sindrome sarebbero in particolar modo le donne, categoria a rischio, data la loro maggiore propensione a ricercare sempre nuove conferme alla propria autostima, che Facebook offrirebbe consentendo di accumulare centinaia di amici. <br />
 <br />
In che modo a preso piede il fenomeno Facebook? <br />
Il World Wide Web non è mai stata la rete di tutti per tutti, ma la rete di un&#8217;azienda che ci usa per il suo profitto.<br />
L&#8217;ennesima volta siamo cascati nella trappola della raccolta di dati personali al limite della legalità. Dati personali preziosi, che raccolti e impacchettati valgono soldi. Gente che vende abitudini, gusti, preferenze delle persone. Cose che hanno un valore perché servono a sviluppare prodotti ritagliati ad hoc, a cui non si potrà dire di no.<br />
Facebook razionalizza e rende estremamente veloce tutto ciò che si è sempre fatto nella rete. Ci sono però delle differenze sostanziali e diaboliche. Quello che si faceva in libertà, su Facebook si fa dentro un sistema che ha un padrone e un controllo verticistico.<br />
Inserendo i propri dati personali, però,  si rinuncia totalmente alla privacy.<br />
La differenza più sostanziale, però, è che il senso dello stare su Facebook diventa stare su Facebook e basta, tende a divenire una cosa sempre più fine a sé stessa. Ecco perché in un&#8217;epoca di rarefazione dei contatti sociali, stare su Facebook, solleva dalle proprie paure e dalla propria solitudine. Ricevere notifiche, nuove richieste d&#8217;amicizia divengono quasi la testimonianza della nostra esistenza.<br />
L&#8217; amicizia non è più un modo per scambiare informazioni e cultura con gli altri e Facebook non è comunicazione, né compagnia, è solo assenza di silenzio, assenza di solitudine. Soprattutto non è libertà, perché diviene un carcere nel quale ci chiudiamo volontariamente e supinamente.<br />
 <br />
Presto la nostra sottorete di amicizie sarà variegata in modo incredibile, fatta anche di persone che mai nella vita terrena incontreremo.<br />
Ritorniamo su Facebook ossessivamente, vogliamo restare connessi sempre. Facebook puo&#8217; diventare totalizzante, la nostra vita in rete diventa vita su Facebook, ovvero la nostra Internet diventa Facebook-net.</p>
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		<title>Festa organizzata via Facebook, casa saccheggiata</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/03-11-2008/33.html</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 20:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: CORRIERE DELLA SERA.it
Danni e furti per circa 19mila euro. I genitori della ragazza festeggiata non c&#8217;erano. La polizia ha eseguito due arresti
LONDRA - Doveva essere una festa con pochi intimi amici, ma si è trasformato in un party selvaggio con oltre 100 imbucati che hanno portato caos e distruzione in una tranquilla casa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_03/festa_saccheggio_inghilterra_434aac5c-a9ae-11dd-bcaf-00144f02aabc.shtml" target="_blank">CORRIERE DELLA SERA.it</a></strong></p>
<p><strong>Danni e furti per circa 19mila euro. I genitori della ragazza festeggiata non c&#8217;erano. La polizia ha eseguito due arresti</strong></p>
<p><strong>LONDRA -</strong> Doveva essere una festa con pochi intimi amici, ma si è trasformato in un party selvaggio con oltre 100 imbucati che hanno portato caos e distruzione in una tranquilla casa di Bickley, area residenziale nel distretto londinese di Brombley, Inghilterra. Vittima di questa storia è ancora una volta una teenager, Joanna Zell, che lo scorso 30 ottobre ha avuto la brillante idea di organizzare il party del suo sedicesimo compleanno via Facebook. Così oltre ai suoi compagni di scuola, si son presentati alla festa decine di teppisti che in poco tempo le hanno distrutto la casa e hanno portato via gioielli e i regali che aveva ricevuto per il suo anniversario. Solo l&#8217;intervento della polizia, che è riuscita a disperdere la folla, ha scongiurato ulteriore danni alla proprietà e ha messo fine al saccheggio.</p>
<p><strong><span id="more-33"></span>TEPPISTI -</strong> I teppisti, molti dei quali sotto l&#8217;effetto di stupefacenti, hanno distrutto diverse finestre e stanze della casa, lesionando il pavimento e imbrattando i muri con uova marce. Alla fine si contano oltre 15.000 sterline di danni (circa 19.000 euro) mentre non è ancora possibile stimare il valore degli oggetti di valore rubati. Decine di telefoni cellulari e i gioielli della madre di Joanna sono velocemente scomparsi. Dopo l&#8217;arrivo della polizia alcuni vicini hanno aiutato la sedicenne a pulire casa prima che arrivassero i genitori, ma i danni erano troppo evidenti per essere nascosti. Uno degli invitati racconta al Daily Telegraph: «Tutto era fuori controllo. C&#8217;era gente che faceva sesso nelle stanze da letto, altri fumavano cannabis e allo stesso tempo ditruggevano il giardino».</p>
<p><strong>COMMENTI -</strong> La polizia ha arrestato solo due dei tanti teppisti che si sono presentati alla festa. Hanno rispettivamente sedici e quindici anni: imprigionati per oltraggio a pubblico ufficiale, sono stati rilasciati su cauzione. I più sconcertati dalla vicenda appaiono i genitori della sedicenne : «Joanna aveva detto che non avrebbe organizzato la festa, invece lo ha fatto» afferma la madre della ragazza. «Ha invitato al massimo 50 amici, ma secondo la polizia c&#8217;erano piu&#8217; di 150 persone». Secondo la signora Zell, sua figlia, appena ha visto che la situazione andava degenerando, ha chiamato la polizia. Michael Zell, padre della ragazza e docente alla University of Greenwich a Londra, non ha voluto rilasciare commenti alla stampa. I vicini difendono la sedicenne: «Joanna è una brava ragazza» ha affermato Maralyn Denton, che abita a pochi passi dalla proprietà degli Zell. «È distutta per quello che è successo». Naturalmente nei giorni successivi alla vicenda gli amici di Joanna non hanno fatto altro che parlare del &#8220;party degenerato&#8221;. Anche su Facebook. Tra i tanti messaggi di solidarietà ricevuti da Joanna sul popolare social network, il commento più sincero appare quello di un anonimo amico della ragazza che le scrive: «Spero che per quello che è successo i tuoi genitori non vogliano ucciderti»</p>
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