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	<title>Odio Facebook &#187; party</title>
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		<title>Si ritrova su Facebook e denuncia la sua “ex”</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/18-02-2009/si-ritrova-su-facebook-e-denuncia-la-sua-%e2%80%9cex%e2%80%9d.html</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 18:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[amante]]></category>
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		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: IL SECOLO XIX.it
Ha messo sulla piattaforma virtuale Facebook le foto del suo party di compleanno con tutti gli amici, compreso il suo ex amante. Ex amante che per questo l&#8217;ha denunciata dopo che sua moglie, ignara del fatto che anche lui avesse partecipato a quella festa, l&#8217;ha scoperto e non ha gradito (a quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/savona/2009/02/17/1202092634050-si-ritrova-facebook-denuncia-sua-ex.shtml" target="_blank"><strong>IL SECOLO XIX.it</strong></a></p>
<p>Ha messo sulla piattaforma virtuale Facebook le foto del suo party di compleanno con tutti gli amici, compreso il suo ex amante. Ex amante che per questo l&#8217;ha denunciata dopo che sua moglie, ignara del fatto che anche lui avesse partecipato a quella festa, l&#8217;ha scoperto e non ha gradito (a quanto pare i due si erano lasciati tempo prima proprio per quella relazione).</p>
<p>E così il savonese (G. S.) ha presentato denuncia contro l&#8217;ex (S. S.) chiedendo al gestore del sito l&#8217;immediata rimozione delle foto incriminate per violazione della privacy e persino molestie, anche se questa seconda accusa sarà ben difficile da dimostrare.</p>
<p><span id="more-343"></span>«Non avevo dato alcun benestare alla diffusione di quelle foto personali e compromettenti per la mia tranquillità &#8211; è la tesi della sua denuncia &#8211; chi le ha diffuse sapeva bene che avrebbero provocato un putiferio. Ora pretendo che vengano rimosse al più presto per evitare ulteriori strascichi. Metterle, ben sapendo cosa si sarebbe innescato dopo, è stato un attentato alla mia vita coniugale».</p>
<p><script type="text/javascript"></script><script src="http://adv.ilsecoloxix.it/adjs.php?n=180910286&amp;what=zone:34&amp;exclude=," type="text/javascript"></script></p>
<p><noscript></noscript>Le foto incriminate si riferirebbero però ad una festa di compleanno celebrata in una casa privata di proprietà della stessa savonese che le ha diffuse. E riguarderebbero sempre un nutrito numero di persone, mai il denunciante in primo piano e mai ripreso in circostanze equivoche ma sempre in mezzo ad altra gente.</p>
<p>E questi due particolari &#8211; secondo gli inquirenti che hanno ricevuto la denuncia &#8211; sono già sufficienti per rendere quantomeno difficile l&#8217;accusa di &#8220;molestie&#8221; sostenendo che la pubblicazione sia stata &#8220;un attentato alla sua vita di coppia&#8221;.</p>
<p>Più semplice puntare sulla violazione della privacy anche se i risvolti concreti di questa denuncia sono ancora difficili da ipotizzare.</p>
<p>«Basta inibire il gestore del sito facendo presente che le foto pubblicate non sono state autorizzate da chi è ritratto &#8211; spiega l&#8217;avvocato penalista Andrea Cechini &#8211; È una procedura semplice e abbastanza frequente vista l&#8217;esplosione di problemi che si verificano su internet per i motivi più disparati. E la risposta del gestore non può che essere una ed immediata: la rimozione delle immagini incriminate, che siano foto o video o numeri di telefono o altro».</p>
<p>D&#8217;altra parte la disciplina d&#8217;uso delle immagini su Facebook così come dei filmati su Youtube o di particolari precisi di un&#8217;identità su Second life, è un tema attualissimo e in buona parte oscuro visto che il fenomeno è recente e manca una giurisprudenza in grado di chiarire di preciso i paletti, le regole. Fin dove si può arrivare e dove invece bisogna fermarsi per non invadere la vita altrui? È lecito usare la rete per diffondere dati sensibili di terzi senza prima avergli chiesto il consenso? Sono queste le domande a cui rispondere.</p>
<p>Non a caso la Polizia postale riceve costantemente segnalazioni riguardanti l&#8217;argomento e negli ultimi mesi in più occasioni è dovuta intervenire per inibire siti, gestori e chat.</p>
<p>«Le piattaforme virtuali su internet sono i nuovi ambienti dove si consumano tanti reati e annidano un gran numero di potenziali pericoli &#8211; conferma Alberto Bonvicini, ispettore della polizia postale che da ormai dieci anni gira le scuole per sensibilizzare anzitutto i giovani sull&#8217;importanza di maneggiare con estrema cura l&#8217;argomento internet e tutte le finestre che apre &#8211; Oggi c&#8217;è Facebook ma anche Second life, Youtube, le chat, i giochi virtuali: sono tanti i campi in cui l&#8217;incontro e l&#8217;interscambio di informazioni può generare un pericolo e una minaccia per l&#8217;individuo, che si tratti di un giovane o di un adulto. Si va dai casi estremi di pedofili che simulano di essere chi non sono per agganciare vittime sulle chat, a chi utilizza internet magari per ritorsioni nei confronti del proprio ex pubblicando le sue foto, ancora ai bulli che usano le tecnologie per mortificare e deridere i più deboli. Sono tantissimi gli scenari».</p>
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		<title>Londra, ecco i vandali dei party</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/degenerazione/04-12-2008/londra-ecco-i-vandali-dei-party.html</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 20:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[brighton]]></category>
		<category><![CDATA[facebook republic army]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: la Repubblica.it
Spunta la Facebook Republican Army
Rintracciano le feste sul sito del social network e si presentano (non invitati). A Brigthon ne ha fatto le spese il compleanno di una sedicenne. Danni per 5000 sterline.
Tecnologia in aiuto dei vandali. Facebook che da strumento per ritrovare vecchi amici o farne dei nuovi, diventa strumento di ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/facebook-army/facebook-army/facebook-army.html" target="_blank">la Repubblica.it</a></strong></p>
<p><strong>Spunta la Facebook Republican Army</strong></p>
<p>Rintracciano le feste sul sito del social network e si presentano (non invitati). A Brigthon ne ha fatto le spese il compleanno di una sedicenne. Danni per 5000 sterline.</p>
<p>Tecnologia in aiuto dei vandali. Facebook che da strumento per ritrovare vecchi amici o farne dei nuovi, diventa strumento di ricerca per feste da rovinare. Arrivando in massa, ovviamente non invitati, e devastando la casa della festeggiata. Una pratica in uso da anni ma che stavolta si arricchisce della variante tecnologica. E prende piede anche nel nostro paese.</p>
<p><span id="more-230"></span>Si chiama Facebook Republic Army il nuovo flagello giovanile che funesta le serate d&#8217;Oltremanica. Centinaia di ragazzi che si organizzano, rintracciano feste spulciando i profili sul sito del social network e poi calano in massa nella casa del malcapitato con intenzioni tutt&#8217;altro che pacifiche.</p>
<p>L&#8217;ultimo caso si è registrato a Brighton, città di mare non lontana da Londra. A Georgina Hobday viene l&#8217;idea di festeggiare i suoi 16 anni con una festa a casa. Mette tutto su Facebook. Un modo semplice per invitare gli amici senza perdere troppo tempo. Ed è a questo punto che spuntano quelli della Facebook Republic Army. Veri e propri setacciatori di feste in cui &#8220;imbucarsi&#8221;.</p>
<p>Il risultato è che la casa della sedicenne viene letteralmente presa d&#8217;assalto da quasi 500 ragazzi. La situazione degenera in poco tempo, complice anche un tasso alcolico che cresce rapidamente. Lampadari in frantumi, finestre scardinate, porte divelte. Il giardino, una volta coperto d&#8217;erba, viene praticamente arato. Insomma un disastro. Davanti all&#8217;impotente mamma della sedicenne. A cui non resta che avvertire la polizia.</p>
<p>Gli agenti arrivano in forze e si trovano davanti uno scenario di devastazione. E un mare di lattine di birra vuote. &#8220;E&#8217; stato un incubo, questa è l&#8217;ultima festa che faccio fare a mia figlia&#8221; allarga le braccia sconsolata la donna. Che adesso dovrà sborsate circa 5000 sterline per rimettere le cose a posto.</p>
<p>Nel frattempo la polizia fa sgombrare la casa. Operazione non semplicissima che richiede quasi un&#8217;ora. A corollario restano le dichiarazioni di alcuni dei protagonisti del blitz vandalico: &#8220;Uno di noi è un esperto di pc e scova tutte le feste che ci sono. Non è che partiamo con l&#8217;idea di fare casino, ma certe cose, alla fine, accadono. Siamo il peggior incubo di ogni genitore&#8221;.</p>
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		<title>Festa organizzata via Facebook, casa saccheggiata</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/03-11-2008/33.html</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 20:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: CORRIERE DELLA SERA.it
Danni e furti per circa 19mila euro. I genitori della ragazza festeggiata non c&#8217;erano. La polizia ha eseguito due arresti
LONDRA - Doveva essere una festa con pochi intimi amici, ma si è trasformato in un party selvaggio con oltre 100 imbucati che hanno portato caos e distruzione in una tranquilla casa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_03/festa_saccheggio_inghilterra_434aac5c-a9ae-11dd-bcaf-00144f02aabc.shtml" target="_blank">CORRIERE DELLA SERA.it</a></strong></p>
<p><strong>Danni e furti per circa 19mila euro. I genitori della ragazza festeggiata non c&#8217;erano. La polizia ha eseguito due arresti</strong></p>
<p><strong>LONDRA -</strong> Doveva essere una festa con pochi intimi amici, ma si è trasformato in un party selvaggio con oltre 100 imbucati che hanno portato caos e distruzione in una tranquilla casa di Bickley, area residenziale nel distretto londinese di Brombley, Inghilterra. Vittima di questa storia è ancora una volta una teenager, Joanna Zell, che lo scorso 30 ottobre ha avuto la brillante idea di organizzare il party del suo sedicesimo compleanno via Facebook. Così oltre ai suoi compagni di scuola, si son presentati alla festa decine di teppisti che in poco tempo le hanno distrutto la casa e hanno portato via gioielli e i regali che aveva ricevuto per il suo anniversario. Solo l&#8217;intervento della polizia, che è riuscita a disperdere la folla, ha scongiurato ulteriore danni alla proprietà e ha messo fine al saccheggio.</p>
<p><strong><span id="more-33"></span>TEPPISTI -</strong> I teppisti, molti dei quali sotto l&#8217;effetto di stupefacenti, hanno distrutto diverse finestre e stanze della casa, lesionando il pavimento e imbrattando i muri con uova marce. Alla fine si contano oltre 15.000 sterline di danni (circa 19.000 euro) mentre non è ancora possibile stimare il valore degli oggetti di valore rubati. Decine di telefoni cellulari e i gioielli della madre di Joanna sono velocemente scomparsi. Dopo l&#8217;arrivo della polizia alcuni vicini hanno aiutato la sedicenne a pulire casa prima che arrivassero i genitori, ma i danni erano troppo evidenti per essere nascosti. Uno degli invitati racconta al Daily Telegraph: «Tutto era fuori controllo. C&#8217;era gente che faceva sesso nelle stanze da letto, altri fumavano cannabis e allo stesso tempo ditruggevano il giardino».</p>
<p><strong>COMMENTI -</strong> La polizia ha arrestato solo due dei tanti teppisti che si sono presentati alla festa. Hanno rispettivamente sedici e quindici anni: imprigionati per oltraggio a pubblico ufficiale, sono stati rilasciati su cauzione. I più sconcertati dalla vicenda appaiono i genitori della sedicenne : «Joanna aveva detto che non avrebbe organizzato la festa, invece lo ha fatto» afferma la madre della ragazza. «Ha invitato al massimo 50 amici, ma secondo la polizia c&#8217;erano piu&#8217; di 150 persone». Secondo la signora Zell, sua figlia, appena ha visto che la situazione andava degenerando, ha chiamato la polizia. Michael Zell, padre della ragazza e docente alla University of Greenwich a Londra, non ha voluto rilasciare commenti alla stampa. I vicini difendono la sedicenne: «Joanna è una brava ragazza» ha affermato Maralyn Denton, che abita a pochi passi dalla proprietà degli Zell. «È distutta per quello che è successo». Naturalmente nei giorni successivi alla vicenda gli amici di Joanna non hanno fatto altro che parlare del &#8220;party degenerato&#8221;. Anche su Facebook. Tra i tanti messaggi di solidarietà ricevuti da Joanna sul popolare social network, il commento più sincero appare quello di un anonimo amico della ragazza che le scrive: «Spero che per quello che è successo i tuoi genitori non vogliano ucciderti»</p>
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