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	<title>Odio Facebook &#187; Privacy</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Facebook potrebbe cambiare i termini privacy dopo il caso-Canada</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/31-08-2009/facebook-potrebbe-cambiare-i-termini-privacy-dopo-il-caso-canada.html</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 10:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[canada]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giovanni Carzana
fonte: ciao people magazine
Facebook sarebbe pronto a cambiare le impostazioni per la privacy degli utenti: dopo il caso del Canada i responsabili del social network stanno pensando a questa novità.
Facebook e la privacy sono un tema &#8220;caldo&#8221; di internet. Ebbene, dopo l&#8217;indagine effettuata in Canada, il social network potrebbe modificare una parte dei termini. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Giovanni Carzana<br />
fonte: </strong><a href="http://magazine.ciaopeople.com/Cellulari_Web-10/Internet_&amp;_dintorni-31/Facebook_potrebbe_cambiare_i_termini_privacy_dopo_il_caso-Canada-12989" target="_blank"><strong>ciao people magazine</strong></a></p>
<p>Facebook sarebbe pronto a cambiare le impostazioni per la privacy degli utenti: dopo il caso del Canada i responsabili del social network stanno pensando a questa novità.</p>
<p><strong>Facebook </strong>e la <strong>privacy </strong>sono un tema &#8220;caldo&#8221; di internet. Ebbene, dopo l&#8217;indagine effettuata in <strong>Canada</strong>, il social network potrebbe modificare una parte dei <strong>termini</strong>. La novità è stata annunciata da alcuni responsabili di Facebook.</p>
<p><span id="more-504"></span>Il garante per la privacy del Canada ha effettuato un&#8217;indagine su questi temi, con la collaborazione del sito stesso. Lo studio è durato <strong>più di un anno</strong>.</p>
<p>Facebook ha comunicato che aumenterà i sistemi per garantire la privacy agli iscritti e che a cambiare saranno anche le policy. Dal garante del Canada è arrivato l&#8217;invito a Facebook di essere<strong> più chiaro </strong>con gli utenti in merito alla gestione dei dati personali. Inoltre al social network è stato intimato anche di essere più severo con gli<strong> autori </strong>delle <strong>applicazioni </strong>diffuse sul sito, i quali possono usufruire dei dati degli utenti.</p>
<p>Quella della privacy, di Facebook e di internet è una questione quanto mai attuale in Italia e nel mondo. Il presidente dell&#8217;<strong>Autorità Garante per la Privacy</strong>, nel nostro Paese, è <strong>Francesco Pizzetti</strong>, che a maggio sul blog di Vittorio Zambardino ha dichiarato: &#8220;la rete ha introdotto una nuova realtà. Ha duplicato la nostra esistenza, creando una dimensione non locale e virtuale, che ha regole del tutto diverse da quelle che vigono nella realtà in cui siamo vissuti per migliaia di anni. E&#8217; però una dimensione che influisce &#8211; lo vedremo -  sulla vita reale. E la globalizzazione, che internet ha reso possibile e che con internet ha interagito, ha creato un vuoto di regole, di autorità regolatrici sovranazionali e soprattutto un vuoto di consapevolezza nelle persone&#8221;.</p>
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		<title>Le rubano l&#8217;identità (su facebook?) e i soldi</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/29-08-2009/le-rubano-lidentita-su-facebook-e-i-soldi.html</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 11:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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		<description><![CDATA[di Diego Nieri
Fonte: Il Giornare di Vicenza
Vicenza. È uno dei rischi dei social network: quello di inserire su internet, e cioè a disposizione di tutti, la propria foto e i propri dati personali, fra cui la data di nascita. Lo sa bene una donna vicentina, Silvia B., 35 anni, dipendente pubblica, che nelle scorse settimane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Diego Nieri<br />
Fonte: </strong><a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/81786_le_rubano_lidentit_su_facebook_e_i_soldi/" target="_blank"><strong>Il Giornare di Vicenza</strong></a></p>
<p><strong>Vicenza.</strong> È uno dei rischi dei social network: quello di inserire su internet, e cioè a disposizione di tutti, la propria foto e i propri dati personali, fra cui la data di nascita. Lo sa bene una donna vicentina, Silvia B., 35 anni, dipendente pubblica, che nelle scorse settimane ha sporto denuncia ai carabinieri per truffa e sostituzione di persona. Qualcuno, nel giro di qualche settimana, presentandosi a nome suo e con documenti fasulli a lei intestati, ha aperto un conto corrente ed ha fatto una serie di acquisti attivando dei finanziamenti. Ora la vicentina si trova con un debito complessivo di circa 25 mila euro, senza sapere chi ringraziare.</p>
<p><span id="more-511"></span>Ma procediamo con ordine. Silvia è iscritta da tempo a facebook, il social network su internet per contattare vecchi e nuovi amici. Nelle pagine pubbliche, cioè quelle consultabili anche da chi non è riconosciuto come &#8220;amico&#8221;, sono disponibili dei dati: oltre a nome e cognome, la fotografia, la città dove si vive e la data di nascita. Fra l&#8217;altro, nel caso di Silvia, con una piccola ricerca sempre su internet era possibile trovare anche il suo indirizzo di casa e il numero di telefono fisso dei suoi genitori, tutti pubblicati su un sito web al quale si è iscritta coltivando un hobby.<br />
Una truffatrice, che probabilmente deve avere una somiglianza fisica con Silvia, ha preso nota dei suoi dati e si è attivata per costruirsi in casa &#8211; o farsi realizzare da qualche falsario &#8211; una carta d&#8217;identità contraffatta con i dati della vicentina. Ed ha pensato alla maniera per far fruttare quel documento illecito.<br />
La truffatrice si è recata in Svizzera, al confine con l&#8217;Italia, dopo aver aperto un conto corrente in una banca lombarda, nel quale aveva depositato pochi soldi. Ha acquistato una vettura &#8211; una Ford Focus &#8211; e al concessionario ha presentato la sua carta d&#8217;identità falsa e una busta paga, ottenendo un finanziamento. Nel giro di qualche giorno, poi, ha fatto incetta di elettrodomestici e altre apparecchiature (cellulari, navigatori, dvd, stereo) comprandoli in centri commerciali diversi sempre con il medesimo sistema. Per tutti i venditori il riferimento era Silvia B. di Vicenza.<br />
In realtà, sono bastate le prime rate per fare andare in rosso quel conto corrente. E a Silvia sono iniziate ad arrivare raccomandate e telefonate per segnalarle che il conto era in rosso, che c&#8217;erano le rate da pagare e che i conti non tornavano.<br />
Alla prima chiamata Silvia ha pensato ad un errore. Poi si è resa conto che qualcosa non funzionava, ed ha fatto presente che lei di conti in Lombardia e di auto in Svizzera non ne sapeva nulla. «Non ci sono neanche mai stata», ha spiegato più volte. Alla fine, consigliata da un legale, si è rivolta in caserma per raccontare quanto le è accaduto. I cosiddetti &#8220;furti d&#8217;identità&#8221; sono invero più frequenti di quanto non si creda, e il fenomeno dei social network è destinato a vederli aumentare.</p>
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		<title>Facebook: preservare la nostra privacy (seconda parte)</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/19-08-2009/facebook-preservare-la-nostra-privacy-seconda-parte.html</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 14:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[gianluca rini]]></category>
		<category><![CDATA[profilo]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Gianluca Rini
Fonte: oneitsecurity
Nella prima parte dell&#8217;articolo abbiamo visto come gestire alcune tra le più importanti opzioni di configurazione del nostro profilo di Facebook per preservare la nostra privacy e impedire che i nostri dati e le foto in cui compariamo finiscano nelle mani sbagliate.
A volte possiamo avere l&#8217;esigenza di pubblicare delle foto che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Gianluca Rini<br />
Fonte: </strong><a href="http://www.oneitsecurity.it/19/08/2009/facebook-preservare-la-nostra-privacy-seconda-parte/" target="_blank"><strong>oneitsecurity</strong></a></p>
<p>Nella prima parte dell&#8217;articolo abbiamo visto come gestire alcune tra le più importanti opzioni di <strong>configurazione</strong> del nostro profilo di Facebook per preservare la nostra privacy e impedire che i nostri dati e le foto in cui compariamo finiscano nelle mani sbagliate.</p>
<p>A volte possiamo avere l&#8217;esigenza di <strong>pubblicare delle foto</strong> che ci riguardano che non vogliamo però far vedere indistintamente a tutte le persone che abbiamo nella nostra lista degli amici. Possiamo a questo proposito creare un album fotografico e specificare le relative eccezioni.</p>
<p> </p>
<p><span id="more-502"></span>Nella pagina di creazione dell&#8217;<strong>album</strong> possiamo scegliere, nella casella &#8220;privacy&#8221;, appena sotto la parte dedicata alla descrizione, la voce &#8220;personalizza&#8221; e nella successiva scheda che si aprirà lasciare nella casella &#8220;reti&#8221; la voce &#8220;nessuna delle mie reti&#8221; e poi inserire i nomi o le liste degli amici ai quali vogliamo permettere la visualizzazione dell&#8217;album nella casella &#8220;eccetto&#8221;.</p>
<p>Occupiamoci adesso delle impostazioni da assegnare per regolare chi può <strong>scrivere i messaggi</strong> nella nostra bacheca e chi può visualizzare quelli già inseriti. Spostiamoci nella pagina Privacy -Profilo e scendiamo fino a trovare la voce &#8220;messaggi in bacheca&#8221;. Qui scegliamo nel dettaglio chi può scrivere nella nostra pagina.</p>
<p>Adesso torniamo alla nostra pagina del profilo personale e clicchiamo su &#8220;opzioni&#8221;, appena sotto la casella di scrittura dello stato personale. Subito dopo clicchiamo sulla scheda &#8220;impostazioni&#8221; e scorriamo nella pagina fino a raggiungere l&#8217;opzione &#8220;notizie pubblicate da amici&#8221;. Attraverso il menu a tendina possiamo scegliere chi può <strong>visualizzare i messaggi</strong> scritti nella nostra bacheca personale.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>informazioni del profilo</strong>, spostiamoci nella scheda &#8220;info&#8221; e clicchiamo su &#8220;modifica&#8221; accanto alla voce &#8220;informazioni di contatto&#8221;. Compariranno dei piccoli lucchetti sulla destra della pagina accanto ad ogni informazione. Clicchiamoci sopra per decidere chi può vedere la voce corrispondente.</p>
<p>A questo proposito, facciamo attenzione soprattutto al nostro <strong>numero di cellulare</strong>, che viene inserito da Facebook automaticamente se richiediamo la conferma tramite SMS. Ricordiamoci di modificare questa opzione per evitare spiacevoli telefonate da gente che non conosciamo.</p>
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		<title>California: Facebook alla sbarra per violazione della privacy</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 14:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[california]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: Il Giornale.it
Facebook alla sbarra. Cinque cittadini californiani hanno fatto causa a Facebook per violazione della privacy e utilizzo di informazioni personali senza il consenso degli utenti. La denuncia, di quaranta pagine, è stata depositata presso la Corte Superiore della Orange County, in California. L&#8217;accusa al social network è di violare le leggi statali sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=375141" target="_blank">Il Giornale.it</a></strong></p>
<p>Facebook alla sbarra. Cinque cittadini californiani hanno fatto causa a Facebook per violazione della privacy e utilizzo di informazioni personali senza il consenso degli utenti. La denuncia, di quaranta pagine, è stata depositata presso la Corte Superiore della Orange County, in California. L&#8217;accusa al social network è di violare le leggi statali sulla privacy e di fornire informazioni personali a soggetti terzi. Secondo i cinque utenti, Facebook avrebbe condotto &#8220;ricerche e raccolte di dati&#8221; senza l&#8217;approvazione dei membri. Alcuni siti americani riferiscono che le parti lese sono due ragazzini di meno di 13 anni, un utente della versione originale di Facebook, un fotografo professionista e un&#8217;attrice-modella. I cinque chiedono che l&#8217;azione legale si tramuti presto in processo e che Facebook paghi loro danni e spese legali. Un portavoce di Facebook si è limitato a dire che l&#8217;azienda ritiene ingiustificata la denuncia e si prepara a respingere in pieno le accuse.</p>
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		<title>Facebook: preservare la nostra privacy (prima parte)</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/13-08-2009/facebook-preservare-la-nostra-privacy-prima-parte.html</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 11:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[dati sensibili]]></category>
		<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>

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		<description><![CDATA[Di: Gianluca Rini
Fonte: oneitsecurity
Uno dei motivi che allontana molti dall&#8217;idea di iscriversi al social network più famoso del momento è la gestione delle impostazioni della privacy, che spesso non sono molto chiare e potrebbero portare ad inconvenienti spiacevoli.
A queste voci fanno eco le numerose notizie di cui si è parlato negli ultimi mesi, che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di: Gianluca Rini<br />
Fonte: </strong><a href="http://www.oneitsecurity.it/13/08/2009/facebook-preservare-la-nostra-privacy-prima-parte/" target="_blank"><strong>oneitsecurity</strong></a></p>
<p>Uno dei motivi che allontana molti dall&#8217;idea di iscriversi al social network più famoso del momento è la gestione delle <strong>impostazioni della privacy</strong>, che spesso non sono molto chiare e potrebbero portare ad inconvenienti spiacevoli.</p>
<p>A queste voci fanno eco le numerose notizie di cui si è parlato negli ultimi mesi, che hanno visto come protagonisti dipendenti di amministrazioni o aziende licenziati per una cattiva gestione delle informazioni personali e degli &#8220;stati&#8221; sul proprio profilo che sono finiti sotto gli occhi del capo.</p>
<p> </p>
<p><span id="more-439"></span>Pochi però sanno che è possibile <strong>personalizzare</strong> al massimo le impostazioni del proprio account per tenere foto, stati, bacheca e informazioni di qualsiasi tipo sempre sotto controllo, in modo da controllare nel dettaglio quali persone possono vedere i nostri dati inseriti sul portale.</p>
<p>Innanzitutto, come possiamo facilmente vedere scrivendo il nostro nome su Google, tra i risultati delle ricerche compare il link al nostro profilo su Facebook. Se vogliamo evitare questa indicizzazione &#8220;forzata&#8221;, dopo aver effettuato il login, andiamo nella pagina Privacy &#8211; Risultati della ricerca del nostro profilo e in corrispondenza della voce &#8220;Elenco di ricerca pubblico&#8221; togliamo la spunta dalla casellina che si trova subito sotto.</p>
<p>Nella stessa pagina, attraverso la prima voce, dal nome &#8220;Visibilità nella ricerca&#8221;, possiamo decidere chi può trovarci utilizzando il <strong>motore di ricerca interno</strong>. Si tratta di un&#8217;opzione utile se non vogliamo che chiunque possa trovarci sul portale.</p>
<p>Uno dei problemi più grandi per la nostra privacy è la <strong>gestione delle foto</strong> in cui siamo taggati. Un&#8217;immagine poco seria che ci ritrae, messa online per errore, può girare sul network in modo molto rapido e per questo motivo è necessario impostare delle restrizioni a queste foto. Andiamo in Privacy &#8211; Profilo e impostiamo le nostre preferenze accanto alla voce &#8220;Foto in cui sei taggato/a&#8221;. Se scegliamo la voce &#8220;personalizza&#8221; possiamo decidere nel dettaglio di specificare alcuni nomi esatti degli amici ai quali vogliamo permettere la visualizzazione di queste foto.</p>
<p>Nella seconda parte dell&#8217;articolo vedremo come impostare le restrizioni per la visualizzazione dei nostri album fotografici, come gestire la visualizzazione dei messaggi scritti dagli amici nella nostra bacheca personale e come selezionare i permessi per la visualizzazione delle nostre informazioni di contatto.</p>
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		<item>
		<title>È polemica su Facebook: foto degli utenti usate nei banner pubblicitari</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/23-07-2009/e-polemica-su-facebook-foto-degli-utenti-usate-nei-banner-pubblicitari.html</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 14:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[banner]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[utenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Giuseppe Cutrone
Fonte: oneweb2.0
Ha destato parecchie polemiche la scelta di Facebook di inserire, nei banner promozionali all&#8217;interno del sito, immagini prese dalle gallery personali caricate dagli stessi utenti.
Il sistema prevede infatti l&#8217;&#8221;associazione&#8221; tra un annuncio pubblicitario e la foto di uno dei contatti presenti nella lista amici di chi sta navigando, con l&#8217;obiettivo di attirare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Giuseppe Cutrone<br />
Fonte: <a href="http://www.oneweb20.it/23/07/2009/e-polemica-su-facebook-foto-degli-utenti-usate-nei-banner-pubblicitari/" target="_blank">oneweb2.0</a></p>
<p>Ha destato parecchie polemiche la scelta di Facebook di inserire, nei <strong>banner promozionali</strong> all&#8217;interno del sito, immagini prese dalle <strong>gallery personali</strong> caricate dagli stessi utenti.</p>
<p>Il sistema prevede infatti l&#8217;&#8221;associazione&#8221; tra un <strong>annuncio pubblicitario</strong> e la foto di uno dei contatti presenti nella lista amici di chi sta navigando, con l&#8217;obiettivo di attirare l&#8217;attenzione della persona che sta sfogliando le pagine del sito presentandogli in bella vista un &#8220;volto conosciuto&#8221;, quanto basta per far concentrare l&#8217;attenzione dell&#8217;utente sul banner e magari cliccarci sopra.</p>
<p> </p>
<p><span id="more-480"></span>Una soluzione assolutamente &#8220;azzeccata&#8221; in relazione agli scopi che si prefigge, non c&#8217;è che dire. Il problema però è quando le immagini vanno a finire su banner che sponsorizzano prodotti o servizi non particolarmente &#8220;pertinenti&#8221;.</p>
<p>Di questo ne sa qualcosa la signora <strong>Cheryl Smith</strong>, la cui immagine è finita per essere visualizzata dal marito (che ovviamente aveva la moglie tra i contatti amici) <strong>associata ad un servizio &#8220;Hot Singles&#8221;</strong>, un accostamento di certo non molto gradito dalla signora Smith.</p>
<p>Chiaro che la vicenda dei coniugi in questione non è generalizzante, ma serve bene per dare un motivo di polemica ai detrattori del servizio di social network e per riaprire, semmai si fossero chiuse, tutte le polemiche relative alla <strong>privacy</strong> degli utenti, da più parti fomentate nella certezza che il rischio sulla riservatezza di dati e foto sia elevatissimo.</p>
<p>Va precisato che secondo i responsabili del sito, da un <strong>punto di vista legale</strong>, Facebook ha agito in piena correttezza, dato che tra le condizioni di sottoscrizione del servizio che si accettano al momento dell&#8217;iscrizione ci sono alcune clausole che prevedono l&#8217;utilizzo da parte dei gestori del sito delle foto personali, ma ciò che fa discutere è che nessuna &#8220;chiara&#8221; comunicazione sia stata data prima di attivare questo sistema.</p>
<p>Ciò che inoltre ha sollevato il polverone è anche la mancanza apparente di un <strong>criterio selettivo</strong> per il tipo di inserzioni, come nel caso della signora Smith ad esempio, per cui un po&#8217; di buon senso avrebbe dovuto suggerire che, vista la natura &#8220;particolare&#8221; del servizio pubblicizzato, forse sarebbe stato bene chiedere un esplicito consenso all&#8217;utente, cosa che invece non è stata fatta.</p>
<p>Lasciando a voi i commenti sulla vicenda e sulla questione privacy, è opportuno suggerire il modo per togliere il consenso a tali usi delle proprie fotografie, sarà infatti possibile disattivare questa possibilità e mettere al sicuro le proprie immagini seguendo questo procedimento: selezionare &#8220;Impostazioni&#8221; dal menu in alto e cliccare su &#8220;Impostazioni sulla privacy&#8221;, poi su &#8220;Notizie e Bacheca&#8221;, in seguito su &#8220;Inserzioni Facebook&#8221;, su &#8220;Presenza nelle Inserzioni di Facebook&#8221; e impostare, infine, su &#8220;Nessuno&#8221;. In tal modo sarete al riparo da un uso scorretto delle vostre immagini da parte di Facebook.</p>
<p><strong>Update</strong>: Va segnalato infine che non è Facebook che inserisce le foto degli utenti all&#8217;interno di spazi pubblicitari, ma si tratta delle applicazioni che utilizzano le foto degli utenti per creare dinamicamente dei banner (all&#8217;interno dell&#8217;applicazione stessa e non negli spazi riservati da Facebook); quindi, se si concede la possibilità di utilizzare la propria gallery (o quella dei propri amici) alle applicazioni, quest&#8217;ultime faranno l&#8217;uso a loro consentito, quindi anche sfruttare immagini degli utenti amici.</p>
<p>L&#8217;opzione per disabilitare l&#8217;uso dei contenuti propri impedisce solo la pubblicazione dei social ad, che sono un &#8220;suggerimento promozionale&#8221; associato alle azioni degli utenti e che esiste dal 2007. Non evita che un&#8217;applicazione metta la foto dei propri amici su banner che girano all&#8217;interno dell&#8217;applicazione stessa.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Le foto su Facebook a rischio privacy</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/privacy/20-07-2009/le-foto-su-facebook-a-rischio-privacy.html</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 14:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[utenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.odiofacebook.net/?p=487</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: PCWORLD
Il solito spirito voyeuristico legato a Facebook e, più in gelerale, ai social network incalza prepotentemente nella vita di tutti gli utenti sfegatati che pubblicano le proprie foto nella propria bacheca o nelle gallerie offerte da uno dei più importanti punti di incontro del web.
Una delle caratteristiche di Facebook è infatti quella di poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.pcworld.it/notizia/118414/2009-07-20/Le-foto-su-Facebook-a-rischio-privacy.html" target="_blank"><strong>PCWORLD</strong></a></p>
<p>Il solito spirito voyeuristico legato a <strong>Facebook</strong> e, più in gelerale, ai social network incalza prepotentemente nella vita di tutti gli utenti sfegatati che pubblicano le proprie foto nella propria bacheca o nelle gallerie offerte da uno dei più importanti punti di incontro del web.</p>
<p>Una delle caratteristiche di <strong>Facebook</strong> è infatti quella di poter creare album fotografici, taggare i volti degli amici e rendere disponibili alle persone conosciute le immagini della propria vita. Sfortunatamente non sempre ci si accorge di cosa si sta facendo e, inavvertitamente, si lasciano aperte delle finestre da cui, in teoria, tutti possono accedere. </p>
<p><span id="more-487"></span>Sono nate infatti due web application su <strong>Facebook</strong>, <strong>Photo Stalker</strong> e <strong>Seegugio</strong>, che consentono di trovare tutte le foto pubbliche di un determinato utente, consentendo di raggiungere con pochi clic del mouse le immagini di utenti che non vi sono amici. Le due applicazioni non violano la licenza di <strong>Facebook</strong> né fanno nulla di illegale: effettuano una scansione delle immagini &#8220;visibili a tutti&#8221; pubblicate dal profilo selezionato.</p>
<p>Come dicevamo, infatti, la pubblicazione di contenuti su <strong>Facebook</strong> normalmente imposta le immagini caricate come visibili per &#8220;Tutti&#8221;, ovvero chiunque acceda al noto social network e abbia un collegamento anche a una sola delle foto pubblicate ha accesso all&#8217;intero album. Questa caratteristica blindava l&#8217;accesso, però, a quegli utenti che non avevano un link diretto ad almeno una delle immagini.</p>
<p><strong>Photo Stalker</strong> e <strong>Seegugio</strong> superano questo ostacolo e si occupano di cercare le immagini visibili a &#8220;Tutti&#8221;. Dopo la &#8220;scoperta&#8221; da parte di molte agenzie di stampa, il numero di utilizzatori delle due applicazioni è aumentato esponenzialmente costringendo Facebook a correre ai ripari, almeno temporaneamente. La ricerca delle due applicazioni non consente, almeno per il momento, di trovare immagini pubbliche dai profili, ma considerato che il problema è esclusivamente dovuto all&#8217;incauto utilizzo di <strong>Facebook</strong> da parte di alcuni utenti non è escluso che <strong>Photo Stalker</strong> e <strong>Seegugio</strong> vengano aggiornati per riportare a galla i &#8220;segreti&#8221; degli utenti.</p>
<p>L&#8217;unico modo per proteggersi è quello di impostare le proprie gallerie come visibili ai soli &#8220;Amici&#8221; o agli &#8220;Amici degli amici&#8221; ed evitare, d&#8217;ora in avanti, di pubblicarle come visibili a Tutti.</p>
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		<title>Facebook, come spiare le foto degli sconosciuti</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 14:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
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		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[hacker]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: SUPERBLOG &#124; TGCOM
Due applicazioni per vedere le foto di quelli che non sono tuoi amici su Facebook: si chiamano Photo Stalker e Seegugio, non sono opera del social network ma della
Rete e quindi a disposizione di tutti. La prima è stata ideata da tale Josh Carcione, la seconda è made in Italy. Si installano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://superblog.tgcom.it/wpmu/2009/07/19/facebook-come-spiare-le-foto-degli-sconosciuti/" target="_blank">SUPERBLOG | TGCOM</a></strong></p>
<p>Due applicazioni per vedere le foto di quelli che non sono tuoi amici su Facebook: si chiamano Photo Stalker e Seegugio, non sono opera del social network ma della<br />
Rete e quindi a disposizione di tutti. La prima è stata ideata da tale Josh Carcione, la seconda è made in Italy. Si installano facilmente, basta anche solo digitare i loro nomi<br />
nello spazio ‘ricerca&#8217; di Facebook.<br />
&#8220;Questa applicazione non è stata sviluppata per Facebook&#8221;, si legge nella bacheca di Seegugio, che ha più di seimila fan e circa 36.000 utenti attivi mensilmente. Photo Stalker ne ha più di 87.000. Le due applicazioni usano lo stesso metodo: basta inserire il nome dell&#8217;utente del quale vogliamo vedere le foto e in pochi secondi si ottiene la lista dei suoi album e delle sue foto. Se si utilizza Seegugio, sulla tua bacheca viene postata anche una notifica, un&#8217;altra viene inviata ai tuoi amici. Fino a oggi, invece, il solo modo per accedere agli album fotografici degli utenti non nella nostra lista era essere aggiunto come amico o cercare amici in comune.</p>
<p><span id="more-491"></span>Programmi del genere fanno nascere più di un dubbio agli utenti sulla privacy, per questo gli ideatori hanno messo già le mani avanti. &#8220;Questa applicazione non viola le norme di<br />
Facebook sulla privacy &#8211; si legge sulla bacheca di Photo Stalker &#8211; Puoi estenderle alle tue foto in modo che non siano visibili a chiunque su Facebook&#8221;. Mentre la bacheca di Seegugio spiega che l&#8217;applicazione &#8220;non ti fa vedere tutte le foto presenti, ma<br />
solo quelle possibili&#8221; e rispetta le policy sulla privacy perché &#8220;non fa nulla che non si possa già fare su Facebook&#8221;. A giudicare dai fan che hanno (più di 3.000 per Photo<br />
Stalker e 2.600 per Seegugio) le applicazioni vanno forte. A questo punto, ci si chiede quando gli utenti renderanno condivisibile anche un programma che consentirà di vedere il profilo integrale di tutte le persone iscritte su Facebook.</p>
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		<title>bastano otto amici per distruggere la privacy</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 15:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: Corriere della Sera
I profili pubblici permettono di ricavare informazioni personali: per esempio la rete di relazioni 
Scenario numero uno: hai aperto un profilo su Facebook e, come il 99 per cento degli utenti, non hai pensato a modificare le impostazioni di privacy. Basta una semplice ricerca con nome e cognome (o con l&#8217;indirizzo e-mail [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_aprile_03/facebook_otto_amici_distruggono_privacy_ca09b95c-2043-11de-9058-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a></strong></p>
<p><strong>I profili pubblici permettono di ricavare informazioni personali: per esempio la rete di relazioni </strong></p>
<p>Scenario numero uno: hai aperto un profilo su Facebook e, come il 99 per cento degli utenti, non hai pensato a modificare le impostazioni di privacy. Basta una semplice ricerca con nome e cognome (o con l&#8217;indirizzo e-mail se utilizzi un nickname) e chiunque può accedere alla tua ultima foto e all&#8217;elenco degli amici. Scenario numero due: sei un utente sensibile al tema della privacy e hai quindi provveduto a rendere il profilo accessibile «solo agli amici». Però non hai mai fatto caso al nuovo menu «ricerca» che di default rende disponibile il profilo a chiunque. Ma c&#8217;è di più: anche se hai impostato il massimo livello di privacy, basta che tu «tagghi» un amico in una foto perché i suoi amici possano accedere non solo a quell&#8217;immagine ma a tutto l&#8217;album.</p>
<p><span id="more-428"></span>ANOMIMATO IMPOSSIBILE &#8211; A partire da queste due situazioni-tipo, ricercatori dell&#8217;Università di Cambridge hanno dimostrato come le informazioni condivise sul social-network californiano siano di fatto pubbliche. «Bastano otto amici» è il titolo dello studio presentato a un recente convegno in cui si sottolinea come molte informazioni del nostro profilo siano accessibili anche ai non amici. Gli informatici hanno messo a punto un programma in grado di scaricare in automatico i profili di utenti sconosciuti. E sono riusciti a ricostruire la «rete sociale» di oltre 250 mila iscritti. «Proteggere la propria rete sociale è un&#8217;impresa difficile. Così come rendere del tutto anonimi i profili», spiegano i ricercatori.</p>
<p>RETE SOCIALE &#8211; Ma a chi potranno mai interessare tutte queste informazioni sulla vita privata di milioni di iscritti a Facebook? A molti, secondo l&#8217;autore dello studio Joseph Bonneau: «Quando i servizi di intelligence intercettano un telefono, più che al contenuto della singola chiamata, sono molto più interessati alla rete di persone con cui si è in contatto». E questo lo sanno bene sia quanti si occupano di marketing che gli spammer, intenzionati ad inviare messaggi sempre più profilati.</p>
<p>IMPOSTAZIONI DI PRIVACY &#8211; Se ai suoi esordi Facebook era un social network chiuso ai non-membri, in seguito al successo globale molte cose sono cambiate. Le impostazioni di privacy ora prevedono che di default alcune informazioni del profilo (nome, foto, lista amici) siano accessibili pubblicamente. Certo, si può sempre modificare le voci dal menù privacy, ma secondo Bonneau solo una piccolissima percentuale di utenti lo fa: «Su 500 amici solo 3 hanno applicato policy più restrittive. Anche perché in molti non sono nemmeno a conoscenza di queste opzioni».</p>
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		<title>Diventare amministratore di qualsiasi cosa</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 18:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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		<category><![CDATA[trojan]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: PcWorld.it
E&#8217; stato scoperto un problema di sicurezza nel noto social network che consentiva a chiunque di diventare amministratore di una pagina.
Un problema tecnico presente sul sito Facebook.com, il noto portale di social network, ha permesso a un utente di diventare amministratore di diverse pagine senza avere nulla a che fare con i gruppi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.pcworld.it/showPage.php?template=attualita&amp;id=8919&amp;sez=in&amp;masterPage=art_sezione_x.htm" target="_blank"><strong>PcWorld.it</strong></a></p>
<p>E&#8217; stato scoperto un problema di sicurezza nel noto social network che consentiva a chiunque di diventare amministratore di una pagina.</p>
<p>Un problema tecnico presente sul sito <strong>Facebook.com</strong>, il noto portale di social network, ha permesso a un utente di diventare amministratore di diverse pagine senza avere nulla a che fare con i gruppi e i fan club interessati.</p>
<p>A scoprire la vulnerabilità, che potenzialmente avrebbe permesso a un malintenzionato di prendere possesso di pagine importanti e inviare messaggi agli ignari utenti, è stato <strong>Tom Krieglstein</strong>, fondatore dell&#8217;azienda <strong>Swift Kick</strong> che si occupa di tecnologie a Chicago, diventando per gioco amministratore di 17 pagine tra cui quella aziendale di <strong>Microsoft</strong> e delle compagnie aeree <strong>Southwest Airlines</strong> e <strong>American Airlines</strong>.</p>
<p>La possibilità di diventare amministratore della pagina di <strong>Star Wars</strong>, che contava oltre 825.000 fan, ha consentito a Krieglstein di inviare agli utenti iscritti un messaggio.</p>
<p>Dopo segnalazione, Facebook ha subito preso provvedimenti disattivando i privilegi all&#8217;utente e correggendo il bug che consentiva di diventare amministratori. Probabilmente questa vulnerabilità è legata al recente aggiornamento grafico, come ammette lo stesso Krieglstein, ma ciò che stupisce è la tempestività con cui Facebook abbia rimesso tutto a posto in poche ore.</p>
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