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	<title>Odio Facebook &#187; twitter</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Il blackout di Facebook eTwitter e lo scontro Russia-Georgia</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 13:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Antonio Dini
Fonte: Macity
Da cosa è dipesa la sospensione del servizio di due dei più popolari social network della rete? Una guerra antica tra l&#8217;ex colosso sovietico e uno dei suoi più riottosi satelliti. Uno scontro politico che aveva per mira un blogger e che invece ha provocato un disastro digitale di proporzioni epocali
Bevono alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Antonio Dini<br />
Fonte: </strong><a href="http://www.macitynet.it/macity/aA39231/il_blackout_di_facebook_etwitter_e_lo_scontro_russia_georgia.shtml" target="_blank"><strong>Macity</strong></a></p>
<p><strong>Da cosa è dipesa la sospensione del servizio di due dei più popolari social network della rete? Una guerra antica tra l&#8217;ex colosso sovietico e uno dei suoi più riottosi satelliti. Uno scontro politico che aveva per mira un blogger e che invece ha provocato un disastro digitale di proporzioni epocali</strong></p>
<p>Bevono alla fonte di Facebook tutti i giorni. Cinguettano anche quando vanno al gabinetto. Sono i microserfs del XXI secolo, non quelli nati nella fantasia dello scrittore canadese Douglas Coupland nel 1995, ma quelli veri che vivono nelle nostre città e che forse leggono anche Macity.</p>
<p>La notizia del blackout di Twitter e poi del rallentamento (non altrettanto grave) di Facebook ha gettato nello sconforto milioni di appassionati in tutto il mondo e anche le redazioni di tutti i giornali, da sempre attentissime a cogliere qualsiasi segnale di costume che possa interessare i lettori. Twitter e prima Facebook, oggetti misteriosi per molti giornalisti, sono però argomento di cui discettare quotidianamente con le scuse meno probabili e quindi, a maggior ragione, nel momento della crisi e dell&#8217;attacco digitale, il cyberwarfare del quale si ciancia da tempo, in attesa del prossimo conflitto asimmetrico.</p>
<p><span id="more-452"></span>L&#8217;arrivo di schiarimenti su cosa sia in realtà successo nella giornata di ieri l&#8217;altro serve solo a dare altra benzina per far funzionare il motore della cronaca giornalistica. Dietro il crollo dei servizi, che fatichiamo a definire &#8220;essenziali&#8221; a chiunque, c&#8217;era comunque il desiderio di bloccare i messaggi di un solo uomo. Anzi, una sigla, certo Cyxymu, blogger dell&#8217;Abkhazia, che già nel 2008, durante la crisi dell&#8217;Ossezia, avevano posto sotto attacco alcuni spregiudicati presunti hacker russi.</p>
<p>Così, in tutto un susseguirsi di &#8220;pare&#8221;, &#8220;sembra&#8221; e &#8220;si dice&#8221;, l&#8217;utente e blogger che si chiama come una città della Georgia è diventato il protagonista, senza volerlo, di un grande incidente digitale per di più avvenuto indirettamente, dato che tutti gli attacchi di denial of service distribuito e di grosse dimensioni (chissà quanto sarà costato sul mercato nero mettere le mani sulle varie bot-net impiegate: magari si fanno saldi estivi prima delle nuove release dei software usati per controllarle) erano diretti esclusivamente contro di lui.</p>
<p>In futuro, quando questi servizi &#8220;fondamentali&#8221; per la specie umana, verranno interrotti di nuovo sempre per colpire un singolo digitalmente (e a che scopo, poi, visto che il servizio è stato fermo un paio d&#8217;ore al massimo?) ci ricorderemo del precedente di ieri come del giorno più caldo dell&#8217;agosto 2009. O quasi.</p>
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		<title>Attacco congiunto a Facebook e Twitter per colpire un unico utente</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 13:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: Hardware Upgrade
Un attacco di tipo DoS (Denial of Service) è stato portato avanti nel corso della giornata di ieri nei confronti di Twitter e Facebook, due tra i più popolari e usati servizi web di social networking degli ultimi tempi.
Un attacco di tipo DoS come quello portato avanti nei confronti di Twitter e Facebook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.hwupgrade.it/news/sicurezza/attacco-congiunto-a-facebook-e-twitter-per-colpire-un-unico-utente_29806.html" target="_blank"><strong>Hardware Upgrade</strong></a></p>
<p>Un attacco di tipo <strong>DoS</strong> (Denial of Service) è stato portato avanti nel corso della giornata di ieri nei <strong>confronti di Twitter e Facebook</strong>, due tra i più popolari e usati servizi web di social networking degli ultimi tempi.</p>
<p>Un attacco di tipo DoS come quello portato avanti nei confronti di Twitter e Facebook ha come obbiettivo diretto e primario quello di rendere inacessibile i determinati siti web, sommergendo i sistemi di richieste dati, tanto da mettere in ginocchio l&#8217;infrastruttura dell&#8217;intero servizio. <strong>L&#8217;attacco ha quindi un&#8217;unica fonte e non è casuale, ma ha coinvolto più servizi contemporaneamente</strong>.</p>
<p><span id="more-456"></span>Nel caso specifico l&#8217;attacco avrebbe avuto come <strong>obbiettivo un utente in particolare, presente su entrambi i popolari siti: un blogger Georgiano</strong>, attivo anche su LiveJournal e Youtube oltre che i due servizi sopracitati. Un chiaro tentativo o una semplice minaccia per mettere a tacere tale utente (conosciuto con il nickname di Cyxymu, una città Georgiana), ma i motivi non sono ancora stati chiariti.</p>
<p><em>&#8220;È stato un attacco simultaneo sui diversi servizi per tentare di silenziare la voce dell&#8217;utente&#8221; </em>ha affermato <strong>Max Kelly</strong>, chief security officer di Facebook. <em>&#8220;Al momento stiamo investigando per riuscire a scoprire l&#8217;origine dell&#8217;attacco e speriamo di poter arrivare ai responsabili e seguiranno quindi i provvedimenti per un simile gesto&#8221;</em>. Il portavoce della società non ha però fornito informazioni circa i possibili responsabili e si è limitato a dire <em>&#8220;Vi dovreste chiedere chi beneficia di una simile azione e pensare seriamente alle azioni di questi personaggi che hanno mostrato un chiaro disprezzo nei confronti di internet&#8221;</em>.</p>
<p>Le ipotesi che al momento vengono portate avanti hanno poche fondamenta, vista la scarsità di informazione che vige sulla questione. La pagina di LiveJournal dell&#8217;utente attaccato è ovviamente stata resa inaccessibile per diverso tempo, ma, attraverso una precedente versione presente nella cache di google è possibile recuperare <strong>l&#8217;ultimo messaggio che l&#8217;utente aveva scritto (in lingua russa) in merito agli attacchi che anche il proprio sito web stava ricevendo:</strong> <em>&#8220;Ora è ovvio che è un attacco speciale contro me e tutti i Georgiani&#8221;</em>.</p>
<p>Quello di cui si è certi, secondo le affermazioni di Kelly, riguarda l&#8217;infrastruttura utilizzata dai responsabili dell&#8217;azione: &#8220;Le persone che hanno coordinato l&#8217;attacco sono sicuramente determinati e usano un sacco di risorse&#8221;.</p>
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		<title>Utenti Facebook e Twitter troppo disinvolti, sicurezza a rischio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 14:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: REUTERS
La popolarità di siti di social network come Facebook ha offerto ai pirati informatici nuovi modi per rubare denaro o dati personali.
Secondo un rapporto della società di sicurezza informatica Sophos, circa metà delle società bloccano in tutto o in parte l&#8217;accesso dei loro dipendenti ai siti di social network per timore di attacchi informatici.
&#8220;La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: <a href="http://it.reuters.com/article/internetNews/idITMIE56L09G20090722" target="_blank">REUTERS</a></p>
<p>La popolarità di siti di social network come Facebook ha offerto ai pirati informatici nuovi modi per rubare denaro o dati personali.</p>
<p>Secondo un rapporto della società di sicurezza informatica Sophos, circa metà delle società bloccano in tutto o in parte l&#8217;accesso dei loro dipendenti ai siti di social network per timore di attacchi informatici.</p>
<p>&#8220;La ricerca ha rivelato che il 63% degli amministratori di sistemi temono che i dipendenti condividano troppe informazioni personali sui siti di social network, mettendo a rischio la rete aziendale e i dati in essa conservati&#8221;, ha detto Sophos nella ricerca.</p>
<p><span id="more-482"></span>A poco sembrano valsi dunque i ripetuti appelli agli utenti a custodire le informazioni personali e a evitare di aprire allegati di email da mittenti non conosciuti.</p>
<p>Ne consegue che un quarto delle imprese monitorate è stato colpito da spam, phishing o software dannosi attraverso Twitter o altri siti di social network, scrive Sophos.</p>
<p>Il phishing è la pratica di indurre gli utenti a rivelare dati personali come password o numeri di conti correnti attraverso false email.</p>
<p>Sophos ha anche scoperto che il numero di pagine web colpite da software maligni (malware) è quadruplicato dai primi mesi del 2008. Gli Stati Uniti sono in testa con il 39,6% delle pagine web infettate, seguiti dalla Cina, al 14,7%.</p>
<p>Il rapporto ha anche evidenziato che 15 nuovi venditori di anti-virus falsi vengono scoperti ogni giorno, il triplo del 2008.</p>
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		<title>Nasce la laurea in Facebook e Twitter</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 15:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degenerazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: il Giornale.it
Un corso al passo coi tempi. Un modo per trasformare la mania di molti in un cammino accademico e professionale. Dal prossimo anno in Inghilterra ci si potrà laureare in «social networking», che tradotto vuol dire Facebook o Twitter.
Ancora una volta Londra e dintorni si confermano apripista di mode e tendenze culturali. Mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=340156" target="_blank"><strong>il Giornale.it</strong></a></p>
<p>Un corso al passo coi tempi. Un modo per trasformare la mania di molti in un cammino accademico e professionale. Dal prossimo anno in Inghilterra ci si potrà laureare in «social networking», che tradotto vuol dire Facebook o Twitter.<br />
Ancora una volta Londra e dintorni si confermano apripista di mode e tendenze culturali. Mentre il governo sta valutando una riforma scolastica superinnovativa, che consenta anche agli studenti più giovani di mettere da parte ortografia e storia a favore di Internet e Facebook, a Birmingham, a partire dal prossimo anno accademico, comincerà un corso di specializzazione in Facebook, Twitter e Bebo.</p>
<p><span id="more-422"></span>Costerà circa 4mila sterline ed è nato in puro stile internettiano: con un lancio video sul sito dell&#8217;università. John Hickman, ideatore del ciclo di lezioni, ha fatto sapere che la risposta degli studenti è stata favorevole: «Non è un corso per sfigati o maniaci del computer, ma accessibile a tutti. Insegneremo cosa si può fare con i siti di social networking, come possono essere usati per la comunicazione e il marketing». E pare che saperne di più potrà essere molto utile a chi voglia intraprendere una carriera nel giornalismo o nelle pubbliche relazioni.<br />
Eppure le polemiche non mancano. Qualche studente ha attaccato il corso riferendo al Daily Telegraph che è troppo facile: «I contenuti sono così semplici che si può fare da autodidatti». E ancora: «La gente conosce già queste cose. Mi sembra un totale spreco delle risorse accademiche».</p>
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