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	<title>Odio Facebook &#187; utenti</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Utenti Facebook e Twitter troppo disinvolti, sicurezza a rischio</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/sicurezza/23-07-2009/utenti-facebook-e-twitter-troppo-disinvolti-sicurezza-a-rischio.html</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 14:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: REUTERS
La popolarità di siti di social network come Facebook ha offerto ai pirati informatici nuovi modi per rubare denaro o dati personali.
Secondo un rapporto della società di sicurezza informatica Sophos, circa metà delle società bloccano in tutto o in parte l&#8217;accesso dei loro dipendenti ai siti di social network per timore di attacchi informatici.
&#8220;La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: <a href="http://it.reuters.com/article/internetNews/idITMIE56L09G20090722" target="_blank">REUTERS</a></p>
<p>La popolarità di siti di social network come Facebook ha offerto ai pirati informatici nuovi modi per rubare denaro o dati personali.</p>
<p>Secondo un rapporto della società di sicurezza informatica Sophos, circa metà delle società bloccano in tutto o in parte l&#8217;accesso dei loro dipendenti ai siti di social network per timore di attacchi informatici.</p>
<p>&#8220;La ricerca ha rivelato che il 63% degli amministratori di sistemi temono che i dipendenti condividano troppe informazioni personali sui siti di social network, mettendo a rischio la rete aziendale e i dati in essa conservati&#8221;, ha detto Sophos nella ricerca.</p>
<p><span id="more-482"></span>A poco sembrano valsi dunque i ripetuti appelli agli utenti a custodire le informazioni personali e a evitare di aprire allegati di email da mittenti non conosciuti.</p>
<p>Ne consegue che un quarto delle imprese monitorate è stato colpito da spam, phishing o software dannosi attraverso Twitter o altri siti di social network, scrive Sophos.</p>
<p>Il phishing è la pratica di indurre gli utenti a rivelare dati personali come password o numeri di conti correnti attraverso false email.</p>
<p>Sophos ha anche scoperto che il numero di pagine web colpite da software maligni (malware) è quadruplicato dai primi mesi del 2008. Gli Stati Uniti sono in testa con il 39,6% delle pagine web infettate, seguiti dalla Cina, al 14,7%.</p>
<p>Il rapporto ha anche evidenziato che 15 nuovi venditori di anti-virus falsi vengono scoperti ogni giorno, il triplo del 2008.</p>
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		<title>È polemica su Facebook: foto degli utenti usate nei banner pubblicitari</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 14:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
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		<description><![CDATA[Di Giuseppe Cutrone
Fonte: oneweb2.0
Ha destato parecchie polemiche la scelta di Facebook di inserire, nei banner promozionali all&#8217;interno del sito, immagini prese dalle gallery personali caricate dagli stessi utenti.
Il sistema prevede infatti l&#8217;&#8221;associazione&#8221; tra un annuncio pubblicitario e la foto di uno dei contatti presenti nella lista amici di chi sta navigando, con l&#8217;obiettivo di attirare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Giuseppe Cutrone<br />
Fonte: <a href="http://www.oneweb20.it/23/07/2009/e-polemica-su-facebook-foto-degli-utenti-usate-nei-banner-pubblicitari/" target="_blank">oneweb2.0</a></p>
<p>Ha destato parecchie polemiche la scelta di Facebook di inserire, nei <strong>banner promozionali</strong> all&#8217;interno del sito, immagini prese dalle <strong>gallery personali</strong> caricate dagli stessi utenti.</p>
<p>Il sistema prevede infatti l&#8217;&#8221;associazione&#8221; tra un <strong>annuncio pubblicitario</strong> e la foto di uno dei contatti presenti nella lista amici di chi sta navigando, con l&#8217;obiettivo di attirare l&#8217;attenzione della persona che sta sfogliando le pagine del sito presentandogli in bella vista un &#8220;volto conosciuto&#8221;, quanto basta per far concentrare l&#8217;attenzione dell&#8217;utente sul banner e magari cliccarci sopra.</p>
<p> </p>
<p><span id="more-480"></span>Una soluzione assolutamente &#8220;azzeccata&#8221; in relazione agli scopi che si prefigge, non c&#8217;è che dire. Il problema però è quando le immagini vanno a finire su banner che sponsorizzano prodotti o servizi non particolarmente &#8220;pertinenti&#8221;.</p>
<p>Di questo ne sa qualcosa la signora <strong>Cheryl Smith</strong>, la cui immagine è finita per essere visualizzata dal marito (che ovviamente aveva la moglie tra i contatti amici) <strong>associata ad un servizio &#8220;Hot Singles&#8221;</strong>, un accostamento di certo non molto gradito dalla signora Smith.</p>
<p>Chiaro che la vicenda dei coniugi in questione non è generalizzante, ma serve bene per dare un motivo di polemica ai detrattori del servizio di social network e per riaprire, semmai si fossero chiuse, tutte le polemiche relative alla <strong>privacy</strong> degli utenti, da più parti fomentate nella certezza che il rischio sulla riservatezza di dati e foto sia elevatissimo.</p>
<p>Va precisato che secondo i responsabili del sito, da un <strong>punto di vista legale</strong>, Facebook ha agito in piena correttezza, dato che tra le condizioni di sottoscrizione del servizio che si accettano al momento dell&#8217;iscrizione ci sono alcune clausole che prevedono l&#8217;utilizzo da parte dei gestori del sito delle foto personali, ma ciò che fa discutere è che nessuna &#8220;chiara&#8221; comunicazione sia stata data prima di attivare questo sistema.</p>
<p>Ciò che inoltre ha sollevato il polverone è anche la mancanza apparente di un <strong>criterio selettivo</strong> per il tipo di inserzioni, come nel caso della signora Smith ad esempio, per cui un po&#8217; di buon senso avrebbe dovuto suggerire che, vista la natura &#8220;particolare&#8221; del servizio pubblicizzato, forse sarebbe stato bene chiedere un esplicito consenso all&#8217;utente, cosa che invece non è stata fatta.</p>
<p>Lasciando a voi i commenti sulla vicenda e sulla questione privacy, è opportuno suggerire il modo per togliere il consenso a tali usi delle proprie fotografie, sarà infatti possibile disattivare questa possibilità e mettere al sicuro le proprie immagini seguendo questo procedimento: selezionare &#8220;Impostazioni&#8221; dal menu in alto e cliccare su &#8220;Impostazioni sulla privacy&#8221;, poi su &#8220;Notizie e Bacheca&#8221;, in seguito su &#8220;Inserzioni Facebook&#8221;, su &#8220;Presenza nelle Inserzioni di Facebook&#8221; e impostare, infine, su &#8220;Nessuno&#8221;. In tal modo sarete al riparo da un uso scorretto delle vostre immagini da parte di Facebook.</p>
<p><strong>Update</strong>: Va segnalato infine che non è Facebook che inserisce le foto degli utenti all&#8217;interno di spazi pubblicitari, ma si tratta delle applicazioni che utilizzano le foto degli utenti per creare dinamicamente dei banner (all&#8217;interno dell&#8217;applicazione stessa e non negli spazi riservati da Facebook); quindi, se si concede la possibilità di utilizzare la propria gallery (o quella dei propri amici) alle applicazioni, quest&#8217;ultime faranno l&#8217;uso a loro consentito, quindi anche sfruttare immagini degli utenti amici.</p>
<p>L&#8217;opzione per disabilitare l&#8217;uso dei contenuti propri impedisce solo la pubblicazione dei social ad, che sono un &#8220;suggerimento promozionale&#8221; associato alle azioni degli utenti e che esiste dal 2007. Non evita che un&#8217;applicazione metta la foto dei propri amici su banner che girano all&#8217;interno dell&#8217;applicazione stessa.</p>
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		<title>Le foto su Facebook a rischio privacy</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 14:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[utenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: PCWORLD
Il solito spirito voyeuristico legato a Facebook e, più in gelerale, ai social network incalza prepotentemente nella vita di tutti gli utenti sfegatati che pubblicano le proprie foto nella propria bacheca o nelle gallerie offerte da uno dei più importanti punti di incontro del web.
Una delle caratteristiche di Facebook è infatti quella di poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: </strong><a href="http://www.pcworld.it/notizia/118414/2009-07-20/Le-foto-su-Facebook-a-rischio-privacy.html" target="_blank"><strong>PCWORLD</strong></a></p>
<p>Il solito spirito voyeuristico legato a <strong>Facebook</strong> e, più in gelerale, ai social network incalza prepotentemente nella vita di tutti gli utenti sfegatati che pubblicano le proprie foto nella propria bacheca o nelle gallerie offerte da uno dei più importanti punti di incontro del web.</p>
<p>Una delle caratteristiche di <strong>Facebook</strong> è infatti quella di poter creare album fotografici, taggare i volti degli amici e rendere disponibili alle persone conosciute le immagini della propria vita. Sfortunatamente non sempre ci si accorge di cosa si sta facendo e, inavvertitamente, si lasciano aperte delle finestre da cui, in teoria, tutti possono accedere. </p>
<p><span id="more-487"></span>Sono nate infatti due web application su <strong>Facebook</strong>, <strong>Photo Stalker</strong> e <strong>Seegugio</strong>, che consentono di trovare tutte le foto pubbliche di un determinato utente, consentendo di raggiungere con pochi clic del mouse le immagini di utenti che non vi sono amici. Le due applicazioni non violano la licenza di <strong>Facebook</strong> né fanno nulla di illegale: effettuano una scansione delle immagini &#8220;visibili a tutti&#8221; pubblicate dal profilo selezionato.</p>
<p>Come dicevamo, infatti, la pubblicazione di contenuti su <strong>Facebook</strong> normalmente imposta le immagini caricate come visibili per &#8220;Tutti&#8221;, ovvero chiunque acceda al noto social network e abbia un collegamento anche a una sola delle foto pubblicate ha accesso all&#8217;intero album. Questa caratteristica blindava l&#8217;accesso, però, a quegli utenti che non avevano un link diretto ad almeno una delle immagini.</p>
<p><strong>Photo Stalker</strong> e <strong>Seegugio</strong> superano questo ostacolo e si occupano di cercare le immagini visibili a &#8220;Tutti&#8221;. Dopo la &#8220;scoperta&#8221; da parte di molte agenzie di stampa, il numero di utilizzatori delle due applicazioni è aumentato esponenzialmente costringendo Facebook a correre ai ripari, almeno temporaneamente. La ricerca delle due applicazioni non consente, almeno per il momento, di trovare immagini pubbliche dai profili, ma considerato che il problema è esclusivamente dovuto all&#8217;incauto utilizzo di <strong>Facebook</strong> da parte di alcuni utenti non è escluso che <strong>Photo Stalker</strong> e <strong>Seegugio</strong> vengano aggiornati per riportare a galla i &#8220;segreti&#8221; degli utenti.</p>
<p>L&#8217;unico modo per proteggersi è quello di impostare le proprie gallerie come visibili ai soli &#8220;Amici&#8221; o agli &#8220;Amici degli amici&#8221; ed evitare, d&#8217;ora in avanti, di pubblicarle come visibili a Tutti.</p>
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		<title>Facebook, come spiare le foto degli sconosciuti</title>
		<link>http://www.odiofacebook.net/senza-categoria/19-07-2009/facebook-come-spiare-le-foto-degli-sconosciuti.html</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 14:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>odiofacebook</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[hacker]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[utenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: SUPERBLOG &#124; TGCOM
Due applicazioni per vedere le foto di quelli che non sono tuoi amici su Facebook: si chiamano Photo Stalker e Seegugio, non sono opera del social network ma della
Rete e quindi a disposizione di tutti. La prima è stata ideata da tale Josh Carcione, la seconda è made in Italy. Si installano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://superblog.tgcom.it/wpmu/2009/07/19/facebook-come-spiare-le-foto-degli-sconosciuti/" target="_blank">SUPERBLOG | TGCOM</a></strong></p>
<p>Due applicazioni per vedere le foto di quelli che non sono tuoi amici su Facebook: si chiamano Photo Stalker e Seegugio, non sono opera del social network ma della<br />
Rete e quindi a disposizione di tutti. La prima è stata ideata da tale Josh Carcione, la seconda è made in Italy. Si installano facilmente, basta anche solo digitare i loro nomi<br />
nello spazio ‘ricerca&#8217; di Facebook.<br />
&#8220;Questa applicazione non è stata sviluppata per Facebook&#8221;, si legge nella bacheca di Seegugio, che ha più di seimila fan e circa 36.000 utenti attivi mensilmente. Photo Stalker ne ha più di 87.000. Le due applicazioni usano lo stesso metodo: basta inserire il nome dell&#8217;utente del quale vogliamo vedere le foto e in pochi secondi si ottiene la lista dei suoi album e delle sue foto. Se si utilizza Seegugio, sulla tua bacheca viene postata anche una notifica, un&#8217;altra viene inviata ai tuoi amici. Fino a oggi, invece, il solo modo per accedere agli album fotografici degli utenti non nella nostra lista era essere aggiunto come amico o cercare amici in comune.</p>
<p><span id="more-491"></span>Programmi del genere fanno nascere più di un dubbio agli utenti sulla privacy, per questo gli ideatori hanno messo già le mani avanti. &#8220;Questa applicazione non viola le norme di<br />
Facebook sulla privacy &#8211; si legge sulla bacheca di Photo Stalker &#8211; Puoi estenderle alle tue foto in modo che non siano visibili a chiunque su Facebook&#8221;. Mentre la bacheca di Seegugio spiega che l&#8217;applicazione &#8220;non ti fa vedere tutte le foto presenti, ma<br />
solo quelle possibili&#8221; e rispetta le policy sulla privacy perché &#8220;non fa nulla che non si possa già fare su Facebook&#8221;. A giudicare dai fan che hanno (più di 3.000 per Photo<br />
Stalker e 2.600 per Seegugio) le applicazioni vanno forte. A questo punto, ci si chiede quando gli utenti renderanno condivisibile anche un programma che consentirà di vedere il profilo integrale di tutte le persone iscritte su Facebook.</p>
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